Perchè questo blog sul guadagno online è un fallimento (e perchè è una cosa buona per te)

Scrive un lettore in un commento (abbrevio, ma lo puoi leggere integralmente qui):

Ho letto questa discussione con molto interesse, dato che da un sito di annunci di lavoro sono finito in un sito dove mi proponevano di acquistare un dominio .ws e poi rivenderlo agli altri e guadagnare “a catena”. […] mi affido al mio cervello (magari guasto, ma lo rispetto perchè ho solo quello) e penso che TUTTE ma proprio TUTTE queste ditte sono delle TRUFFE per molti (sfigati illusi) e dei grandi guadagni per POCHISSIMI (direttori e personaggi similari). […] A me non spennerete, anche se sono qui e sono le 6:30 del mattino e cerco annunci di lavoro perchè sono disoccupato da un paio di mesi […] dovreste vergognarvi perchè giocate sulle speranze di chi come me non sa più cosa fare ed è più fragile. Quanti ragazzi avete illuso per guadagnare su di loro e i loro amici e familiari e amici degli amici ecc che per aiutarsi l’uno con l’altro sono entrati in questo tunnel? […]

Inizialmente volevo semplicemente rispondere nel commento, ma ho pensato che questo lettore ha proprio introdotto l’argomento a cui penso da mesi (da giugno): come aiutare veramente le persone a creare il proprio reddito online.

Perchè questo blog è un fallimento

Quando è nato questo blog (marzo 2007) avevo un’idea: farne il “magazine” del guadagno online in Italia. Come un magazine specializzato mi aspettavo di scrivere recensioni e varie rubriche. In prospettiva ci sarebbero stati anche collaboratori esterni. Come si pagava il tutto? Con le affiliazioni, ovvero con link nelle recensioni e magari in banner che pagavano una commissione in caso di vendita.

E così bene o male ho fatto: scritto recensioni, scritto articoli su varie rubriche, messo link affiliati e addirittura avuto qualche “guest blogger” che ha scritto ottimi articoli. Ma l’idea non ha funzionato e me ne sono accorto ben presto.

Innanzitutto, in Italia ci sono troppo pochi prodotti nel settore del guadagno online per avere varietà e non proporre sempre le solite cose. Aggiungi che negli ultimi anni è arrivata la mania del “lancio” e quindi i prodotti non sono nemmeno disponibili tutto il tempo. Quindi dal punto di vista monetario la cosa non sta in piedi: e infatti questo blog ha guadagnato in media 4-500 euro al mese. Non abbastanza per dedicarci un tempo sufficiente a farlo crescere. E così ha raggiunto e superato i 4 anni d’età senza mai veramente diventare una blog “professionale”.

Ma il fatto che guadagni due lire non è il vero motivo per cui dico che questo blog è un fallimento.

Il vero motivo è che c’è un enorme conflitto di interesse.

Perché Berlusconi mi fa un baffo

Berlusconi con il suo conflitto di interesse fa un baffo a un blogger che scriva recensioni e poi ci metta dei link affiliati.

Perché ragazzi, io quando scrivo cerco di essere obiettivo, ma voglio che clicchiate sui link della mia recensione o della mia citazione e compriate il prodotto.

Il concetto dell’affiliazione è veramente borderline dal punto di vista etico. E’ come l’amico che è in Herbalife e ti fa provare l’integratore quando vai a trovarlo: sì, magari è interessato alla tua salute, ma spera vivamente di iscriverti sotto di sè, almeno come cliente.

Il problema nei paesi di lingua inglese si pone meno: ci sono così tanti prodotti che è plausibile (anche se tutt’altro che certo) che il blogger abbia scelto veramente un prodotto che gli piace e lo convince.

Ma un blogger italiano ha 4 prodotti in croce tra cui scegliere. E quindi io (e gli altri che come me hanno blog e promuovono corsi sul “guadagnare online”) alla fine che dobbiamo fare? “Recensiamo” i prodotti sperando di presentarli così bene che qualcuno li compri.

Dico chiaramente: non ho mai spinto infoprodotti che pensavo fossero delle merde. Li ho sempre valutati (più o meno approfonditamente, è dipeso da tante cose) e ho giudicato che potessero essere d’aiuto e quindi non era sbagliato promuoverli. Ma diciamo che ho tenuto a bada il mio spirito critico.

Evidentemente i prodotti erano discreti, non ho mai avuto gente che mi ha scritto dicendomi “bastardo mi hai fatto comprare una merda”. Spero proprio di no.

Ma detto questo, alcuni mesi fa mi sono guardato allo specchio e mi sono detto “basta”.

Cosa è successo alcuni mesi fa che forse potrebbe esserti d’aiuto a guadagnare online

Alcuni mesi fa mi è capitato di avere 3 infoprodotti che venivano lanciati in contemporanea sul mercato. E poichè sono conosciuto come “il vecchio papà bonario dell’Internet Marketing” tutti e tre gli autori mi conoscono e mi hanno chiesto di promuovere i loro prodotti. E io ho detto di sì, come ho (quasi) sempre fatto.

Ho fatto queste promozioni e poi, appunto, ho detto “basta, non voglio più fare una cosa così”.

Intendiamoci: tutto il mercato mondiale dell’Internet marketing funziona con tizio che promuove caio che promuove sempronio che promuove tizio. Tutti si promuovono a vicenda con grandi pacche sulle spalle e inciuci di liste. In Italia siamo veramente alle elementari in confronto a ciò che si fa negli USA e in generale nel grande mercato di lingua inglese. Anche i prezzi in Italia sono relativamente “popolari”: è un mercato più piccolo, più primitivo, assai meno competitivo.

Ma il punto non è questo. Non è che se è prassi nel mondo dell’Internet marketing, allora va fatto. Non è che stiamo vendendo prosciutti.

Stiamo vendendo speranze. Stiamo vendendo possibilità di una vita migliore. Stiamo vendendo opportunità di portare i soldi a casa e sfamare la famiglia invece di essere disoccupati.

Con queste cose in ballo, l’etica è essenziale.

E quindi ho detto basta al conflitto di interessi. Basta con le recensioni e con la promozione dei prodotti di altri con link affiliati e fini commerciali.

Magari ci saranno occasioni, di qualcosa che giudico veramente valido e allora te ne parlerò. O magari invece di qualcosa che giudico veramente pessimo e te ne parlerò perchè lo eviti.

Ma ho deciso che Internet Money Italia non può essere un magazine. Non ha senso in questo mercato. E non ti aiuta.

Cosa può diventare Internet Money Italia

L’unica cosa valida e utile che posso fare su Internet Money Italia è raccontare la verità.

Dirti, dopo 7 anni che bene o male mi occupo di “come guadagnare online”, cosa penso che funzioni e cosa penso che sia una stronzata.

Spiegarti magari una tecnica che ho usato e che funziona. Un metodo che ho scoperto e che funziona. Oppure una cazzata che ho fatto o una delusione che ho avuto da un’idea che pensavo spaccasse (così non fate anche voi le stesse cose).

Mi piacerebbe trovare italiani che stanno guadagnando online e presentarli su Internet Money Italia. Non dico che guadagnano milioni, non dico neanche centinaia di migliaia di euro: ma se portano a casa uno stipendio con un sito Internet, sarebbe bello conoscerli e farteli conoscere. (Non credo sia facile: quando uno trova una nicchia che funziona non ha voglia di raccontarla in giro. Però a me incuriosirebbe e credo anche a te).

Ecco, queste sono le cose che potrei fare su Internet Money Italia.

La domanda è: come remunerare questo lavoro?

Le risposte sono due: o vendo miei prodotti, o faccio pagare l’accesso a Internet Money Italia.

E quindi lo chiedo a te:

per imparare a guadagnare online preferisci…

  • pagare una (piccola) cifra mensile per accedere a consigli e informazioni totalmente obiettivi?
  • avere le informazioni obiettive in miei infoprodotti da acquistare?
  • continuare così, te ne freghi del conflitto di interessi, va bene il blog gratis e i link affiliati?

Rispondi scrivendo il tuo commento!

Ovviamente sono felice se mi aggiungi anche il tuo commento in generale a questo articolo (ci ho messo mesi a decidermi di scriverlo).

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110 Responses to Perchè questo blog sul guadagno online è un fallimento (e perchè è una cosa buona per te)

  1. davide says:

    “pagare una (piccola) cifra mensile per accedere a consigli e informazioni totalmente obiettivi” così facendo le info sarebbero per pochi e non per tutti…

    • Pietro says:

      Sono d’accordo con Davide io stesso sarei disposto a pagare per ricevere delle informazioni utili per aumentare e migliorare e far conoscere i miei prodotti.

  2. Il mio commento in generale, riguardo un particolare che mi ha “colpito” del tuo post: italiani che stanno guadagnando online “non dico che guadagnano milioni, non dico neanche centinaia di migliaia di euro”, ma che di sicuro portano a casa uno stipendio con un sito Internet, ce ne sono, e tu lo sai Marco anche se abiti lontano lontano e sei pieno di riserve, diffidenze e sfiducia, perché l’Italia non è l’America. E il problema non è che se qualcuno ha una nicchia che funziona non ha voglia di raccontarla in giro. Forse non ha tempo e si occupa di farla funzionare. Perché, questo è il vero tema, il problema non è trovare nicchie che funzionano o “rubare” idee. E’ che le idee funzionano se escono da teste pensanti e funzionano se diventano fatti concreti. In sintesi: trovare nicchie che funzionano non è difficile, soprattutto se si è capaci di farle funzionare e se ci si dà da fare per farle funzionare. Per l’internet marketing, come per progettare i-phone e Ferrari, ci vogliono due cose vecchie come il mondo: cervello fino e olio di gomito.
    Pagare? Pago tante di quelle cose inutili e dannose, vuoi che non mi interessi pagare per i tuoi consigli obiettivi? Ogni quanto intendi scrivere un articolo? 🙂 🙂

  3. imimaster says:

    Ilaria carissima e sempre intelligente, magari hai ragione tu e semplicemente non hanno tempo (ma ho chiesto a due e la loro risposta era “mmm… non vorrei concorrenti”). L’idea e’ di scrivere almeno un articolo a settimana, ma dipende da quando ci sono cose importanti da dire. Potrebbe anche diventare una membership “a termine” (ovvero: sono contrario alle membership “a vita”, negano il loro stesso motivo di esistere). Comunque lo dico chiaro: crearsi un reddito online, anche in Italia si puo’, ma non e’ per tutti. Bisogna imparare tante cose e cambiare la testa. Voglio parlare inizialmente proprio di queste cose: cosa funziona e come devi diventare per crearti il tuo reddito online.

  4. Due non fa statistica e la paura di avere concorrenti non è indice di vero successo (parlo in concreto, non dal punto di vista “retorico”, “spirituale” o “emotivo”).
    So bene che conosci le cose di cui parli, l’importante e che ne parli e con una certa continuità.
    Sai cosa? Un tema di cui potresti anche parlare – scusa se per caso l’hai già fatto – è come chi ha o aveva un’attività offline l’ha incrementata, integrata o ingrandita in modo esesponenziale attraverso internet e il “guadagnare online”.
    Un abbraccio.

  5. Be a me piacerebbe che tu uscissi con l’abbonamento, non so quale potrebbe essere il tuo punto di pareggio per pagare i costi ma io ci sono, quindi -1!

  6. Elena says:

    ciao Marco
    molto bello l’articolo, io sono un caso citato: blog gratis e affiliazioni 🙂
    i link affiliati effettivamente non funzionano, comunque sto studiando per il prodotto.
    L’idea della membership è migliore secondo me dipende poi dal costo effettivo la possibilità di accedere oppure no, le membership solitamente sono tutte ad alto prezzo.
    un abbraccio

  7. Umberto says:

    Finalmente una persona vera che trova il coraggio di uscire dalla massa scrivendo uno degli articoli più belli e autentici (scritti col cuore) che abbia mai letto!
    Ti confesso Marco che considero poco etico quasi tutto ciò che ha a che fare con la vendita: network marketing, vendita diretta, porta a porta e ovviamente anche affiliazione su internet.
    Per questo motivo non ho ancora guadagnato niente dal mio blog, e non ne sono nemmeno dispiaciuto; non ho assolutamente intenzione di prendere in giro le persone peruadendole ad acquistare qualcosa che porterà poi soldi in tasca a me.
    Preferisco di gran lunga lavorare 10 ore al giorno per uno stipendietto fisso a fine mese piuttosto che ingannare qualcun altro!!!
    Ovviamente non tutti i marketer o blogger sono disonesti, non tutti vogliono “vendere ad ogni costo”, però mi sono accorto che ci sono centinaia di link affiliati su decine d blog.
    A questo punto le cose sono due: o questi link portano a prodotti davvero straordinari che possono realmente cambiare la vita delle persone, oppure sono stati inseriti da marketer che puntano al guadagno personale piuttosto che al reale e disinteressato aiuto delle persone.
    Ho frequentato un tuo seminario live sull’Internet Money e gli argomenti che trattavi mi hanno affascinato fin da subito, ciononostante continuo a vedere – a distanza di anni – gli stessi tentativi di persuasione (o manipolazione mentale) che spingono le persone a comprare, comprare e ancora comprare.
    Detto questo rispondo alla tua intelligentissima domanda, motivandotela ovviamente.
    Secondo me ogni marketer o blogger dovrebbe vivere solo ed esclusivamente di prodotti creati da lui, senza nemmeno un link che porti a prodotti di altri, a meno che non ci creda ciecamente.
    Quindi io voto AVERE INFORMAZIONI OBIETTIVE IN TUOI INFOPRODOTTI DA ACQUISTARE per un semplicissimo motivo: quello che scriverai nei tuoi prodotti sarà frutto della tua fantasia, delle tue esperienze vissute, dei tuoi errori, delle tue lezioni imparate, e non delle conoscenze di altre persone con le quali potresti non essere completamente d’accordo.
    Per concludere non direi che sia una questione di Italia o di Usa, piuttosto di eticità; ci sono centinaia di modi per guadagnare denaro, ma se tutti ci mettessimo a fare affiliazione e addirittura ad insegnare come farla a nuovi aspiranti web marketer, allora finiremmo in un circolo vizioso dove girerebbero sempre le solite informazioni e gli stessi prodotti e dove nessuno ci metterebbe quel tocco magico personale, unico ed inimitabile.
    Marco sei un grandissimo!

  8. Ottimo. Su internet si può guadagnare o meno. In modo automatico o facendo molta fatica. Dipende da come si imposta la questione e dagli obiettivi che ci si pone. Come per ogni cosa occorre un prodotto che ci piace e che consideriamo vincente, una fase di analisi, un business plan, un marketing. Occorre poi rispettare il piano e attendere i risultati. E poi passare al’incasso. Se tutto funziona (ma non si capisce perché non debba funzionare) i risultati arrivano. C’è un percorso da compiere e rispettare il cui senso suona così: “più vuoi che le cose funzionino in maniera semplice, progettale bene e interferisci poco sul corso degli eventi”. Mi rendo conto che il paragone può sembrare improprio ma è la stessa cosa di quando fai un figlio, proprio per parlare della cosa più bella e cara che ognuno di noi può avere: se và tutto bene lui nasce sano e comunque hai degli ottimi strumenti per far sì che ciò avvenga. Poi per permettere che cresca sereno devi solo rispettare il piano iniziale che certamente è valido se fai tutte le analisi e hai una casa e una fonte di reddito e ogni problema successivo è affrontabile se ci sono solide basi. Sono quindi assolutamente favorevole e disponibile a uno strumento come quello che tu stai appunto progettando o meglio mettendo a punto, perché è molto utile. Riguardo i blog che “non funzionano” secondo me la frase è impropria. Ogni cosa funziona ma funziona per quello per cui l’hai progettata. Evidentemente questo blog era nato per altri scopi, che mi sembra si stiano concretizzando ora, ossia dare supporto per operazioni un attimino più serie e concrete del “guadagnamo e basta senza un motivo valido perché ciò avvenga”. E i blog che leggo dai commenti “non funzionano affatto” evidentemente funzionano ma per scopi diversi dalle aspettative. Progettati per creare reddito, erano piùà adatti magari a scopi ludici o di semplice informazione. Come sempre questione di analisi fredda e precisa in sede preliminare, non si sfugge.

  9. ciao marco,
    io ho iniziato a seguirti dopo che il mio carissimo amico nonchè “maestro” valerio conti mi ha parlato talmente tanto di te (e bene) che un bel giorno ho piantato per 2 ore tutto cio che stavo facendo in ufficio e mi sono dedicato alla lettura sfrenata di tutto cio’ che ti riguardava, o perlomeno di quello che ho trovato…
    e, per mia fortuna, mi sono iscritto alla tua newsletter, per riuscire ad essere avvisato ogni volta che tu pubblichi un articolo.
    Non ti nascondo che quando ricevo una tua mail, come di valerio del resto, non la leggo subito ma aspetto di avere la calma intorno per “gustarmela”.
    E’ vero: online ci sono un sacco di persone che con i loro “pack” miracolosi ti promettono la ferrari entro sabato e una carriera da giocatore di golf con tutto il tempo libero che ti resta…
    Si, marco, lo confesso…io ho iniziato alcuni mesi fa acquistando (non mi vergogno) uno di questi prodotti…fortunatamente, la mia situazione non mi ha fatto inginocchiare per quei pochi euro, ma mi ha fatto capire che bisogna stare attenti ad approfittare del momento debole delle persone che cercano nel guadagno online una salvezza.
    Per fortuna io sono stato spiento piu dalla curiosita che dalla reale necessita’…

    Pero’ non sono completamente d’accordo con il tuo discorso sul conflitto di interessi sulla promozione di corsi di altri e ti spiego il mio punto di vista;

    quando ho iniziato con i miei videocorsi, che sono la cosa che piu mi diverte fare online, non avrei mai immaginato che il guadagno online fosse possibile per uno come me, e invece ho dovuto ricredermi; io sto guadagnando online, non sto facendo i milioni, ma ho una seconda entrata che sta diventando importante (almeno per me) e ne vado fiero.
    Ne vado fiero perche invece di starmene seduto sul divano dalle 22.00 alle 1.00 di notte a guardare un film o un reality, mi faccio lascrimare gli occhi davanti al pc cercando di studiare i corsi che ho acquistato (sponsorizzati da altri professionisti come te) e che vado fiero di aver acquistato.
    Sono a mio avviso dei corsi che valgono 10 volte quello che li ho pagati, e io ringrazio chi me li ha proposti.
    se penso a quello che c’è nei corso di Valerio che ho studiato per una cifra pari ad una serata al ristorante mi viene male, soprattutto a pensare a quanto deve aver sputato sangue per mettere insieme tante informazioni…
    posso sembrare retorico? e chi se ne frega aggiungo io, la mia realta’ e’ questa: io rispondo sempre a quelli che mi danno del fesso perche credo ancora nel guadagno online che guadagnare online si puo’…eccome se si puo’, se loro dicono di no e’ perche non ci sono riusciti loro, non perche’ non sia possibile.
    e’ anche possibile farlo in modo etico, e professionale, con l’attenzione ad essere il piu onesto possibile, a risolvere i problemi di chi ti paga e non ha ricevuto il download, a rispondere con il rimborso a chi ti dice che aveva capito male e il corso non fa per lui, a rispondere gratuitamente a quelli che si appoggiano a te per consigli che a te sembrano sciocchezze e che per loro valgono oro ecc…
    Io se non avessi avuto vicino professionisti come valerio conti, alex billico e max cecco avrei gia mollato, e invece sono li, tutte le sere, dopo aver letto la storia di batman al mio piccolo, a spaccarmi la testa sul pc per migliorare le mie conoscenze e a fare i miei video….
    lo faccio perche mi piace, perche ci credo, perche sono onesto e me ne vanto, e non ultimo, perche mi si sta fondendo la batteria dell’iphone a forza di ricevere email da clienti/amici, e perche’ no, anche quelle di paypal.
    Sono sicuro di aver annoiato molti con questa storia normalissima e quasi scontata, ma volevo solo dirti che dal mio punto di vista (e non e’ vangelo) non c’è nulla di male e di poco etico nel proporre il prodotto in affiliazione di qualcun’altro, se veramente lo ritieni valido;
    io la penso cosi marco, e non vorrei essere stato troppo “controcorrente” rispetto alla tua opinione, pero io la vedo cosi, e penso che con l’esperienza tua che pochi in italia hanno, non analizzare ed eventualmente promuovere prodotti validi di qualcun’altro la vedo come una grande perdita, anche perche una tua analisi di 5 righe sarebbe sicuramente meglio di una delle mie di 600 pagine….hehehehehe.
    spero che tu manterrai sempre attivo questo blog perche sarebbe un vero peccato non avere piu i tuoi articoli da leggere….almeno per me.
    ciao e buon lavoro
    alessandro vignolo

    • imimaster says:

      Non mi sembra che tu sia controcorrente. Ci sono sicuramente prodotti validi e Valerio e’ certamente un esempio di persona etica che fa questa cosa mettendoci l’anima oltre che la competenza. A dire il vero non voglio essere critico in generale con i prodotti e gli autori che ci sono sul mercato. Ce ne sono di competenti ed etici e di improvvisati e imbroglioni, e ogni variazione di questi due estremi. Il mio punto pero’ e’ c’e’ un conflitto di interessi nel basare un blog sulle affiliazioni in un mercato come i prodotti per il marketing online in Italia, a causa dell’offerta limitata dei prodotti e del mercato molto piccolo (stimo ci siano 13.000 persone piu’ o meno interessate a questa cosa). Perche’ se ti devi mettere a recensire dettagliatamente e raccomandare solo i prodotti che passano i tuoi criteri fai 2-3 promozioni all’anno e non sta assolutamente in piedi. D’altra parte, raccomandare in modo soft tutti i prodotti non sta neanche in piedi, per i motivi che ho descritto nell’articolo.

    • imimaster says:

      Visto che con un business online ti generi un reddito, avresti voglia di parlarne in un’intervista? Credo che presentare queste case history italiane, ripeto, non necessariamente di milionari, ma di “stipendi” generati da siti web, sia enormemente istruttiva e interessante.

      • Grazie della risposta, adesso ho messo piu a fuoco il concetto che intendevi nell’articolo… Certo che mi piacerebbe, non credo di poter insegnare grandi cose specialmente a chi ti segue da tempo, ma se e’ per raccontare la mia esperienza e la mia storia “normale” di come sto procedendo lo farei volentieri; come ti ho gia detto, i milioni non li faccio, ma una entrata aggiuntiva al momento sto riuscendo a generarla, e spero anche di aumentarla nei limiti del tempo a disposizione e delle mie “normali” capacita’; quello che nessuno mi togliera’ facilmente e’ l’entusiasmo…almeno finche’ mi diverto.
        Grazie per la tua risposta.
        Alessandro

  10. Antonello says:

    Bell’articolo, come sempre.
    Seguo il blog di sfuggita perché, pur lavorando con internet(non-infoprodotti), sono tra quelli che pensano che il 99% degli info-prodotti sia una minchiata. La riprova è che, bene o male, vendono tutti lo stesso prodotto: come fare soldi su internet. Quindi non ci vuole molto a capire che se tutti vendono la teoria, vuol dire che sotto non c’è la pratica, cioè non c’è un vero business, se non il business autoreferenziale modello MLM.
    Nonostante ciò, come dicevo ho sempre trovato questo blog interessante perché abbastanza fuori dagli schemi. Quindi il mio voto, per quel che vale, è lasciare tutto così.

    • valerio says:

      un grande saluto a Marco e alessandro. La cosa che molti non capiscono è che di infoprodotti sul guadagno online ce ne sono pochi e brutti. Di infoprodotti in altre nicchie invece ce ne di più, non capolavori, ma si trovano. E chi li crea non ha studiato negli infoprodotti ITALIANI “sul guadagno online”

      Il problema semmai è imparare a vedere dove stanno su Google

      Valerio

  11. emiliano says:

    Ma smettila

  12. Aljoscia says:

    Ciao Marco ti seguo da parecchio tempo ormai e abbiamo anche avuto modo di conoscerci dal vivo, sinceramente secondo me sarebbe meglio continuare a mantenere l’accesso gratuito agli articoli del blog, ma con l’aggiunta di una sezione a pagamento, al cui interno vai più nel dettaglio coi singoli post oppure con infoprodotti a pagamento tuoi.

    Insomma una sorta di via di mezzo, però questa è solo la mia opinione.

  13. Stefano says:

    Caro Marco,
    ti seguo da circa un anno e sono d’accordo con Alessandro sul fatto che non sei mai banale, hai davvero sempre qualcosa di interessante e intelligente da dire nei tuoi articoli. Per questo voto per la Membership, a patto che non sia come le tante che si vedono in giro, dove per imparare a fare un minisito deve essere iscritto per 2 anni a 97 euro al mese…
    Alessandro ha realizzato un ottimo prodotto base che ho acquistato e che ho trovato molto più pratico di quelli venduti a 197 (ahimè, ho acquistato anche questi purtroppo…), contenitori di pura teoria fine a se stessa.
    Fin da quando mi sono avvicinato al mondo dell’Internet Marketing (2 anni fa circa) mi sono subito accorto dell’esistenza di pochi prodotti validi e della loro infinita duplicazione, senza alcun valor aggiunto. Per non parlare di una cosa che ho letto anche nel tuo Blog: tutti quanti (o quasi) vendono prodotti che ti insegnano il Marketing Online, ma nessuno ti spiega come applicare quei principi per vendere un prodotto fisico.
    Eppure ce ne sarebbe di lavoro da fare…
    Basta vedere i tantissimi siti di e-commerce esistenti, che non usano o usano male Adwords; che non hanno una descrizione dei prodotti persuasiva, ma si limitano ad una elencazione descrittiva presa dalla scheda del produttore; che non usano foto accattivanti…e mi fermo qui.
    Vorrei tanto qualcuno che, in un videocorso, ebook o quant’altro, spiegasse passo passo come creare una pagina di vendita per proporre una casa o un auto agli utenti del web.
    Il grosso problema, a mio avviso, è uscire dall’impasse che vuole i webmarketer vendere infoprodotti che spiegano il marketing ma non spiegano come applicarlo alla vendita di prodotti fisici.
    Questo il quesito che voglio porti: ma il Copywriting, l’uso intelligente di Adwords, una Fan Page ben curata su Facebook, un Minisito che tenga conto di un minimo di SEO e delle cose dette prima, sono o non sono in grado di persuadere un navigatore ad acquistare un paio di scarpe?
    O servono soltanto a creare altri infoprodotti in cui, rimescolando un po’ le carte, si vendono tecniche di marketing?

    • imimaster says:

      Stefano, e’ corretto quello che dici. Perche’ sono tutti la’ a vendere infoprodotti che spiegano come vendere infoprodotti o fare marketing online. Certo che c’e’ molto di piu’ da fare e da sapere per creare redditi online, che non la nicchia del “guadagno online – internet marketing” – chiamiamola GOIM – ed e’ proprio questo uno degli argomenti del mio articolo.

  14. Xado7525 says:

    Anche io sono d’accordo con Aljoscia ! Meglio lasciare l’accesso gratuito al blog e aggiungere una sezione a pagamento. Anche perchè con sta crisi chi viene a pagare per trovare info che da un altra parte le trova gratuitamente ???

  15. L’articolo è come al solito una chicca piacevolissima da leggere.
    Non vedo il problema: continua il magazine facendo maggiore attenzione a promuovere soltanto cose che ti attizzano realmente e in parallelo fai una membership a pagamento.
    Non ti manca nulla per fare tutto questo: sei Marco de Veglia, perbacco!
    🙂
    1abbraccio a tutti!
    Josè

  16. Assolutamente un Grande Marco!
    Semplice e Diretto.

    a mio avviso occorre la semplicità a tutti i costi.
    amo gli Ebook ed i Corsi a buon mercato e sono convinto che a volte bastino anche solo 10 pagine di un’Ebook per farci smuovere qualcosa dentro.

    non siamo tutti uguali per cui una notizia che puo’ far gioco a me per altri potrebbe essere inutile.

    la cosa migliore che mi attendo da un’Ebook o da un video corso e’ la realtà applicata, ovvero qualcuno che mi spieghi: ho fatto cosi’, poi così e poi così!!

    basta con i tecnicismi lunghi e stralunghi per allungare il Brodo!

  17. Riccardo says:

    Ciao Marco,
    ti seguo da un anno circa il tuo è un bell’articolo molto etico ecc., ma secondo me non c’è niente di male a promuovere infoprodotti o quant’altro. Sta all’utente filtrare e cercare di capire che non siamo nel paese dei balocchi. Ognuno deve essere libero anche di illudersi, tanto se uno è un pesce abboccherà sicuramente ad un altro amo.
    Comunque per quanto riguarda il resto concordo con Josè.
    Un saluto, Riccardo

    • imimaster says:

      Ciao Riccardo, credo sia anche responsabilita’ di chi informa fare vedere che NON E’ il paese dei balocchi. E’ troppo facile essere borderline. Grazie per il feedback concreto.

  18. pietrocarmine says:

    Marco ,non ho mai avuto dubbi sulla tua onestà , stimo il tuo lavoro proprio per la tua sincerità , e lo rispecchi anche nel tuo comportamento in generale ,fossero come tutti quelli che si sentono grandi maestri : forse l’internet marketing italiano sarebbe veramente un lavoro per tutti……… come fanno credere i garndi guru italiani !!!
    io sono una persona che si e fatte tutte le esperienze negative possibili in rete , ho speso tanti quattrini per erudermi sul lavoro online , fino a quando non ho conosciuto Valerio Conti che poi mi ha portato al tuo blog , Alessamdro vignolo di cui ho comprato di recente alcuni mini corsi gratis e altri a bassissimo costo , ma efficaci piu di nquelli che mi sono costati cifre . penso che tu Marco sei un grade maestro umile e spontaneo ma grande , quindi trovo giusto che anche sotto forma di un report , quacosa ti faccia pagare almeno una volta al mese, per avere accesso ad un’areae piue anch riservata al materiale gratis , cosi potrai continuare a dare verità altrimenti negate agl’ingenui , e di quest i ce ne sono tantissimi me compreso !!! grazie per la tua opera!

  19. Silvio says:

    Ciao Marco, sono Silvio ci conosciamo da tempo.

    Devo dire che di tutti i blog che parlano di internet money questo è rimasto uno dei miei preferiti.

    Il motivo è che tu sei diverso, trasmetti fiducia e dispensi molti consigli utili che poi ognuno è libero di applicare come crede.

    Anche i lettori di questo blog sono particolari, i loro commenti sono sempre costruttivi e c’è un dialogo aperto e mai scontroso.

    Condivido quasi sempre ciò che scrivono gli utenti del blog e da questo si intuisce che sono persone che lavorano sodo e credono nei loro progetti. Si evince che sono stufi dei soliti ebook, delle solite promesse e dei soliti giri di parole e tu Marco sei riuscito a catalizzarli in questo blog.

    Tra le proposte che fai io opterei per mantenere il blog gratuito e fornire guide a pagamento in parallelo.

    Sinceramente azzarderei una proposta ancora più ardita: creare un progettone in cui coinvolgi gli utenti di questo blog! Potresti in questo modo contare sull’operato di tanti professionisti al fine di ricavarne un guadagno per tutti.

    Qualsiasi decisione tu prenda saremo sempre tuoi affezionati lettori! 🙂

    • imimaster says:

      Grazie, Silvio e’ mancato il tuo apporto al mercato su Adsense. Presentavi una case history che faceva dire “cazzo lo faccio anch’io, guarda che cose semplici che spiega Silvio”. Ma va a tuo onore aver valutato che probabilmente non era piu’ il tempo di Adsense e di non aver voluto mungere la vacca a ogni costo. Riflettero’ sull’idea “comunitaria” se avete idee di cosa significhi scrivete (bisognerebbe mettere su un forum…)

  20. Alex Billico says:

    Ciao Marco!! ho letto il tuo articolo molto attentamente e credo che fare l’affiliato comporti un lavoro molto delicato!!

    In primis, non si può solo vendere un prodotto, benchè sia il top dei top, ma ci vuole anche una grande comunicazione con la propria lista, regalare un mini percorso coccolarli per far capire che tutto è possibile.

    Sono daccordissimo che in italia il mercato è infinitesimale ma sono anche convinto che il presente sta crescendo a dismisura e lo vedo dai numeri che ho nelle mie vendite!

    Altro aspetto molto importante è che nella maggior parte dei casi dei prodotti, in realtà davvero pochi ti fanno vedere a video come devi fare le cose passo passo, ecco perchè la scelta a parte pochissime eccezioni di promuovere quasi esclusivamente Video Corsi!

    Analizzando il Business di un Blog è molto faticoso, e te lo sta dicendo uno che non scrive sul suo blog da luglio! 😀 ma nello stesso tempo la mia lista è soddisfatta del mio lavoro e quando consiglio un prodotto ho sempre persone che sono pronte a darmi fiducia e ad acquistare!

    Certo sanno benissimo che non promuovo tutti, amo centellinare le mie scelte e amo lavorare in partnership! Oggi come oggi i veri soldi per come la vedo io si fanno in questo modo, anche se l’italia è ancora indietro almeno di 4 anni!!

    Trovo sempre più interessante ascoltare nelle mie conference storie di successo nate per gioco o dal nulla, ma con tanto tanto tanto impegno e investimenti oculati!!

    La paura di non parlare di una nuova nicchia di mercato, è assolutamente una follia!! se sei capace di lavorare e creare business non ti spaventa nessun concorrente!!

    Come dico sempre io, alla fine la cosa più importante è essere i primi che arrivano! se ne arrivano altri dopo, saranno solo copie!

    Internet è un mezzo meraviglioso e conoscere il marketing e come comunicare è straordinario, altro che prodotti digitali, puoi vendere anche elicotteri o yatch senza problemi!!

    Però ci tengo a dire una cosa che viene sempre molto sottovalutata, guadagnare online ” termine che mi non mi è mai piaciuto ” preferisco ” fare business online ” si può ma costa fatica, rinunce e molto molto studio!

    Ad oggi posso dire di stare bene e di avere in cantiere progetti sempre più grandi ma studio mediamente 4 o 5 ore al giorno, se vuoi velocizzare il tuo business questa è la strada, non devi fermarti mai dall’investire su te stesso!!

    E’ il migliore investimento che fai!! altro che università!! tu sei la tua vita e tu sei il tuo successo!! e solo lo puoi determinare! Volere è Potere !

    Negli utlimi anni moltissime persone che conosco hanno raggiunto vette inimmaginabili, e ci sono riuscite perchè l’hanno voluto con tutto loro stessi!!

    Se vuoi arrivare devi rinunciare a tantissime cose, se vuoi arrivare pensa che domani sarai libero e sarai felice di vivere come hai sempre sognato!!

    Marco tu sei in America e sei libero, io e max siamo a Malta e siamo liberi, altri se ne stanno andando, vuoi la libertà? Vattela a prendere !!

    Ho vuluto prolungarmi più del dovuto perchè ti stimo e credo che i tuoi articoli siano molto preziosi e mi dispiacerebbe molto se le persone non ti potessero più seguire, perderebbero un pilastro importante!!

    Cmq credo che tu possa fare la sezione in membership e la sezione gratuita!!

    Sempre con la schiettezza e la tua etica straordinaria che ti caratterizza !!

    Se vuoi intervistarmi e scrivere di me sono a disposizione!

    Ti lascio mi auguro di aver dato nel mio piccolo valore a questo tuo bellissimo post.

    Buon Business !!

    Alex Billico

    • alessandro says:

      ciao alex,

      tu dove passi il valore lo lasci sempre….
      se in italia piu persone avessero il tuo entusuasmo, la tua capacita’ di comunicare e la tua ambizione, forse potremmo recuperare un po di credibilita’ almeno sui business online, nei quali siamo tra i paesi piu indietro che io abbia mai visto….
      credo che in italia ci siano troppe persone che hanno pregiudizi sulle attivita’ online, a causa soprattutto dello scarso interesse e della scarsa qualita’ delle informazioni reperibili online…..
      credo che se ci fossero piu professionisti come voi forse potremmo migliorare un po questa situazione che ci fa stare veramente anni luce dietro ad altri stati…non solo gli USA.
      In bocca al lupo per la vostra nuova avventura….

      con affetto
      alessandro

      • anonimo says:

        sono passati 2 anni dal tuo commento, mi farebbe piacere sapere se pensi ancora che personaggi come quello che hai vantato, ve ne siano di più in rete oppure pensi anche tu che ci voglia, per far esplodere davvero il web in Italia, la volontà di creare business utili e longevi, a dispetto del mordi e fuggi ( per non dire altro) che praticano soggetti poco chiari.

    • imimaster says:

      Alex, dal tuo commento mi pare che anche tu metti i propri prodotti come strategia primaria e le affiliazioni come strategia secondaria, o per usare un termine tecnico “grasso che cola”. Il tuo discorso sui prodotti passo-passo ovviamente mi trova daccordo, ma credo che semplciemente “passo-passo” NON sia sufficiente. Ci vogliono, secondo me, anche i compiti a casa. Il problema poi e’ capire se si riesca a scalare oppure no, ma con i numeri piccoli del mercato italiano si puo’ offrire un vero supporto one-to-one. Certo se poi si vendono 1000 copie di un corso allora come fai? Domande a cui, francamente, non ho trovato ancora risposta.

      • Alex Billico says:

        Ciao Marco sono pienamente daccordo sul fatto che le persone hanno bisogno di avere un coach che li segua passo passo, ma tu sai benissimo che nessuno di noi è a buon mercato, anzi siamo piuttosto cari! è normale che tutto deriva dai risultati che abbiamo ottenuto hanno portato all’aumento del nostro costo di consulenza!

        La cosa che manca in italia tra le persone che seguono il nostro mercato è l’azione, molte volte leggo di persone insoddisfatte di prodotti a mio parere molto utili e con costi contenuti che non avendo messo in pratica il prodotto, ne parlano male!

        Continuo a vedere invece i soliti nomi che producono business in varie nicchie di mercato e aumentano i loro fatturati!

        E le persone invece di agire continuano ad acquistare prodotti perchè pensano di trovare il miracolo divino! ma sappiamo benissimo tutti che non esiste!

        Esiste solo l’azione passo passo che piano piano porta al successo! e io consiglio a chi non ha intenzione di investire sul proprio business o la propria attività o la sua idea di lasciare perdere, perchè questo mondo non fa per lui!

        Noi non abbiamo scoperto l’acqua calda ma abbiamo semplicemente messo in pratica anni e anni di studi che oggi come oggi possono essere la soluzione per vivere una vita più dignitosa!

        Per quanto riguarda invece l’assistenza da fare ai clienti sui prodotti, lo trovo un grandissimo valore aggiunto!

        e io ho deciso di metterla per 365 giorni e ti garantisco che viene molto apprezzato, naturalmente non in skype ma in email e lo trovo molto comodo e soprattutto utile per l’utente!!

        Il fatto di far pagare una membership con mentoring in classe lo trovo interessante per risolvere i problemi di chi sta affrontando il suo business ed avere le risposte in tempo reale e la soluzione ai suoi problemi!

        Attendo tue news in merito! sono curioso di sapere qual’è la tua scelta!! 😀

        Buon Business

        Alex Billico

        • imimaster says:

          Buona idea quella dell’assistenza annuale, tipicamente “billichese” (ovvero coraggiosa e fuori dagli schemi).

    • Bread Pitt says:

      Anche tu a Malta? Ho visto però che usata anche P.IVA Italiana, come mai?
      Già che siete li a prendere il sole potevate aprire una posizione fiscale più favorevole di quella italiana no? 😀

  21. valerio says:

    Non so perchè ma me lo aspettavo questo articolo. l’idea di base secondo me è seguire 2 strade. Visto che in tutto l’infomarketing e in ogni salsa I migliori progetti guadagnano in due modi.

    prodotti singoli e continuity

    il problema delle membership è che sono indirizzate sempre e solo a una selezione
    di individui, ma si verifica anche una selezione al contrario

    per esempio potrebbe esserci la persona X che vuole solo info su Y e magari
    la membership non gli potrà essere utile, perchè dentro si affronta A,B,C,D…
    e magari Y viene alla fine

    è per questo che allora decidi di creare il prodotto Z che da a X ciò che desidera
    o magari crei il prodotto H che da questa informazione di “mezzo” a colui che la
    sta cercando

    per come la vedo io e come mi sarebbe piaciuto ricevere info da questo punto di vista è

    1) contenuto free ogni tanto
    2) contenuto su continuity (settimanale)
    3) ogni 2-3 mesi magari estrai uno dei contenuti più di successo dalla membership
    e fai magari un lancio, oppure lo posizioni in pianta stabile nel mercato (e da li si ricaverebbero i prodotti singoli, ma sarebbero dei vincitori in quanto l’esito è decretato da RISULTATI e FEEDABCK dei membri paganti)

    • imimaster says:

      Ho preso appunti 🙂
      Sulle membership ho un problema personale: sarei felice di avere una mia membership senza limiti di tempo, ma non sono daccordo sulle membership senza limiti che insegnano qualcosa. Secondo me un corso deve avere sempre un inizio e fine perche’ non ha senso che uno rimanga a vita a imparare. Forse bisognerebbe ragionare in termini di membership per le informazioni (ma di solito non funzionano) e membership per i corsi (ma sono dei corsi a puntate, e non una membership). Anche valide sono le membership di servizi: quando non ti serve piu’ il servizio ti cancelli, se ti serve sempre stai sempre dentro.

  22. Marco, come dicono gli amici che mi hanno preceduto (Valerio, Alex, Josè, Ilaria, Alessandro, ecc.) tu puoi fare tranquillamente quello che preferisci: la sezione in membership, un tuo infoprodotto, così come la sezione gratuita…

    Ti seguo da tempo e penso che tu, come i colleghi che ho citato sopra, sei una dimostrazione vivente dell’Infomarketer etico ed onesto.

    Ritornando sull’argomento Affiliazioni, penso che questo non debba essere demonizzato.
    Attraverso le Affiliazioni i grandi Guru hanno guadagnato e continuano a guadagnare.
    Stiamo parlando di una delle strategie più efficaci per continuare a ricevere guadagni anche in assenza della promozione diretta del proprio prodotto: col supporto di altri il tuo prodotto viene venduto, tu e l’affiliato ricevete un compenso (solitamente il 50% a testa), tu per l’intellectual property e lui per il suo lavoro di promozione.
    In estrema sintesi, è quello che gli americani chiamano win win.

    Personalmente ho guadagnato con le Affiliazioni qualche migliaio di euro e ancora oggi guadagno diverse centinaia di euro. Il problema reale sta nella qualità di ciò che vai a proporre ai tuoi lettori e nel valore che essi possono trarne per il loro business o per il proprio interesse. In Italia le offerte di infoprodotti di qualità in affiliazione sono ancora poche.
    Discorso ancor più interessante gl’infoprodotti a Marchio Privato ma in tal caso parliamo veramente di un numero di offerte ancora più risicato.

    Penso che questo modello di business, l’Affiliazione, sia ancora in fase embrionale a causa del tipico “mal pensare comune” che caratterizza il nostro paese: spesso si confonde col multilevel marketing o peggio ancora con “le catene di S.Antonio”.
    Qui entrano in gioco la mancata conoscenza di questi temi oltre che le esperienze negative che molta gente ha vissuto a causa di qualche “truffatore di casa nostra”.
    Fermo restando questo, come diceva giustamente Alex, le affiliazioni stanno cominciando a crescere anche in Italia.

    C’è infine un altra considerazione che mi sento di fare.

    Molta gente fa Web Marketing nel tempo libero (che solitamente non è molto) e si concentra subito a monetizzare il proprio lavoro (attraverso prodotti in Affiliazione) piuttosto che investire nella stesura di un ebook o la creazione di un proprio infoprodotto. Questo fenomeno, che non mi sento comunque di criticare, non fa altro che rendere ancora più ristretta la presenza di materiale originale nelle diverse nicchie.
    D’altro canto lascia spazio agl’intraprendenti web marketer che, una volta compresa la situazione di mercato, possono approfittarne.

    Restando in attesa di vedere cosa ne verrà fuori dalle tue riflessioni, ti faccio ancora i miei più sinceri complimenti.

    Un caro saluto a tutti da
    Ernesto Carlo

    • Ciao Ernesto,

      concordo pienamente con il tuo commento e soprattutto non potevi fare un esempio migliore: la maggior parte delle persone confonde la vendita in affiliazione come una piaga di cui vergognarsi e la associano immediatamente ad una catena di sant’antonio, oppure ad una tecnica di Multilevel….
      Il risultato quando si trovano davanti ad un link e’ il seguente: “la fregatura dov’è?”
      non interessa a nessuno (o quasi per fortuna) di capire che cosa e’ contenuto in quel prodotto, di capire che magari una persona ha sbattuto le corna per 3 mesi per riuscire a confezionarlo nel modo piu decente possibile, o che magari con qualche euro ti mette a disposizione i contenuti che magari altri solo perche’ godono di nomi importanti ti fanno pagare 30 volte tanto…
      Questo è a causa della mentalita’ italiana, del navigatore italiano, e dell’ignoranza (non in senso offensivo della parola mi raccomando che nessuno fraintenda!) che esiste nel nostro paese riguardo a questo settore: il web.
      I miei amici, quelli che ancora oggi mi danno del pazzo perche tolgo ore del mio sonno a questa attivita che mi piace e che faro’ fino a quando mi diverte, sono TUTTI e dico TUTTI ancora convinti che l’equazione sia: acquisto web = fregatura….
      e non c’è nulla da fare, solo quelli che si stanno mangiando il fegato perchè sono quelli piu vicini a me e non possono dirmi che sono fesso perche’ hanno visto i pagamenti arrivare con i loro occhi (parlo di euro, non di milioni ok?) allora stanno lentamente cambiando visione, ma gli altri non c’è nulla da fare..

      quindi se succede con i miei amici figuriamoci in tutta italia quanti ragionano cosi, direi il 90%? sono troppo ottimista? hehehe

      bene, l’altro giorno ho letto sul sole24ore che negli USA il 70% (si 70%) delle casalinghe che fanno abitualmente la spesa nella catena WallMart lo fa online….tutti i giorni; non so se ci rendiamo conto della proporzione di questi numeri…

      in italia la mentalita’ del comprare online non c’è, e’ un granello di sabbia nel deserto, e non credo che mai raggiungera’ grandi numeri, saremo sempre indietro rispetto ad altri stati…ad oggi anche la turchia, israele, addirittura in peru’ ci sono piu internet point hot spot gratuiti che in italia..non aggiungo altro.

      Questo mio piccolo “fuori post” mi e’ servito per illustrare il mio punto di vista, e diciamo che gran parte delle colpe possono essere attribuite ad una mancanza di prodotti di qualita’ da proporre in affiliazione, ma una parte di queste colpe puo’ essere tranquillamente attribuita alla scarsa “idoneita'” del navigatore medio italiano all’approccio Online.

      Ovviamente questo è solamente un mio pensiero personale e nessuno si senta offeso in alcun modo dalla mia piccola analisi, o forse dal mio piccol “sfogo”…
      Ma visto che questo e’ uno dei pochi blog nel quale val la pena scrivere ho voluto prendere spunto dal tuo commento per fare una piccolissima ed innocua “provocazione”…

      ciao e buon lavoro anche a te.
      alessandro vignolo

    • imimaster says:

      Giusta analisi sulla gioventu’ del mercato delle affiliazioni. E’ vero: tanto per dire, non esiste un Clickbank italiano (mi hanno detto che esiste, ma quanto conta? Tu che l’hai fondato, se leggi questo commento, fatti vivo…). In teoria e in generale e a livello mondiale, si possono fare dei bei soldi con le affiliazioni. Anche se la strategia piu’ corretta e’: prima fai lista, poi vendi tuoi prodotti, poi integri con prodotti in affiliaizione. Fare il contrario e’ meno produttivo e solo apparentemente piu’ facile. Ma se un Internet marketer italiano che vuole promuovere i prodotti per fare GOIM (vedi commento sopra per il significato) si trova ad avere 20 prodotti da promuovere (dico un numero a caso, ma non tanto diverso dalla realta’) che vengono periodicamente lanciati (quindi neppure presenti sempre) a un mercato che stimo sia di 30.000 – 50.000 persone… non funziona se non si vuole fare le marchette. E io non voglio piu’ farle.

  23. Caro Marco,
    ti ho sempre considerato uno dei pochi infomarketers seri, onesti e preparati. L’ho ripetutamente scritto in alcuni dei miei ebook e lo scriverò in futuro, di nuovo.

    Ricordo bene, quando timidamente ti ho contattato in rete e chiesto aiuto per alcune idee che volevo portare avanti. Marco De Veglia non si è tirato indietro e mi ha dispensato consigli preziosi, senza chiedermi un solo euro in cambio.

    Se oggi ho una mia nicchia di mercato ben definita, se oggi sono conosciuto come “Il Coach delle Donne”, lo devo a te (e a Giacomo Bruno), a tuoi consigli, alla tua gentilezza, alla tua disponibilità.

    Certo, debbo ancora lavorare molto e usare “olio di gomito”, ma perché nascondersi e aver paura della concorrenza: l’idea del coaching per donne è stata vincente e non avrei mai avuto il coraggio di portarla avanti senza i tuoi consigli!

    Pertanto, caro Marco, non mi vergogno di ammettere di aver acquistato alcuni corsi da te sponsorizzati… era il mio modo di dirti GRAZIE! E poi, diciamolo francamente: non erano neppure malvagi. Quindi, non ci vedo proprio nulla di male a “promuovere” un infoprodotto attraverso le affiliazioni.

    Del resto, se uno lo ammette pubblicamente sul suo blog, lo rende palese, lo trovo etico e per nulla disdicevole. Magari può esserci una più attenta selezione.

    Personalmente, vedrei bene degli infoprodotti a marchio “Marco De Veglia”. Sono certo che potresti sfornare prodotti di qualità ed effettivamente utili a chi, come noi, amiamo fare business attraverso la rete.

    In chiusura, sono ben lontano dalla fama e notorietà del grande Alex Billico, ma se ritieni che la mia storia di posizionamento può esserti utile, sai dove trovarmi.

    Un grande abbraccio, con affetto, stima e amicizia

    • imimaster says:

      Giancarlo, grazie per questo attestato di stima. Ricorda comunque che sei stato tu a rischiare e a cambiare seguendo i miei consigli. Come si dice “il culo era tuo” e hai lavorato bene.

  24. gianluca says:

    Ciao Marco.
    In questi reply ho letto cose molto interessanti ma, ponendomi dalla parte del cliente, dico che da una parte ci sono diciamo “gli esperti” come voi, che come dici correttamente tu Marco, si promuovono a vicenda avendo a disposizione liste di leads.

    Dall’altra parte della “barricata” molte persone che hanno già un lavoro e si spingono in questa direzione del marketing on line essenzialmente per un’entrata aggiuntiva a fine mese. Noin conoscono nulla di marketing o on line e interessa solamente guadagnare e subito.

    Direi poi ci sono molti (come il sottoscritto) che hanno già un lavoro e oltre al guadagno aggiuntivo sono interessati anche ad una sorta di formazione professionale. Invece di andare a qualche corso serale o diurno preferiscono acquistare questi corsi per formarsi e solo in seconda battuta per ottenere un guadagno.

    Come è possibile far in modo che questi profili vengano aiutati ?
    Gli “esperti” (tralasciando alcuni numeri di risultati sinceramente un pò eccessivi) credo abbiano già un loro giro, ma la cosa credo differenziante è che lo fanno per lavoro. Quindi serve davvero molta passione e voglia ma anche il tempo che fortunamente loro/voi avete.

    La seconda cat. credo lasci il tempo che trova, giusto da chi li spenna con false promesse, possono andare.

    Ma la terza categoria invece, come può davvero arrivare ad una efficace formazione e quindi ad una conseguente entrata ? Credo sia il profilo più interessante anche per gli esperti che lavorano in modo etico e professionale non credi Marco ?
    Per queste persone però il tempo è davvero poco e credo, come in tutte le cose che ci motivano, che se arrivano risultati il tempo lo si trova anche di notte perchè vedi che stai andando bene. Ma i risultati spesso latitano perchè non esiste (o molto poco) il cosidetto affiancamento iniziale. Faccio solo un esempio molto concreto: ipotizziamo di dover fare un mini sito una landing…. si seguono tutti i criteri per farla…. ok…. ma poi…. per vedere se va bene devo provarla e chiaramente spendere soldi in adwords…. perchè invece non avere il classico maestro che almeno alla prima lettera di vendita o landing mi dice se ho fatto cazzate e quali ? Non parlo di coaching a pagamento. Acquisto ad esempio un tuo corso…..lo pago tot…. dopo un mese vorrei provare ma tu non hai intenzione di guardarmi la landing perchè non è compreso. A me non sembra una gran cosa. Alla scuola guida io imparo il codice della strada ma poi qualcuno verifica se le conosco veramente.
    Ecco che alla fine si acquistano vari corsi, io compreso (e da personaggi noti senza fare nomi) ma poi si ottiene zero quando basterebbe solo valutare certe piccole cose per partire davvero in quarta.
    Invece no, mi ritrovo a vedermi proposti corsi su corsi (magari dove in parte hanno gli stessi contenuti), specializzati in certe nicchie ma sempre con la stessa metodica. Vuoi invece un coaching ? bene allora paghi qualche centinaio di euro. Ed ovviamente chi ha un lavoro e diverse altre spese, lascia perdere perchè ha già speso troppo.
    Ma dico io se acquisto un corso che mi deve aiutare a fare una certa cosa, risolvimi i problemi in quel corso e fammi partire che poi allora ti rimarrò fedele per sempre. Il CRM qui lo vedo un gran poco. Le risposte a mail di soccorso diventano sempre più banali e non esaustive.
    Allora qui vogliamo veramente far crescere ed aiutare questa terza categoria oppure ci interessa solo guadagnare (e quindi sono esperti che diventano molto simili alla seconda categoria) ?
    Quindi che si parli di infoprodotto o fee mensile, può andar bene. L’importante è che no si perda di vista l’obiettivo finale e a chi, a quale profilo di persone ci si vuol rivolgere.

    • imimaster says:

      E’ una bella analisi intelligente. La mia esperienza (l’unica cosa che conta e’ l’esperienza, tutti sono capaci di leggere e ripetere traducendo) e’ che gli “studenti privati” che ho avuto hanno avuto risultati. Proprio per il discorso che hai scritto: facevano le cose come da corso del guru X, ma non funzionava niente. Guardavamo insieme, gli davo qualche dritta e le cose cominciavano a funzionare. Non vedo onestamente come un corso possa dare le dritte che da’ un coaching. D’altra parte un coaching non e’ scalabile e quindi e’ un modello si business scarso e inefficiente per l’esperto. Detto cio’ a me pero’ piace e mi da’ grandi soddisfazioni professionali. Quindi credo che una cosa come vuoi tu non possa prescindere da avere di tutor in carne ed ossa che dicono come fare e rimettono in carreggiata quando si prendono delle cantonate. Recentemente ho creato un Brand Positioning Workshop che e’ basato su un modello ibrido che sembra funzionare: corso video + compiti a casa + correzione mia personale via email. Non e’ comunque molto scalabile, ma piu’ della coaching e da’ reale contenuto di formazione e non solo “informazione”. Avevo l’idea di fare qualcosa di simile anche per l’internet marketing, e’ una cosa che sto valutando.

      • gianluca says:

        Ciao Marco e grazie per la rapida risposta ed i complimenti. 😉

        Sai è già qualche anno che osservo con attenzione questo mondo e facile comprendere le tipologie di persone presenti. Detto ciò, in merito al corso forse non mi sono spiegato al meglio.

        La soluzione giusta è proprio quella che tu dici. Nel corso dovrebbe essere compreso almeno 1 sessione anche di 1 ora di coaching come una sorta di follow up. Lo “studende” mette in moto tutto ciò che ha imparato nel corso e per avere la verifica che tutto sia ok prima di “accendere i motori” che fa ? Sente il “maestro” se tutto è ok e poi procede.

        Invece sino ad ora quelli acquistati (direi tranne uno) avevano, son convinto, contenuti molto interessanti ma che a mio avviso meritavano questo aggiornamento di mini-coaching nel corso.

        Poi è vero come dici tu, è un business non scalabile (quindi vieni dalla mia che una buona parte vada verso la seconda categoria 😉 )

        Quindi il corso, scalabile nel business va per la sua strada, poi non hai capito ? Bene allora a fianco ma non compreso di metto sezioni di coaching, come dicevo, costose. Quindi che faccio ? mollo (partendo dal presupposto che siamo nella terza categoria di chi ha un lavoro e vorrebbe crescere, non un imprenditore che quindi investe perchè lo fa come attività principale).

        grazie ancora.
        PS: Grazie anche a Samuel e piacere anche mio conoscerti. Complimenti per l’idea creativa. 😉

  25. Condivido quest’ultima analisi di Gianluca, che non ho il piacere di conoscere, mentre da qualche anno conosco via email molti di voi. Anche secondo me dovreste, voi professionisti del network, puntare di più sulla formazione. Io sono un giornalista con un lavoro off-line ma che sta puntando su un progetto di Comunity (La Città dei Talenti) formata da persone in varie parti del mondo che, grazie alla formazione di voi esperti, crei lavoto per sè (off-line ed on-line), per la propria famiglia e per la comunità che li circonda. Facendo crescere i propri, personali Talenti, che ognuno di noi possiede in nicchie diverse. Una volta dato l’input a quel gruppo (il mio obiettivo è formarne un milione entro il 2013) si tratta di creare una rete (gratuita come Facebook) che li colleghi tutti dove tutti colgano quei frutti (sistemi, infoprodotti, coaching etc) che li faccia crescere e dove si scambino i frutti dei Talenti. Esistono i Supermercati dei prodotti utili, creiamo i Supermercati (non solo online) per lo sviluppo dei Talenti. Potremo creare una nuova Civiltà basata sui Talenti e non sul “vendere ad ogni costo” prodotti senza una formazione utile per tutti. Buon lavoro suio Talenti, a tutti voi.

  26. Nico says:

    Ciao Marco,
    come altri hanno scritto nei commenti, noi e tante altre persone siamo interessati più al valore delle informazioni che tu ci puoi fornire; e se questo passa attraverso il pagamento di una piccola quota di iscrizione ad una tua membership beh….allora ben venga.

    Un saluto.
    Nico

  27. Ho letto con molto piacere il tuo Articolo Marco e credo che tu abbia ragione ma in parte. Voglio dire, se tutti facessimo il tuo ragionamento allora il mercato non prenderebbe mai il volo.

    Secondo me non c’è nulla di male o di poco etico nel consigliare ad altri alcuni InfoProdotti. E’ ovvio che non si possa fare il paragone con il mercato di lingua inglese ma ciò non toglie che si possa filtrare qualcosina, privilegiando SOLO quelli da te provati e ritenuti utili per i tuoi lettori. Questo credo che sia una possibilità interessante anche per far conoscere qualcosa di utile in modo da far crescere il mercato degli infoprodotti (utili) e contribuire al loro sviluppo anche qui da noi.

    Ciò non toglie comunque che potresti ANCHE inserire una membership per l’accesso riservato sul tuo blog per dei contenuti di maggiore qualità, ma in ogni caso io non credo che ciò che oggi sia da interpretare come un conflitto di interessi. Come leggevo da altri commenti, le Affiliazioni sono un metodo di LAVORO (e sottolineo lavoro) online che va fatto in modo etico ma che non prevede a priori una mancanza di etica nel suo essere. Di sicuro però deve essere ancora sviluppato bene (parlo delle affiliazioni per la vendita diretta di prodotti) e per fare questo dobbiamo adeguarci.

    Tu parlavi dei “lanci”. Bhè, io credo che molti affiliati dovrebbero capire come “si muove” il mercato e regolarsi di conseguenza, ad esempio creando delle campagne di affiliazione mirate proprio in occasione di alcuni eventi dedicati al lancio di infoprodotti. Questa non vuole essere una chicca, credo che sia qualcosa di abbastanza semplice da capire, eppure lo vedo fare da pochissime persone (sempre le stesse) in Italia e sono quelle poche che ne sanno approfittare e lo fanno sicuramente in modo etico e senza scontentare nessuno.

    Non vedo quindi perché una persona come te, che di sicuro è considerata un’esperto nel suo settore, non potrebbe farlo, seguendo la scia del mercato che sei molto desto a capire in anticipo avendo esperienza internazionale. Di sicuro però ti incoraggio anche a provare qualcosa di nuovo come la membership, in quanto ne potresti ricavare diverse soddisfazioni per te e i tuoi abbonati futuri 🙂

    Buon lavoro.

    • imimaster says:

      Daniele, sulla carta hai ragione: non c’e’ niente di male, promuovi i prodotti che pensi siano buoni, fai una campagna in concomitanza dei lanci. Certo che in teoria sono tutte buone cose. In pratica, per i motivi che ho descritto nell’articolo (e che mi pare non siano stati espressi cosi’ chiaramente) il mercato italiano ha 2 limiti:

      1) pochissimi prodotti (se si sta veramente a selezionare quanti sono i prodotti? 10?)
      2) pochi lead e cari (il che limita le potenzialita’ di fatturato da super-affiliato)
      Io personalmente penso che il 90% di chi promuove prodotti affiliati fa una marchetta (a livello generale), specialmente se si tratta di corsi di formazione. Diverso e’ il discorso sui servizi: e’ plausibile che io usi un servizio, lo trovi valido e lo promuova con un link affiliato. Non ci vedo niente di sbagliato. Meno plausibile che un internet marketer passi realmente il tempo a provare corsi per il guadagno online o per il marketing online e ne trovi di cosi’ validi da segnalarli senza pecche (che influenzerebbero la conversione dei suoi link affiliati).

      Non sono nato ieri e non vengo giu’ dal pero: so come funziona il mercato delle affiliazioni (molto simile a quello del multilevel, tutti sorridenti, pieni di amici di cui si consigliano i prodotti). Dico solo che a me non convince e men che meno mi convince nel mercato italiano stra-piccolo e scarso per quantita’ (e anche qualita’) di offerte.

  28. salvatore says:

    Ciao,
    sono Salvatore e, fra di voi, sono, credo, l’unico a non appartenere al mondo del Web Marketing o giù di lì.
    Cristallizzo sul mio blog la mia passione e, grazie ad un corso di Alessandro Vignolo, che ho acquistato ad un prezzo veramente accessibile per le tasche di un padre di famiglia, sto acquisendo tecniche che mi permettono il posizionamento e tutto quello che serve per avviare un’attività on line.
    Ho acquistato da Alessandro, più che per il prezzo, perchè traspare l’etica dai suoi occhi, cosa moooolto importante.
    E anche tu non sei da meno parlando di etica. Ti seguo da parecchio, e devo complimentarmi con tutto quello che scrivi.
    Io vi conosco quasi tutti e devo dire che siete “Manna dal Cielo” .
    Vi ammiro molto, grazie per quello che fate.
    Salvatore.

  29. Angela says:

    Ciao Marco,
    ti seguo da un bel po’ qui sul blog, ho acquistato anche degli infoprodotti, ma il poblema vero l’hai centrato. Non serve creare un prodotto, un corso, se poi non c’è un seguito con il coach in questione. Quindi credo proprio che se fai qualcosa del genere, un ritorno ce l’hai sicuramente. In Italia, chi si avvicina al mondo di internet, soprattutto adesso, è per guadagnare qualcosa, non solo spendere per infoprodotti + o – validi. Io sono dell’idea, di mantenere una parte gratuita ed un’altra, con una piccola cifra, come membership. ricordiamoci che oggi abbiamo bisogno di lavorare, non spendere soltanto, quindi una membership a pagamento sarà ben accetta, solo se coloro che ti seguono sulla parte gratuita, trovano davvero, informazioni fondamentali. Soprattutto se, con una semplice email o direttamente sulblog, gli dai consigli personalizzati (che poi possono essere sempre utili agli altri) Spero di essere stata abbastanza chiara, nell’esporre il mio pensiero, vista l’ora. Spero e mi auguro che continui a darci tutte le informazioni che ci servono
    Per adesso grazie Angela

    • imimaster says:

      Sono assolutamente daccordo: non mi interessa vendere membership a chi ha il grano e lo fa per hobby, mi interessa aiutare chi cerca una soluzione alla crisi e alla disoccupazione. Pero’ non ho ancora fatto quadrare il cerchio (informazione – tempo – ritorno mio). Ci sto pensando e questi feedback aiutano.

  30. alex says:

    Il tuo articolo non risponde alla lettera iniziale. Lasci credere che un disoccupato possa fare on-line marketing. Come sai benissimo c’ è bisogno di una stabilità economica e di un piccolo fondo( cioè un lavoro 😉 per iniziare. Inoltre il vero marketing on-line è per definizione globale, perciò va fatto in inglese, come tutte le volpi del primo minuto hanno fatto e fanno lì in Italia. Vuoi veramente aiutare i disoccupati che danno l’ inglese? Insegnali a fare affiliazione in inglese o drop- shopping…..

    • imimaster says:

      Alex, non sono del tutto d’accordo su quello che dici.

      1) Non ci vuole stabilita’ economica, ci vuole qualche soldo per comprare un po’ di traffico e poi si costruisce man mano. Ovvio che se c’e’ uno stipendio e’ meglio, ma e’ ancora meglio se hai un milione in banca. Ma se sei disoccupato, un business online e’ la cosa piu’ plausibile e possibile, a patto di avere le competenze per farlo (bisogna studiare e imparare e si puo’ farlo anche gratis, visto che il tempo al disoccupato non manca)

      2) Non bisogna farlo in inglese e non ci sono vecchie volpi del primo minuto italiane che hanno fatto soldi online in inglese. Gli italiani che hanno fatto soldi online li hanno fatti in Italia. E’ questa l’opportunita’, l’Italia che certo non e’ un mercato online cosi’ ricco come quello in inglese, ma la concorrenza e’ molto minore e secondo me il rapporto e’ favorevole all’Italia, almeno per farsi uno stipendio (per i milioni devi giocare su scala mondiale).

      In ogni caso, se un disoccupato vuole fare business online in inglese non ha bisogno di me: ci sono miliardi di informazioni in inglese che puo’ trovare online e studiare da solo. Se e’ in grado di farlo, ottimo e’ sicuramente una buona strada. Io pero’ penso alla stragrande maggioranza dei disoccupati che NON sa l’inglese abbastanza da competere sul mercato mondiale. Diciamola tutta: un disoccupato che sa cosi’ bene l’inglese da imparare internet marketing in inglese e fare business online su scala mondiale non esiste.

  31. Francesco says:

    Preferisco pagare una cifra fissa per avere informazioni di qualità.
    Sono d’accordo con te che chi ha una nicchia che funziona se la tiene nascosta.
    Almeno ho cominciato a pensarlo vedendo tutti i corsi che gli infomarketer (promossi anche da te) propongono continuamente, dove spacciano successi in determinate nicchie di mercato. Peccato che quando vai a curiosare in quella nicchia non li trovi mai, ma proprio mai eh! E con business, di cui ti fanno vedere gli estratti conto Pay-Pall che gli portano guadagni notevoli.
    Communque sono ben felice di ricevere le tue informazioni obiettive e competenti.

  32. Denny says:

    Ciao Marco,
    sono Denny e ci siamo scambiati qualche e-mail tempo fa (anni!) quando stavo lavorando sul mio blog e cercavo informazioni di qualità perché avevo capito che non dovevo fare il solito sito vetrina.

    Ho letto l’articolo e le risposte, e visto che un po’ tutti si occupano di InfoMarketing e Guadagno Online, con più o meno le stesse problematiche e tu nel tuo articolo ti chiedevi se esiste qualcuno che guadagna online senza vendere info prodotti sul Guadagno Online o affiliazioni o altro, ti scrivo la mia esperienza.

    Anni fa, dopo aver letto un po’ di cose e essermi iscritto alla lista di Italo Cillo ho aperto il mio sito sulla formazione Gestionale per Fitness Club e ho creato la mia lista applicando le strategie di list building e squeeze page, ma senza avere partnership o “inciuci” di liste come le chiami tu e ho raccolto quasi 2000 iscritti partendo da ZERO nel vero senso della parola.

    Oggi il mio sito, dopo punte di qualche anno fa di 4-5000 visite al mese, è visitato da circa 1500 persone al mese, in un settore quello del fitness management più piccolo della più piccola nicchia di mercato e con 2 parole chiave (Fitness e Management) inglesi, che comunque mi fanno uscire in prima pagina su Google.

    Anch’io registro i miei video corsi, scrivo le mie pagine, correggo i miei script, faccio le OTO page, ma non in un settore come il Guadagno Online, ma nel mio e dove la Membership Base (la Gold) è 600 euro/anno e quella Top (Network) è 2500/anno e trovo clienti ogni anno.

    Certo oggi il sito è un supporto molto valido del mio lavoro offline di Coach e Consulente Gestionale per Fitness Club, ma comunque ho usato le stesse strategie scritte negli e-book ma applicate in un settore completamente diverso, a prezzi totalmente diversi e senza il supporto di partner per lanci sfruttando altre liste.

    Inoltre ho aggiunto il supporto costante di Skype, perché i miei clienti, pur pagando 600 euro/anno non vedevano i video, come chi compra un e-book lo lascia in qualche cartella sul pc, oppure lo legge ma torna a fare sempre le stesse cose, perché cambiare è faticoso, bisogna avere l’umiltà di imparare e quindi accettare di non sapere alcune cose.

    Con questo per dirti che le tue idee su membership o altro vanno bene, anzi benissimo, ma visto che ti sei posto il problema principale, cioè i compiti a casa, per mia esperienza ti dico che i compiti a casa si fanno se qualcuno il giorno dopo ti interroga, altrimenti succede quello che è successo a me, cioè chi non ha voluto (gratis fino allo scorso anno!) seguirmi su Skype, non ha riconfermato la membership, mentre chi lo ha fatto, oggi è passato alla membership Network da 2500/anno.

    Scusami per la lunga risposta e grazie per l’articolo molto “targettizzato” sul problema!
    Denny

    • imimaster says:

      La tua risposta e’ molto interessante e mi piacerebbe approfondire la conoscenza del tuo business online. Negli USA ci sono molti consulenti di questo tipo, uno famoso e’ Bedros Keullian che ha creato un business milionario insegnando agli insegnanti di fitness a fare business.

      • Denny says:

        grazie marco per aver letto il mio commento e avermi risposto. sarei onorato di parlare con te del mio video-blog di fitness management perchè credo che il mercato degli istruttori che vogliono aprire un piccolo club (150-300 mq) è in ascesa in italia, visto la crisi dei grandi club e il taglio del personale, e io sto cambiando il mio format per arrivare anche a loro oltre ai titolari di fitness club medio-grandi (800-1200 mq)

        • imimaster says:

          Denny, lo facciamo. Sto progettando un “giro d’Italia virtuale” di interviste a chi oggi guadagna in Italia con Internet. Ti faccio sapere presto.

  33. Luca Pilolli says:

    Qualche dritta l’ho presa pure io dal tuo sito, quindi mi spiacerebbe che chiudesse. E come altri sono all’estero pure io e vivo di Internet, cioè dei servizi che faccio per siti web che vendono servizi.

    Se la mia opinione ti può essere utile, io sceglierei un sito che ha sezione free + infoprodotti (ebook e video) a pagamento dell’autore con casi concreti (non solo teoria) + coaching. La cosa che mi interessa di più in genere è poter fare delle domande mirate all’autore.

    Ciao.

  34. Fabio says:

    Ciao Marco volevo lasciare anche io la mia piccola testimonianza.
    Per quanto riguarda cosa fare del sito, penso che come già adetto da altri, la cosa più lineare è quella di avere una zona free e una a pagamento in modo da lasciare all’utente la totale libertà di scegliere cosa e quando acquistare ebook, servizi e quant’altro.

    Per quanto riguarda l’etica nel business dell’Internet Marketing, InfoMarketing o come si vuole chiamare vorrei togliermi un sassolino dalla scarpa.
    Sono un appassionato di questo mondo e giro in lungo e in largo sul web per imparare e capire come funziona questo mondo e naturalmente guadagnare, come tutti del resto.
    Da poco ho lanciato un mio prodotto e ho contattato alcuni cosidetti GURU del settore per proporre una JV che accontentasse entrambi, sia a livello di immagine sia alivello monetario basandomi su una considerazione:

    1-Come detto da te e da alcuni, i prodotti in giro non sono molti, sono quasi tutti delle stesse persone, trattano in modi differenti gli stessi argomenti e hanno tutti le stesse persone che fanno testimonianze (sembra che facciano parte di una “cerchia ristretta”!?). Inoltre nei blog e nei siti di questi esperti ci sono anche sezioni in cui si esprime la volontà di collaborare con altre persone per dare a tutti la possibilità di crescere, di iniziare una nuova vita, bla bla bla etc…
    Quindi PENSAVO che proporre un prodotto nuovo, con un nome nuovo e ripeto, con un ritorno per entrambe le parti, fosse cosa buona.

    Fermo restando che ci può stare che il mio prodotto non piaccia o che non venga ritenuto adatto o all’altezza, mi aspettavo almeno una risposta (io ho contattato attraverso la mail o i form del blog).
    Dimmi almeno “guarda il tuo prodotto fa schifo o è interessante ma dovresti cambiare questo o quello”.
    Solo uno ha risposto e l’unica cosa chè è riuscito a dirmi è, basandosi sul termine usato da me “appassionato” di espormi che lui faceva un corso di formazione per aspiranti marketer e che se volevo imparare dovevo seguire il suo corso.
    Per il resto silenzio più totale.

    Questi sono i GURU che ci dovrebbero insegnare come si lavora!!!!
    E’ vero che tutti devono vendere altrimenti non si guadagna, è la regola base, lo so!
    Ma sinceramente alcune volte mi innervosisce.
    Finito lo sfogo.
    Finisco con i complimenti a te, al tuo lavoro e al coraggio dimostrato in questo articolo.
    Ciao
    Fabio

    • imimaster says:

      Molto dipende dalla dimensione della tua lista. Se hai (e non credo) una lista di dimensioni interessanti, allora trovi disponibilita’, altrimenti no.
      Non e’ neanche cattiveria ma logica di business: creare una lista costa e rischiare che miei contatti vadano sulla lista di un concorrente che non potra’ mandarmi traffico equivalente (in questo modo neutralizzo le eventuali perdite che perdo quando lui vende i suoi prodotti sui contatti che provengono da me) non sta in piedi come ragionamento di business. Io in questi anni ho promosso la maggioranza delle persone che me l’hanno chiesto perche’ non avevo questo tipo di interesse, molto semplicemente (non avevo prodotti).

      Se invece andiamo sul discorso “vogliamo aiutare, vogliamo dare a tutti la possibilita’ “…. ti sei gia’ risposto da solo.

      Comunque in questi giorni e con questi commenti mi sono venute delle idee (piu’ che altro conferme) che conto di mettere in pratica presto su Internet Money Italia. Diciamo che questo articolo e il feedback mi hanno fatto tornare la voglia (o venire una nuova voglia) di fare, quella che avevo quando sono partito con il webinar del marzo 2007.

      • Fabio says:

        E’ vero che non ho una lista di rilievo, su questo non discuto e ci stà che uno non voglia “condividere” i suoi contatti.
        Ma ho come l’impressione che questo discorso valga per chi è al di fuori di determinati giri. In quanto come detto sopra, tutti si fanno testimonianze a vicenda e penso(non ho la certezza, ma poco ci manca!!) che ognuno pubblicizzi i prodotti dell’altro o quelli provenienti da alcune membership di rilievo, lasciando fuori tutti gli altri.
        Credo che ci sia la volontà di tenere la maggior parte delle persone a corto di informazioni, in modo da poterle monetizzare meglio.
        Ho il più alto rispetto di tutti, sopratutto quelli che guadagnano dove io non ne sono capace. Vuol dire che in difetto ci sono io, non loro.

        NOTA dell’amministratore (Marco De Veglia): Ho eliminato l’esempio che hai messo perche’ era fuorviante e inutilmente negativo di un prodotto o servizio. Vedi il mio commento.

        • imimaster says:

          Ho cancellato l’esempio che hai messo perche’ era fuorviante e inutilmente negativo di un prodotto o servizio.

          Nello specifico il tuo esempio diceva che questo servizio e’ fatto per aiutare e dare luogo a partnership tra chi lo usa. E credo che sia proprio cosi’, so di gente che si e’ incontrata grazie a questo servizio e ha fatto business online assieme.

          Questo non vuol dire che il titolare di questo servizio sia obbligato a fare partnership con chiunque glielo chieda: le logiche di business le ho spiegate nel mio precedente commento.

          Io sono pronto a criticare e a spiegare quando credo sia giusto farlo, ma non sono daccordo nel denigrare inutilmente – cioe’ quando non e’ il caso – aziende e servizi.

          Rispondendo al tuo commento:

          non e’ questione di essere in difetto o meno: loro hanno investito tempo, denaro e competenza per farsi grosse liste e ora scelgono come usarle. Mi pare piu’ che lecito. Il business online e’ un business, non un gruppo di amici che si trovano per piacere e senza fini di lucro. Le partnership si fanno quando conviene ad entrambi.

          Altrimenti si scivola nell’atteggiamento che c’era alla fine degli anni 70 nel Homebrew Computer Club che voleva che il software fosse sempre tutto gratis. E’ arrivato Bill Gates a una riunione e ha detto chiaramente che fare software era un business. Ed evidentemente aveva ragione senno’ oggi non avremmo il software che esiste ma steremmo ancora con i programmini in BASIC.

          Io non sono contro sul fatto che si faccia business online, ANZI: questo blog e’ focalizzato esclusivamente su questo. Sono contro le FREGATURE che si possono prendere quando si cerca di fare business online.

          • Fabio says:

            Mi scuso se il mio commento poteva sembrare denigratorio ma non era il mio intento. il mio intento era quello di mostrare come se non fai parte di un gruppo o non partecipi ad una membership SEMBRA che sei tagliato fuori da ogni partnership.
            Ma come detto in precedenza, se loro hanno avuto successo e io no, sicuramente la ragione è dalla loro parte.
            Però allora mi viene una domanda:
            se non partecipo a una membership o non sono UNO DI LORO sarò destinato a non poter mai collaborare con loro?

            • imimaster says:

              Come ho scritto nella mia risposta, non e’ questione di essere amichetti o di essere simpatici o di fare giuramenti scritti con il sangue. Se hai una grossa lista da cui un marketer con un’altra grossa lista, puo’ beneficiare (anche se sei in concorrenza) puoi fare partnership, altrimenti no. Faccio un esempio: tu hai un negozio di frutta e verdura appena aperto e hai 100 clienti. Vai alla coop e gli dici: “io vi mando i miei 100 clienti, voi mi promuovete sul vostro milione di clienti?”. Ovviamente sembra una proposta che non sta in piedi.

    • Luca Pilolli says:

      @Fabio, se poi mettiamo che certi GURU si autoproclamano guru o si fanno chiamare in video guru dai propri collaboratori o dipendenti, e che poi questi stessi guru nei loro corsi consigliano di non citare le fonti delle proprie informazioni per creare un’aurea maggiore di esperto e guru, allora penso si capisca bene l’onestà intellettuale di queste persone. ;-))

      • imimaster says:

        Ma dai… ma chi e’ che si fa chiamare “guru” nei video? No, dai non scriverlo in pubblico (magari mi mandi un’email). A questo punto, se non vi secca, potete chiamarmi “Vostra Maestade” 🙂

  35. Nicola says:

    Ciao Marco,
    più di qualche volta ho avuto occasione di seguire i tuoi consigli professionali sul tuo Blog.
    Grazie per il tuo sincero articolo,non abbandonare mai la tua passione e continua a darci sempre i consigli!
    Peccato che la tua professionalità sia mal ripagata,forse dovresti rivedere qualche cosa e chiederti il perchè alcuni riescono a guadagnarsi da vivere con Blog simili al tuo es.:”Robin Good”, anche lui come te non cerca d’ingannare mai nessuno e pure è riuscito a raggiungere dei risultati eccellenti. Posso confessarti che seguendo qualche suo consiglio anche io nel mio piccolo qualche piccolo risultato ho cominciato ad averlo,ma è dura specialmente in Italia!
    Forse lui sicuramente ha raggiunto i suoi obbiettivi,perchè gestisce un Blog multilingue,forse ci proverò anche io.
    Secondo me sarebbe meglio continuare a proporre articoli gratis e forse con l’aggiunta di una sezione a pagamento, al cui interno si potrebbe andare più nel dettaglio con note di approfondimento a pagamento.
    Un cordiale saluto e tanti auguri,Nicola.

    • imimaster says:

      Io so che Robin Good ha guadagnato bene in passato con Adsense (non solo su siti italiani), ma che ora che Adsense non e’ piu’ una vera opportunita’ sta cercando di rivedere il suo modello di business. Sinceramente ho avuto pochi contatti con lui e non so come stia andando.

      • Nicola says:

        Ciao Marco,
        a proposito di Robin,cosa ne pensi di questa sua nuova idea?
        http://mylifetv.it/robingood/?gclid=CLKbg-n72KsCFQUYzQodnm7DNw

        Un abbraccio alla prossima Nicola

        • imimaster says:

          Ho creato il primo seminario sul guadagno online, Internet Money (in cui spiegavo queste cose) nel 2007, non mi sembra niente di nuovo. Non e’ certamente il primo “evento per spiegare come guadagnare online” ce ne sono stati altri a vari prezzi. In generale non credo sia necessario o molto produttivo partecipare a qualsiasi evento di formazione dal vivo sul guadagno online, se parti da zero. Puo’ essere utile partecipare ad eventi specifici quando gia’ sei nel business. Le informazioni che ottieni a un seminario sono quelli che puoi ottnere, gratis o a pagamento, online seduto sul tuo divano. Con gli svantaggi che sono spesso piu’ generiche, che ti obbligano a muoverti e a spendere tempo e denaro e che la parte di divertimento e spettacolo in genere sopravanza la parte di informazione e contenuti. Questo e’ un discorso generale e non specifico di questo evento e ci sono eccezioni se, come ho detto, l’evento di formazione e’ specifico. Ma se e’ un generico “come guadagnare online” sono informazioni che trovi gia’ online.

          • Nicola says:

            Grazie Marco,
            sono perfettamente d’accordo con te è solo una nuova scoperta dell’acqua calda,
            ciao buon lavoro.

  36. Blanco says:

    A dir la verità non mi stai simpatico, ma questo non centra nulla riguardo il mio giudizio anche se può apparire duro… Se l’Italia è indietro di anni rispetto agli USA è anche merito vostro. Vi dipingete sempre come quelli che “sanno” ma con i fatti dimostrate di non conoscere nulla incentivando il navigatore a non spendere alcun soldo perchè gli fate credere che prima o poi gli darete qualche dritta gratuita per risolvere un loro problema. Apprezzo che almeno hai dichiarato in maniera esplicita che in un blog c è un conflitto d’interesse anche perchè molta gente non vede questo, ma chi è del campo questa è la prima cosa che salta all’occhio! Preferisco un commento di parte e spudorato piuttosto che un articoletto “disinteressato” ma che in realtà nasconde un link di affiliazione. Il popolo del web non lo puoi prendere in giro tanto, prima o poi si accorge dei trucchettini del “marketer guru” e dopo non ti da più retta perchè ti vede come un venditore di fumo da 4 soldi… Voi con le solite recensioni da latte alle ginocchia con gli scambi di lista e i rispettivi commentini delle solite 4 facce, danneggiate involontariamente la vostra immagine, apparendo come una nicchia di marketer che se la dicono e se la raccontano da soli… Vi dipingete come dei “maestri” ma a guardar bene avrei da ridire molto sui vostri stessi errori… Rovinate il mercato perchè abituate la gente all’informazione “gratuita” ma con “interesse” e non lo educate a cacciar fuori i soldi. Come puoi pretendere che una persona acquisti da te o dal tuo concorrente se gli dai l’impressione che non c è bisogno di acquistare perchè a breve ci sarà un tuo articoletto o report gratuito dove troverà la finta verità? Tra l altro lo schiaffo di google è un esempio… Tanti utenti seguendo i vostri consigli si sono trovati con gli account sospesi e di chi è la responsabilità se non di colui che tempo fa si spacciava per super professionista di google adwords?? La tecnica che ha venduto era fallimentare!!! Per non parlare poi dei vostri obbiettivi che sono in perenne contraddizione… Vendete materiale informativo, trasformate il vostro cliente in competitors e poi fate la “guerra dei prezzi”… Cambiate mestiere va, che mi sembrate tutti quanti delle braccia rubate all edilizia… Quello è il vostro futuro, la malta vi aspetta!

    • imimaster says:

      Blanco non mi stai simpatico neppure tu con il tuo atteggiamento, ma non c’entra niente neanche con la mia risposta. Dico subito che sono anche daccordo con te su alcune cose, tipo appunto il discorso dell conflitto di interessi che non viene percepito dai non addetti ai lavori. L’ho scritto nel mio articolo e chi l’ha letto ora lo percepisce. E ovviamente sono anche daccordo che ci sia chi scrive cazzate come se fosse vangelo.

      Ma non sono daccordo sui contenuti e sul tono in generale. Per quel che mi riguarda, ho fatto conoscere quattro anni fa alla maggioranza delle persone che non sapeva niente (forse tu NON eri tra quelli, buon per te) che esisteva un modo per guadagnare dei soldi usando Internet. C’erano diversi metodi, e ne ho parlato. In questi anni poi ho scritto (poco) e ho presentato (di nuovo, poco) gli infoprodotti che ALTRI mettevano sul mercato.

      Non ho MAI proposto le mie soluzioni, semmai ho detto “tizio ha un corso per fare questo” e ho proposto il link affiliato. (E ho gia’ detto che secondo me c’e’ un conflitto di interesse). Quindi se ti girano i coglioni con chi vende (o magari ti ha venduto in passato) un corso che promette tanto e non funziona un cazzo, vai a scrivere sul suo blog, ma non qui dove se dio vuole, non ho questa responsabilita’ di dare informazioni che non funzionano.

      Ho sempre pensato a questo blog come a una rivista e se poi non l’ho messo molto in pratica, comunque non ho mai detto “io sono il guru, questa e’ la mia soluzione, provala e damme ‘e denare”. Quindi hai sbagliato persona e blog. ll tuo “date, fate, dite” qui non ha ragione di essere.

      Per quanto riguarda Google Adwords, visto che lo citi (con un anno e mezzo di ritardo?) i motivi della sospensione degli account sono stati per un po’ di tempo nebulosi, ma sono ormai assodati da tempo. Chi vende formazione su Adwords ha messo le nuove informazioni in tempi molto rapidi. Quindi, inutile che vieni qui a scrivere commenti strappacore sui cattivi guru che non sanno un cazzo e ingannano la povera gente. Perche’ questo e’ un business che richiede competenza e la responsabilita’ di chi fa le cose e’ sempre e solo sua.

      Se tu sai fare le cose e vuoi insegnarle benissimo, farai tanto del bene. Se non sai fare le cose, evita di scrivere commenti iinesatti e inappropriati. Su questo blog non facciamo piu’ che siamo tutti amici e lingua in bocca, ma vale anche per le critiche.

      • Blanco says:

        Ahahah sei patetico bello mio… Tu e combricola avete venduto merda e lo sai bene (se non lo sai è grave) e oltrettutto osteggi ancora un atteggiamento di quello che sa ma che in realtà svende la sua immagine per prodotti che non valgono nulla…
        Ad ogni modo tanto per precisare io sto scrivendo sul blog di chi vende fuffa, compresa la presenza… Quindi non vedo per quale motivo ti devi scaldare tanto, invitandomi a scrivere da un altra parte… Cos è le osservazioni ti danno noia?? Lo so bene cosa faccio dunque se son qui ci sarà un motivo. Non eri tu a definirti il “Guru del Marketing Italiano”?? Ma smettila va… Te l ho detto l’edilizia ti aspetta, e non ti offendere è pur sempre un lavoro dignitoso!

        Ciaooo nèèèèèè GURU!!!!!! Non farmi le macumbere però!

        • imimaster says:

          Mi sa che hai sbagliato blog. Mai autodefinito il guru del marketing italiano. Mai venduto merda. Magari tu sei uno che ha comprato dei corsi e non e’ riuscito a guadagnare un euro: ma e’ responsabilita’ tua. Magari non sei portato, lascia perdere, ci sono tanti lavori. L’unico che si scalda sei tu, ma se ti diverti, fai pure qui c’e’ posto per tutti.

        • valerio says:

          Blanco, quando uno sta male si sente. Se la vita non ti da le giuste soddisfazioni, o la tua donna non te la da, non è un problema di questo blog, o di altri blog. Il mercato italiano tutto ha bisogno tranne che di SANTONI inquisitori che non sanno di che parlano e ne sanno realmente che cosa significa Marketing. Come disse una volta qualcuno, prima pensa, poi spara, e dopo correggi. E se non lo fai tu qualcun altro lo farà per te.

          • Blanco says:

            E sto qua da dove salta fuori?? Ahahahahah… Ma fai silenzio va… Anzi, ti compro la tua “guidetta” così prendiamo due piccioni con una fava… 1 leggo le cazzate che hai scritto e mi faccio delle grosse risate e 2 puoi permetterti un barbiere…

            • imimaster says:

              Blanco, con il tuo modo di scrivere, come se fossero tutti coglioni e tu solo quello sveglio, evidentemente non generi simpatia. Facciamo che il prossimo commento che scrivi insultando inutilmente ti segnalo come spam e non ci pensiamo piu’. Se invece vuoi contribuire ai commenti con contenuti interessanti, sei il benvenuto.

  37. sergio says:

    Salve Marco, io ti seguo da circa 4 anno ti ho visto collaborare con tanti che si definiscono guru di internet…. ho apprezzato alcuni tuoi lavori…. personalmente ti sei posizionato nella mia mente come un esperto marketing nel mondo del business on-line, che si differenzia dai soliti finti guru.
    In questo momento ce molta confusione nel mondo web MARKETING tutti si proclamano dei grandi guru di internet …e …quando hanno raggiunto una piccola fama sparano prezzi molti alti e vendono sempre le stesse informazioni cambiando il packaging ecc……( molti veri professionisti approfittano volutamente per incrementare il bottino usano della comunicazione spinta…. ) in sintesi ci sono troppe informazioni confusionarie che creano molti dubbi e difficile capire il limite tra una informazione buona e cattiva !!! un prodotto buono o cattivo….
    A mio avviso ci vuole un professionista che abbia esperienza della materia
    come te che esprime delle opinioni e mette ordine a questa confusione, consigliando le strategie opportune per fare un business serio …..
    Ovviamente pagherei il giusto per questo servizio ….

    • valerio says:

      Ciao Sergio, visto che l’operazione da te descritta in parte la sto attuando io sento di dover dare delle spiegazioni. Come molti sanno il mio corso di punta si chiama “i segreti delle squeeze page”. Questo nasceva come report al costo di 7 euro. Negli anni ho espanso il contenuto e ho portato il tutto prima a 27, poi a 47 e poi a 97. Infine l’ultimo restiling si conclude con un corso finale da 197 euro.

      PERCHE FACCIO QUESTO?

      Per fare meno soldi.

      Mi spiego. Non me ne può fregare di meno quanto profitto mi produrrà la versione finale del prodotto, in quanto dai test che ho effettuato so già che mi produrrà molte meno vendite di prima, ma non mi interessa.

      La verità è che guadagno molto bene da altre cose e puntare a fare il massimo dei profitti nella nicchia business non è la mia prirorità. Allo stesso tempo non voglio piu concedere questa conoscenza a tutti, anche perchè a causa della mole di materiale infernale che ho introdotto sarebbe stato assurdo dare tutto a 27 euro

      Mi considero invece un artista, un creativo, e anche un con buone capacità di sintesi. In ultima analisi mi piace aiutare le persone….e infatti ho in mente di creare parecchie robette da 4 soldi che comunque risolveranno determinati problemi in X TEMPO

      • alessandro says:

        Le tue anche se sono da 4 soldi non sono mai “robette”….hehe
        Pero’ devi anche precisare una cosa che ti sei dmenticato di dire: quello che tu inserisci nei tuoi corsi non sono report brevi oppure delle informazioni superficiali, ma sono un condensato pauroso di informazioni che a volte richiedono settimane per essere lette, studiate, capite e applicate;
        questo non per fare dei complimenti gratuiti, ma solo per cercare di capire che quando hai trovato corsi eccellenti a prezzi ragionevoli da persone che poi hai deciso di seguire e ti sei reso conto della loro professionalita’, quando queste mettono online dei corsi a costi molto piu elevati sai gia’ che ci saranno dentro una montagna di informazioni che ti “intaseranno” le giornate per moooolto tempo…
        Si tratta solo di sapere prima chi e’ la persona che ha creato il prodotto.
        Questo vuol dire di godere di una ottima fama, come nel tuo caso (parlo per esperienza personale)….
        E quella fa vendere oltre il prezzo…
        ciao
        Alessandro

  38. Adriano says:

    Grazie a tutti per l’illuminante dibattito. Un caro saluto a Marco da Venezia

  39. Fabio says:

    Ciao marco
    volevo mostrarti con due link (mi interessa il tuo parere, quindi puoi anche cancellarli senza pubblicarli visto che uno è di una persona che scrive sul tuo blog) quello che intendevo con i post precedenti.
    E’ vero che esistono i diritti di rivendita, dove puoi far tuo un prodotto non uscito dalla tua mente e mettere il tuo nome. Però chi guarda e non sa cosa si cela dietro penserà sempre che questa persona è un pozzo di idee, che è sempre aggiornato, che sforna prodotti ogni 2×3, quando ciò non è reale. Quindi viene percepito come esperto quando non è del tutto vero.
    O sbaglio? Chi si avvicina a questo mondo non dovrebbe sapere e conoscere realmente chi scrive qualcosa e chi si limita a comprare diritti di prodotti di altri?
    I link sono questi ( ripeto, li metto per fare un esempio, cancellali pure, mi interessa sapere cosa ne pensi)
    http://www.gplusbusinessmaster.com/
    http://www.internetmarketingshop.it/master-google-plus/
    Ciao

    • imimaster says:

      E’ un punto di vista interessante. Cioe’ se chi rivende PLR deve dire “e’ un PLR, non sono io che sono un genio” oppure no. Secondo me non e’ necessario perche’ non credo che l’aspetto “questo qui e’ un genio” sia determinante per l’acquisto oppure no. Dal punto di vista strettamente commerciale, il concetto dei prodotti OEM, ovvero prodotti da una fabbrica e marchiati da molte altre e’ cosi’ diffuso che si puo’ dire sia la base di tutta l’economia produttiva del Far East. Quindi rivendere un prodotto in inglese traducendolo (o anche non traducendolo, ma solo con una pagina di vendita in italiano) mi sembra lecito. Il problema semmai e’ che raramente i prodotti con diritto di rivendita sono di grande qualita’, ma questa non e’ garantita neanche da prodotti realizzati ex-novo.

      • valerio says:

        Sui PLR si è detto veramente poco o nulla in ITALIA, una cosa che ho sempre detto e che io stesso faccio è non limitarsi a prenderne uno qualsiasi e fare copia e incolla, ma lavorare sodo per creare un prodotto unico.

        Cosa significa creare un prodotto unico? Semplicemente, col sistema PLR non limitarsi a prenderne uno, ma almeno una dozzina e lavorare di sintesi, testando laddove necessario se le strategie funzionano anche per il particolare mercato italiano, visto che molte cose sono diverse e anche la mentalità è diversa.

        diciamo pure che se sei un abile scrittore usare i PLR è il metodo più facile per creare prodotti validi. Occorre però fiuto, e un minimo di occhio critico personale

        • imimaster says:

          In teoria e’ una buona idea prendere dei PLR e mescolarli per fare un tuo prodotto. Puoi anche farlo con prodotti esistenti, se ti ispiri e non copi non c’e’ niente di male. Ma nella pratica si fa prima a scrivere il proprio prodotto o a trovare un autore che lo scriva. Eventualmente un modo semplice per aumentare il valore percepito di un PLR e farne una versione audiobook e venderla assieme all’ebook.

  40. salvatore says:

    Riprendo la parola, scusate se nuovamente fuori tempo ma vi leggo quando ho tempo ed ultimamente… vabbè! ok, vi risparmio l’ovvia tiritera su quanto mi irritino santoni e guru vari, e vado al dunque. secondo me il modello degli info-prodotti è sostanzialmente impraticabile in Italia, è un mercato ancora più ristretto di quello delle affiliazioni e dei pay per action, e si rivolge ad un pubblico di non esperti. Difficile farlo, soprattutto se non si è davvero esperti nel settore. ovvio che poi c’è chi lavora onestamente ovunque, ma francamente ho sempre preferito lavorare con 15 affiliazioni per arrivare a fine mese piuttosto che provare a costruire un “infoprodotto” improvvisato (mai stato d’accordo con quanto scritto da Cillo a riguardo, che prendi un hobby che ti piace e poi come per magia costruisci infoprodotti.. anche se credo lo abbia sempre detto in buonafede).

    Noialtri vendiamo conoscenza, in un certo senso, il che è una cosa difficilissima: allora a me pare che la via di mezzo migliore sia il pay per sale, ovvero guadagno quando tu compri tramite me. che siano beni materiali o servizi, poco importa, ad un certo punto. Poi è OVVIO che io debba provare i prodotti che recensisco, altrimenti divento un blog anonimo e poco o nulla autorevole. Tutti gli hosting che ho descritto nel mio blog sono stati provati da me, ho dovuto investirci ma alla fine ho delle descrizioni accurate e (credo) affidabili. Se ci sono recensioni più superficiali, evito di inserire l’affiliazione… tanto comunque non ci guadagnerei nulla.

    Fidatevi, il modello di affiliazione non è così fallimentare come viene descritto dall’articolo, e buttarsi sugli infoprodotti può causare delusione ancora maggiori. Il modello di business è tutto, qualsiasi cosa si faccia. Come sempre, mio parere s’intende…

    • imimaster says:

      Ottimo commento e introduce in parte l’articolo che sto scrivendo. La tua esperienza e’ sicuramente valida, ma e’ molto ristretta: test di hosting, non e’ che sia proprio un mercato enorme che faccia mangiare migliaia di persone. Ottimo per te proprio perche’ vista le sue dimensioni limitate e la soglia di accesso elevata (competenza tecnica) ti permette di guadagnarci. Sulle difficolta’ di creare infoprodotti sono daccordo, pero’ credo sia un mercato piu’ ampio e non piu’ ristretto: ovvero l’offerta di informazione “come fare” e’ limitata rispetto alla domanda potenziale. Basta andare in una grossa libreria italiana per vedere la poverta’ dell’offerta di manuali e di corsi multimediali. E quindi, considerando le obiettive difficolta’ di produrre informazione di valore (ma c’e’ un modo per superarle) e’ a mio avviso il metodo migliore in Italia.

      • salvatore says:

        Ci ritorno dopo quasi un anno… bello spolverare le vecchie discussioni se così focalizzate! 🙂

        Sì, è un mercato ristretto – questa è la sua forza e parte della sua debolezza – ma quello a cui punto da quando mi sono interessato professionalmente al settore tende a sopperire, se possibile, anche la scarsa qualità dei manuali cartacei di cui parli… a livello tecnologico se entri in una libreria anche ben fornita c’è solitamente da mettersi le mani nei capelli: testi inutili, vecchi, poco pratici, molto fumo e poco arrosto. Nel mio settore è più agevole usare Google che leggere il miglior manuale, questo dice tutto secondo me. Un saluto (…rinnovato 😀 )

  41. Matteo says:

    Non ho potuto leggere tutti i commenti, per cui spero di non ripetere ció che qualcuno ha detto precedentemente.
    Concordo con Umberto, quando dice “….Ti confesso Marco che considero poco etico quasi tutto ciò che ha a che fare con la vendita: network marketing, vendita diretta, porta a porta e ovviamente anche affiliazione su internet.”
    Ti seguo troppo poco per cui non posso giudicare il tuo lavoro o lo spirito di questo blog ma ciò che hai scritto suona molto onesto e ragionevole e sono d’accordo.
    Mi sono avvicinato al mondo del web marketing e “guadagnare on line” solo nell’ultimo anno e mezzo, non ho un blog e sto imparando come sfruttare ciò che è disponibile on line per creare siti, landing pages, etc. per cercare di migliorare la conoscenza (e la vendita) di prodotti tecnici completamente al di fuori del mondo internet e degli infoprodotti ma per il puro piacere di trovare un’altra via per generare contatti, perché anche in questo l’Italia é anni luce da molti altri paesi e non solo gli USA.
    Cerco di scrivere dei punti di riflessione:
    *l’aspetto etico é sicuramente un problema, non condivido affiliazioni o simili o tu che mi proponi il prodotto di un tuo “amico” come faccio a sapere che il prodotto é veramente valido o piuttosto tu sei in bolletta e devi pagare il mutuo?; posso accettare al massimo banners che molto probabilmente io non clikkeró ma se c’è qualcosa di interessante potrei ripensarci, ma non ne farei un’abitudine
    *l’aspetto dell’abbonamento è molto diffuso ultimamante, sicuramente ti ripaghi di qualcosa, ma dipende dal prezzo e poi diventa esclusiva solo di chi ha soldi per pagare e poi se ce ne sono più di uno come te dovrò abbonarmi anche agli altri? E quanto mi costa ” ‘sto circo”? Come fai a dimostrare di essere meglio degli altri, e perchè devo sciegliere te?
    *Credo che infoprodotti come manualetti pratici, ma veramente pratici, con spiegazioni passo passo anche per non esperti, siano molto utili. Ho fatto una fatica boia per cercare di imparare da solo registrazione di siti, web hosting, HTML, come importare files sul sito, creare landing pages, scrittura persuasiva, scoprire risponditori automatici, scoprire e analizzare parole chiave, utilizzare wordpress, scoprire tutte le applicazioni disponibili per WP, etc. Forse una piccola collana di info prodotti con schede pratiche ed esempi per esercitarsi e riferimenti alla logica che sta dietro a certi processi sarebbe interessante ovviamente ogni volume dedicato a dei problemi specifici ad un piccolo costo; l’appetito vien mangiando e se hai fatto un buon lavoro le probabilità che allo stesso personaggio tu possa vendere il “volumetto” successivo è altamente probabile, gli devi dare il tempo di digerire le informazioni. Chiaramente la collana intera non deve costare 10.000€. E chi ne sa di più acquisterà volumetti “avanzati”.
    *il blog secondo me deve essere un momento di riflessione “pubblica” ed il desiderio di rendere partecipi altri di qualcosa che sai, soprattutto di novità ma non solo; ma certamente non obligatoriamente la vetrina forzata per la vendita dei tuoi infoprodotti, certo ci devono essere ma non un pugno nell’occhio. Magari nel blog puoi pubblicare anche qualche estratto dai volumetti, per permettere a tutti di seguirti pur avendo gradi di conoscenza diversa. Quello che mi capita talvolta quando leggo “Il Sole 24 ore” se non sai di cosa parlano è meglio girare pagina ed a volte blog e siti di web marketing sono veramente ostici per i non addetti. Dipende dall’obiettivo che ti poni e a chi ti vuoi rivolgere. Il blog devi farlo per il piacere di farlo se poi ti aiuta a monetizzare allora meglio ma non deve essere viceversa.

    Questo il mio modestissimo e limitato pensiero da uno che ne vorrebbe sapere di più ma che non puó permetterselo o non ha il tempo materiale per farlo.
    Tanti auguri, per questa esperienza contro-corrente!!!

    • imimaster says:

      Grazie per l’interessantissimo feedback. Sicuramente terro’ in considerazione il tuo parere e i suggerimenti.

  42. Graziano says:

    Ciao,secondo me è un peccato farne di questo blog un membership perchè gli articoli che scrivi sono davvero molto interessanti,ma per via del pagamento rischi di tagliare fuori diversa gente che attualmente ti segue.Io direi che cosi com’è il blog è perfetto per avere un ottima visibilità e secondo me ti conviene integrare all’interno ai tuoi articoli i link ai tuoi prodotti e inserirne anche un’area a parte nel blog stesso.Dopodichè vista la popolarità del tuo blog,la fiducia delle persone nei tuoi confronti e i contenuti molto interessanti,secondo me c’è la possibilità di creare un bel reddito mediante la vendita dei prodotti stessi.Poi c’è da considerare che per quanto riguarda le affiliazioni ci sono molte altre persone che promuovono, quindi magari uno si trova davanti al solito prodotto e non acquista.E poi anche se lo stesso numero di visitatori clicca ad esempio sul link nei tuoi articoli che porta ai tuoi prodotti,comunque hai la possibilità di guadagnare non solo una percentuale ma molto di più.Insomma io fossi al tuo posto farei un tentativo,male che vada dirotterei verso qualcos’altro.Poi penso al fatto che il blog è un mezzo molto potente per portare visibilità,ma non tutti riescono a farlo decollare e comunque ci vuole tempo per portare traffico targhetizzato e fidelizzare i visitatori creandone quindi un buon rapporto di fiducia e col tempo.Quante persone fanno fatica per cercare di portare a casa qualche euro,magari si ammazzano di lavoro e magari senza neanche utilizzare le giuste strategie!Quindi penso che un blog come il tuo arrivato a questo livello si prontissimo per promuovere qualunque prodotto.E’ vero che se qualcuno è interessato davvero a guadagnare online sarebbe anche disposto a pagare qualcosa,ma io penso che il blog vada lasciato aperto,cosi com’è per sua natura.Comunque in alternativa si potrebbe includere anche una membership ma a parte,dove inserire contenuti molto più interessanti e dettagliati ne i ruguardi di qualche nicchia del guadagno online o strategia.Insomma,in ogni caso penso che per tutti noi rimarrai un punto di riferimento e ci sarà ancora molto da imparare.Grazie!

    • imimaster says:

      Graziano, grazie per il feedback cosi’ dettagliato e interessante. Anch’io sto pensando di tenere il blog aperto e valutando cosa fare per continuare a fornire insegnamento (anche piu’ approfondito) con una remunerazione che giustifichi l’impegno. Non ho ancora esattamente trovato quello che penso sia giusto fare, ma sto vedendo diverse opzioni. A presto e grazie ancora per il commento.

  43. Tommaso says:

    Ciao ti volevo segnalare quest’altra opportunità di business

    “a tempo”

    wazzub-business-2012

    Saluti! =)

  44. George Luis says:

    Direi che le prime due cose insieme andrebbero benissimo insieme, sia la membership che gli infoprodotti vanno bene, e magari anche qualche articolo free con informazioni di qualità ma sparse, di modo che si capisca che sul tuo sito si trova roba di qualità anche gratis ma accedendo alla membership può trovare un percorso più chiaro e definito.

    Nei infoprodotti invece può trovare un percorso magari un po costoso ma (veramente) completo e chiaro. Magari anche targetizzato in categorie. Copywriting, come creare il blog, come scrivere articoli, come scrivere annunci, come scrivere lettere di vendita. ecc ecc.

    Nei articoli free magari i dettagli illuminanti sul cosa fare, che poi nella sezione premium vai a spiegare come fare.

    Ecco, roba cosi sarebbe molto interessante per tutti penso 🙂

    Tu cosa ne pensi?

  45. salvolatin says:

    ciao a tutti o visto per caso questo blog modestamente sono d’accordo con vari signori qui del blog che mentono per fare profitto su gente disperata credo che fanno bene a pensare che alcuni signori cercano di vendere online prodotti che se si farebbero giri nel web troverebbero una miriade di video corsi abbastanza soddisfacenti per cui se tanta gente a bisogno di creare business online di sicuro non sareste voi a impararlo
    saluti

  46. Claude says:

    Ciao Marco

    Serve un sondaggio perchè non siamo tutti allo stesso livello: ho preso corsi e ne sto prendendo finorà.Ahimè non è il caso per tutti!
    Col sondaggio, potrai avere ciò che vuole la maggioranza dei lettori.
    Poi sarà a te decidere se te la senti di portare avanti la “volontà” espressa

    Un saluto

  47. Renato says:

    Mi sovviene la risposta di Carl Jung al genitore che chiedeva consigli per crescere al meglio i propri pargoletti: “comunque farà, sappia che sbaglierà sempre”!
    Ringrazio di tutto cuore, per l’illuminante sostegno al mio tentativo di ridurre la difettosità delle mie scelte.

  48. Questo articolo, altro di Valerio Conti e rispettivi commenti contengano idee che mi sembrano prioritarie per il futuro del guadagno online: etica e onestà nell’informazione, pubblicità e marketing. Nei miei 3 ebook in italiano e altro in portoghese, (“Come guadagnare online con etica e utilità sociale globale”), ha scritto molto su un argomento in continuazione di questo: il valore del tempo per etica, deontologia, moralità e utilità sociale globale del futuro online. Credo che il tempo sia il valore più importante e più ignorato per un futuro migliore. Immagino un progetto di creatività e intelligenza collettiva con la collaborazione dei migliori e più sensibili all’etica e onestà online, (Marco De Veglia, Valerio Conti, Paolo Attivissimo, Alex Billico, Max Cecco, Alessandro Vignolo, ecc… ). Credo che il più importante sia pubblicare grátis il migliore per tutti e a pagamento lo svillupo per interessi più specifici. Ho una idea per guadagnare online con etica e utilità sociale globale che mi piacerebbe provare com la collaborazione di autori di madrelingua italiana: autorizo la riproduzione del 50% dei miei ebooks, venderli com il 100% del ricavo dentro di certe condizione: citare la fonte, selezionare quello che considera migliore per il suo pubblico, scrivere introduzione, presentazione, conclusione o qualche commenti e mandarmi una copia per aprovazione.
    Cerco collaborazione di madrelingua italiana per una versione in italiano del mio ebook: Come guadagnare online con etica e utilità sociale globale.

  49. Gianna Sulcanal says:

    Mi son resa/o conto adesso che sto scrivendo su un post VECCHIO DI DUE ANNI!!!
    ma che coglione/a che sono!!

    Visto che il post non è di qualche giorno fa come erronamente pensavo, alla fine ,comunque, l’abito da venditore in questi anni non l’hai tolto, anzi! da esperto dell’internet marketing riconosciuto da tutti (quale eri tempo fa), ora posso assicurati (per quel che possa importarti) che sei percepito come un venditore/promotore di servizi altrui… Chi ti lusinga dicendoti il contrario non è oggettivo o è (o NON è) un tuo caro amico.

    Mi dispiace che i propositi del 2011 siano venuti meno, ma certamente ti pagano buone commissioni per vendere questo o quel programma alla folta schiera di chi ti segue… vabbè c’est la vie…

    Si! avevi ragione: il blog ha fallito! Ha vinto la legge del denaro.

    bye.

    • Marco De Veglia says:

      Non leggerai questo commento credo, ma mi dispiace che ti arrabbi, secondo me senza motivo. Promuovere servizi e prodotti che si ritengono validi non e’ una cosa sbagliata, da nessun punto di vista. Resta il fatto che ormai da tempo ho deciso che questo non era un business (il rapporto tempo/guadagni era sfavorevole) e quindi ci scrivo raramente. Ma mi dispiace veramente della tua arrabbiatura.

  50. Anche per diventare un può esperto in internet si vuole un può di tempo,e voglia di imparare. Superare le fregature. Considero che è un mestiere , e va fatto con serietà ed impegno. Un dottore deve studiare anni per avere una laurea, cosi come un ingegnere o un avocato. Non si può pretendere di diventare ricchi durante la notte,cioè non esclude il fatto che si può veramente diventare ricchi lavorando tramite l’internet.

  51. Gaber says:

    ciao Marco,
    Cosa ne dici di diventare il Pat Flynn italiano ? Detto questo detto tutto 🙂 il modello di business ce l’hai, e raccontare le tue esperienze dal corso di tennis on line a… Tutti gli altri business che hai gestito e in alcuni casi rivenduto con successo.
    La tua esperienza ispira gli altri, fa nascere idee su cui i tuoi funs possono chiedere un tuo parere (a pagamento)!
    Credo che in Italia in effetti non sia facile vivere puramente di internet marketing inteso come entrate passive però la fiducia e la gratitudine creano cross selling.
    Uno dei primi milionari che ti invito a intervistare è Roberto Cerè che attraverso la rete ha riempito il palazzetto di Rimini con 2.000 persone paganti 500€ cad e domenica “alcune” (circa 500) di queste persone si sono fatte 4 ore di coda per comprare a 5.000€ il suo esclusivo corso ad accesso remoto. 3.500.000€ in 2 giorni, in Italia da un Italiano, non sono entrate passive però…

    Quindi si! Si può fare
    Un abbraccio

    Gaber

    • Marco De Veglia says:

      Non sono minimamente paragonabile a Pat, ma ti ringrazio per il gentile pensiero e paragone. Intervistare chi guadagna online in Italia è una mia idea da anni… Ma chi vedo in giro non mi piace molto.

Scrivi il tuo commento, mi interessa!