Ma allora qui guadagnano solo i venditori di tende e picconi?

Stavo rispondendo a un commento qui su Internet Money Italia quando ho pensato che la risposta era anche un articolo che interessa a tutti (sono sicuro che commenterete alla grande!).

La domanda è: ma qui nell’Internet Money, guadagnano solo quelli che vendono le tende e i picconi?

Dice Matteo:

…sembra che in alcuni casi, il grosso del guadagno derivi dal far leva non tanto sulle proprie passioni, quanto sull’insegnare metodi di guadagno…

Ovvero, non guadagnano i cercatori d’oro (nell’Internet Money italiana), ma chi ai cercatori vende gli strumenti e le informazioni per trovare le pepite.

Se consideriamo che tutti conosciamo Levi Strauss (che vendeva pantaloni ai minatori della corsa all’oro) e non conosciamo il nome di nessun cercatore d’oro dell’epoca, è un pundo sul quale riflettere.

E’ sempre la storia delle galline e dei salmoni

Perchè tutti mangiano le uova di gallina e pochi quelle di salmone? Perché la gallina canta quando ha fatto l’uovo, noi la notiamo e ci becchiamo l’ovo. Il salmone è muto e ha i suoi casini a risalire i fiumi.

Il fatto è che chi sono quelli che si fanno vedere online? Ovviamente quelli che insegnano a guadagnare online! Ovvero come fai a sapere che Mario Rossi si sta portando a casa 20.000 euro al mese con un corso sull’allevamento dei pesci rossi? E’ impossibile.

Invece vedi subito Giovanni Bianchi che promuove il suo corso per guadagnare facilmente con un sito Internet. Perchè il cliente del primo sono gli appassionati di pesci rossi, mentre il cliente del secondo sono gli appassionati di guadagno online.

Detto questo, sono d’accordo che c’è anche l’aspetto etico.

Un sistema per guadagnare online a mia sorella, io non l’ho trovato

Personalmente, c’è un motivo per cui non ho creato un altro infoprodotto sul guadagno online dopo Affiliazione Vincente: io vorrei trovare un sistema che posso insegnare a mia sorella o a chiunque e che permetta, se seguito, di guadagnarsi la pagnotta.

E non ce l’ho. Ho provato tante cose, sperimento, ma in genere trovo sistemi troppo difficili per l’italiano o l’italiana media.

Perchè secondo me l’obiettivo deve essere sostituire lo stipendio attuale (almeno per cominciare) con dei siti e quindi guadagnare come oggi, ma… senza lavorare!

Non sarebbe un bell’obiettivo? Sarà che io sono piu’ orientato a questo che a diventare ricco, ma secondo me questo dovrebbe essere.

E, francamente, non ho trovato un modo che sia sufficientemente semplice e remunerativo da sentirmi di insegnarlo in un corso.

Tutto ciò che vedo è invece parecchio complesso per la persona media e richiede, come discusso qui, parecchio tempo, testa, voglia. Poi i risultati arrivano, magari non milionari, ma arrivano. Ma certo non è alla portata del mio papà (devo scrivere qualcosa su mio papà su Internet Money Italia, prima o poi).

Trovare le pepite è comunque possibile, anzi vi invito a farlo

Però, appunto, c’è anche l’altra parte: guadagna con le tue passioni. Se la tua passione è il giardinaggio, i pesci rossi, la caccia o il body-building, puoi guadagnare online?

La mia risposta è assolutamente, inequivocabilmente: Sì.

E’ sì perchè in Italia c’è un deficit tra domanda e offerta di manuali e corsi specialistici individuali. Se vado nella piu’ fornita libreria di Milano (quindi la piu’ fornita d’Italia) trovo 3-4 titoli per gli hobby più comuni, difficilmente qualcosa per quelli più strani.

Eppure siamo 15 milioni online e 1 milione e mezzo acquistiamo online. Gente ce n’è con le sue passioni che possiamo servire.

E’ questo che devono capire le persone che stanno studiando “Internet Money” o Internet Marketing: che ciò che studiano non è il prodotto da vendere (perchè il mercato del guadagno online è piccolo: avete qualche parente interessato al guadagno online? Dubito), ma la tecnica per vendere qualcosa d’altro.

Qualcosa che derivi dalle loro passioni… o dalle passioni di qualcun altro. O magari solo perché c’è mercato. Ma questo è già materiale di un altro articolo.

Quindi la mia risposta alla domanda iniziale è: nell’Internet Money italiano, si guadagna di più a cercare le pepite che a vendere le tende. Solo che vendere le tende è facile, mentre le pepite dovete cercarle.

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30 Responses to Ma allora qui guadagnano solo i venditori di tende e picconi?

  1. daniele says:

    Bell’articolo Marco.
    Soprattutto è rivelatrice l’ultima frase “vendere le tende è facile, mentre le pepite dovete cercarle”. Qui cade l’asino: ogni giorno nascono siti dedicati alla Crescita Personale, all’Indipendenza Finanziaria e via andare… Si spiega come predisporre la propria mente al fine di raggiungere il successo, in diversi campi. Spesso è evidente che i “guru” del sito hanno letto qualche libro di noti autori americani e si limitano a fare un pò di Affiliate Marketing vendendo dvd o ebook di altri.
    E’ un pò come chi si arricchisce insegnando agli altri come fare soldi con gli immobili…
    Il mio dubbio nasce dall’osservazione che chi ha raggiunto un successo reale e duraturo non ha insegnato, ma ha fatto. Insomma Bill Gates è diventato chi è adesso non insegnando a realizzare sistemi operativi, ma creando un’azienda che “produce” sistemi operativi et similia.
    Ad esempio tu, Marco, sei riuscito a metter su qualche “macchina da soldi” vendendo prodotti fisici o informativi diversi dal “10 trucchi per fare soldi con Internet”? Non la prendere come una provocazione, non lo è, mi piacerebbe conoscere l’eseprienza di un vero esperto di IM.

  2. imimaster says:

    Si’, il 90% dei soldi che guadagno online li guadagno fuori dal settore “ti insegno a guadagnare online”.

    Come ho scritto nell’articolo, vorrei tanto trovare un sistema per insegnare a crearsi un reddito online facilmente, ma finora non ho trovato sistemi veramente facili.

    C’e’ anche da fare un discorso di soldi: io vorrei creare un prodotto alla portata di tutti, secondo me 100 o piu’ euro al mese per un subscription se li possono permettere una minoranza di italiani.

    A me piacerebbe dare la possibilita’ alle migliaia di studenti, disoccupati, mamme senza lavoro e pensionati di guadagnare un reddito online. Ma ogni volta che provo a fare i conti di marketing viene fuori che non ci posso stare dentro perche’ il marketing e’ troppo costoso e drogato infatti da tanti, troppi pirla che spendono senza avere idea per vendere i soliti quattro infoprodotti.

    Quindi, per esempio, non so se mai usciro’ con un altro infprodotto (dopo Affiliazione Vincente) dedicato a “guadagnare online”. Sicuramente pero’ voglio incrementare la mia ricerca di pepite perche’ a quello che ho scritto ci credo veramente.

    Grazie per il feedback cosi’ rapido. Ma non sei in vacanza come tutti gli italiani?

    Marco

  3. Stefan Des says:

    Ciao Marco e complimenti per la tua schiettezza.
    Voglio fare delle considerazioni e sarei felice di sapere cosa ne pensi.

    La nicchia del “Guadagno online ” secondo me è uguale a qualsiasi altra nicchia,ha il suo mercato,e il suo sviluppo può far nascere e crescere tutte le altre nicchie di mercato ancora vergini o poco sviluppate.Forse è proprio questo il motivo che spinge la gente a concentrarsi su questa nicchia.

    Al giorno d’oggi,come hai detto tu è meno difficile guadagnare online facendo leva sulle proprie passioni o sulle nostre esperienze che abbiamo maturato nel corso della vita,ma per il semplice motivo che non esiste un mercato paragonabile a quello offline,dove il 90% delle nicchie hanno sviluppato un mercato e ad hanno anche una nutrita concorrenza.

    Gli italiani preferiscono guardare video su Youtube o chattare su Facebook,e non riescono a vedere la rete come una fonte di business o un incremento del proprio business offline.

    Poi ci sono le aziende che pensano di essere all’avanguardia perchè hanno un sito internet,che rappresenta per loro un posto dove inserire il numero di telefono e la loro email.

    Secondo me lo sviluppo del mercato online farà il suo salto quando televisione e radio inizieranno a parlarne spesso,causa il monopolio di questi mass media in Italia.

    Prendo come caso di studio il fenomeno Facebook,che è diventato la moda dello scorso anno ed ha avuto quei milioni di iscritti ,secondo me,quando i telegiornali hanno iniziato a parlarne,attirando l’attenzione di molte persone.

    Non penso che se i media non ne avessero parlato così spesso,così tanti italiani si sarebbero iscritti a questo SN.

    Il mercato online sicuramente avrebbe un target diverso e più ristretto a quello che può colpire un Social,ma cosa succederebbe se i telegiornali cominciassero a parlare di web marketing e di guadagno online?

    Scusa per la lunghezza del commento,diciamo che mi sono voluto sfogare un pò…

    Ancora complimenti

    Stefan Des

  4. Marco says:

    Complimenti e piacere Marco

    il tuo modo di scrivere,la tua competenza e soprattutto quello che scrivi
    mi piace moltissimo. Penso ci vorrebbe qualche “guru” in più come te:

    Non pensar male, non sono un “complimentini”…

    Ottimo articolo,concordo pienamente sul sull’esempio che hai fatto dei “pesci rossi”,se sei un patito di ping pong scovi ogni notizia legata a quello sport,viceversa…
    Comunque il problema resta.

    Anch’io sono convinto che tanta gente appassionata e capace,in settori infiniti,possa realizzare prodotti interessantissimi ma,come tu hai scritto,se anche nelle grandi librerie l’offerta,su certi argomenti,è così ristretta
    non sarà perché non c’è una domanda?

    La mia è solo una riflessione anche se resto convinto che questo possa essere il vero sviluppo degli infoprodotti.

    Io gestisco alcuni piccoli siti e ti assicuro che pagherei per promuovere infoprodotti in senso lato… 😉

    Ciao ,grazie e continua così.

  5. imimaster says:

    Stefan, sono totalmente d’accordo con te. L’idea di guadagnare online e’ sconosciuto ai piu’. Ma, credimi, non solo in Italia, ma anche negli USA.

    Parlavo con un infomarketer a Dallas (Pat O’Bryan) e gli chiedevo che dimensioni avesse, secondo lui la nicchia del “guadagno online” negli USA. Mi ha risposto unendo indice e pollice a indicare “minuscola”.

    Non credo che Pat sia un oracolo, e’ uno che ha fatto un po’ di fortuna online perche’ obiettivamente, il mercato in ilngua inglese e’ gigantesco, non so che fortuna potrebbe fare qui in italia. Ma rimane che la sua sensazione, di addetto ai lavori, e’ che anche negli USA il mercato del guadagno online sia un mercato minuscolo.

    Per quanto riguarda la domanda di Marco, credo che in questo caso – ma e’ una sensazione, non ho dati – la domanda sia superiore all’offerta. Ovvero che siano proprio gli imprenditori a essere miopi. Per la mia esperienza ventennale con le aziende italiane ti posso dire che generalmente e’ pieno di gente che NON sa il fatto suo.

    Quindi rimango dell’idea che ci siano opportunita’ sui pesci rossi e il ping pong. Piu’ che sul “guadagna online”

  6. Mark says:

    Ciao,bell’articolo non c’è che dire,non ho mai letto nulla di simile,ma è sempre stato un dubbio che ho anchio.
    Oltre ad essere un buon consumatore di prodotti online e offline(infoprodotti,libri,videocorsi ecc.) mi piace anche il marketing.

    2 i dubbi principali che ho sempre avuto:
    -ma fare marketing è qualcosa di etico? mi spiego,lo si fa per “forzare” qualcun altro a comprare qualcosa (stile venditore insistente) e poi quest’ultimo magari non avrà un grandissimo beneficio reale,che però sarà in parte attenuato dal fatto che ormai l’ha comprato e quindi si autoconvince che può servirgli (oppure quello che diceva cialdini nel suo lIbro)

    L’Altro dubbio:

    -ma la maggior parte dei marketer guadagna spiegando come si fa a guadagnare online oppure a essere felici ecc. ecc. ?
    Chi mi assicura che non siano solo tante belle parole e poi concretamente viene fuori poco? Come si fa a vendere le pepite x intenderci?

    Dubbi non da poco,che mi hanno sempre frenato nel fare qualcosa online.
    Ho passato tempo ad informarmi,a chiedere pareri ed ora provo a dare la mia risposta ai 2 quesiti sopra,aspettando il vostro parere sulla vicenda.

    Dubbio1:
    Il marketing può essere etico,dipende da “chi” fa marketing. IlMarketing è solo uno strumento e come tutti gli strumenti può essere utilizzato in maniera giusta o sbagliata.
    Anche il coltello è uno strumento,ci posso ammazzare qualcuno e fare qlcosa di sbagliato oppure affettarci il salame e mangiare e sopravvivere.
    La cosa importante secondo me è dare valore aggiunto alle altre persone,identificare dei bisogni e tentare di risolverli,dare delle alternative.
    Che scriva un articolo,crei un infoprodotto,venda qualcosa poco importa,se quello che dò è di valore e sento che gli altri ne trarranno beneficio,sto facendo qualcosa di etico e il marketing serve ad aumentare il valore percepito di un prodotto per far si che la gente lo compri e possa fruire del suo valore reale.
    Quindi il marketing è giusto quando cè valore reale+valore percepito=prodotto buono.

    Personalmente ho comprato infoprodotti che valevano svariate decine di euro e non ne valevano neanche uno,ma erano ben publicizzati.
    In quel caso il valore reale era assente e quindi il fruitore non aveva vantaggi concreti nell’acquistare quel prodotto.
    L’incazzatura era forte,anche perchè molti infoprodotti del genere sono scritti molto bene ma contengono molte astrazioni e poche cose concrete
    In questo caso cè solo il valore percepito e non quello reale ed il marketing fatto così,per me non è etico e neanche giusto.

    Dubbio2:
    è giusto publicizzare come si deve e utilizzare tutte le tecniche per far acquistare un prodotto/informazione/altro che vale che sia di guadagno o di caccia e pesca.

    Pensiamoci bene.Se ci piace un/a ragazzo/a faremo di tutto per apparirgli brillanti(anche qui si tratta di una vendita,ci si vende sempre in un modo o nell’altro in ogni ambito della ns. vita ),non gli andremo certo a raccontare tutti i guai della nostra vita al primo appuntamento altrimenti scapperà.
    In questo caso è giusto presentarci al meglio e aumentare il nostro valore percepito in maniera tale che possa poi scoprire il nostro valore reale.Se poi col tempo il ns. valore reale non combacerà col suo,pazienza,avrà fatto un’esperienza in più che l’avrà arricchita.

    Quindi,secondo me,fare marketing è identificare bisogni e soddisfarli,Nulla di più.

    Viene da sè che nel momento che ho soddisfatto dei bisogni il prodotto un minimo di valore lo doveva avere.
    Il problema secondo me è che molte persone pensano prima a quanto guadagnare e poi a quale prodotto vendere e sono quelli dell’arricchimento facile o a tutti i costi che rovinano un pò la piazza (imho naturalmente).
    Per creare delle cose importanti ci vuole impegno e dedizione,caratteristiche comunemente considerate brutte e noiose,che diventano bellissime o la propia ragione di vita nel momento in cui quello che si fa piace o è la propia passione.

    Un buon marketer dovrebbe prima di tutto immergersi nelle sue passioni (guadagno online,pesca,calcio ,quello che vuole ecc.) e successivamente pensare alle tecniche di promozione e marketing (che riripeto considero ottime e fondamentali perchè danno modo alla gente di conoscere qualcosa che è in grado di soddisfare un loro bisogno,considero deleterie nel momento in cui con determinate tecniche si vendono “scatole vuote”),il guadagno dovrebbe essere una conseguenza del valore aggiunto che dà al resto del mondo, non il primo anello della catena.

    Concludendo,secondo me si vendono pepite nel momento in cui la persona che acquista trae un vantaggio.

    Grazie Marco per l’ottimo spunto di riflessione,mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu che stai da tempo in quest’ambito.

    Ciao,
    Marco

  7. imimaster says:

    Wow, mi fa piacere che quest’articolo scateni il dibattito. Sulle tue riflessioni relative al marketing sono daccordo, senno non avrei potuto fare questo mestiere (appunto, il marketer) per 19 anni. Detto questo, ci sono stati periodi della mia vita – quando ero impiegato in agenzie di pubblicita’ – che ho fatto marketing anche in modo non etico, perche’ dovevo portare a casa la pagnotta.

    Direi che la pagnotta e’ l’elemento critico, sempre.

    Per esempio, nel modello di business – se cosi’ si puo’ chiamare visto che genera quattro lire – di Internet Money Italia. E’ basato sulle affiliazioni, ma vuole essere una rivista. E quindi da un lato voglio dire la verita’, dall’altro voglio che i prodotti di cui parlo vengano acquistati con il mio link affiliato.

    La soluzione che ho trovato e’ parlare solo dei prodotti che mi piacciono e che mi sento di consigliare, pero’ in questo modo non faccio un servizio completo. Non recensisco i prodotti di cui dovrei dire che fanno schifo perche’ non mi porterebbe alcun vantaggio. O magari si’, ma intangibile e incalcolabile.

    Pero’ io VOGLIO FARLO, voglio dirvi quali sono le bufale. Ma questo richiede tempo e fatica e devo portare a casa la pagnotta.

    Ho deciso un mese fa di essere costante con Internet Money Italia anche se non mi portera’ mai dei soldi significativi perche’ mi piace scrivere e ricevere feedback da voi, perche’ questo “mi rappresenta”. Pero’ e’ una scelta NON per i soldi.

    Sul tuo secondo punto, mi sono un po’ perso, onestamente. Ma vale quello che ho scritto nell’articolo.

    Come vedi, c’e’ sempre un compromesso.

  8. Davide says:

    Grande Marco! con la tua autorevolezza in campo internet money, comprerei da te anche un ebook dal titolo “milionario in 2 minuti”. Credi davvero che creare e vendere un infoprodotto negli USA sia una reale opportunità? Ci sto pensando da tempo ma sono molto perplesso. In italia non si sente molto parlare di questo tema (esclusi i soliti “guadagna con clickbank ecc.).
    grazie

  9. Bira says:

    Ciao Marco e grazie per le tue considerazioni.

    Paradossalmente il primo corso che consiglierei di acquistare a chi è alle prime armi è… un bel corso di inglese.

    Per poi leggere direttamente i forum di IM in lingua inglese, fare domande, proporsi per eventuali lavoretti di outsourcing (e fare a gomitate con i giovani orientali per cui 10$ al giorno è un bel prendere;)

    Perchè i guru italiani non hanno fatto che questo: imparato dagli anglofoni e localizzato nel bel paese. Qualcuno in modo corretto e onesto, adeguando operativamente le strategie al contesto italiano (conscio dei limiti che la realtà italiana implica), altri riproponendo tecniche che funzionano negli States ma anche li, devi saperci fare o vai in perdita (Adwords docet)

    Quindi io suggerisco una sola cosa: “cut the middlemen”.

    Poi davvero, di metodi piu facili del solito crea-un-blog-promuovi-le-affiliazioni ce ne sono e più di quanti.

    Mal che vada s’impara come fare una ricerca per le parole chiave, come posizionare il proprio blog su Google, quali sono gli accorgimenti stilistici da seguire scrivendo una pagina di vendita. Giusto per rendere un po piu competitivo il proprio blogghino ed essere guru di se stessi.

    E magari fatelo in inglese sto blog così al limite lo rivendete (in gergo, SiteFlipping)

    Mi pare che in Italia l’IM funzioni bene per chi affianca la propria attività quotidiana con le potenzialità del web, acquisendo clienti online, tenendo consulenze vie skype, promuovendo i propri seminari, sviluppando infoprodotti di nicchia anche costosi che seguono la filosofia del “è piu facile vendere un prodotto da 99 euro che 10 prodotti da 10 euro (e 100 da 1 euro)”.

    Qualche esempio in cui sono incappato?
    http://www.abundantia.com
    http://www.emofreeitalia.com
    http://www.quantumedicine.com
    http://www.blogseduzione.com

    Se cercate tra gli annunci di adwords per nicchie come seduzione o miglioramento personale ne trovate sicuramente altri.

    Non saranno pesci rossi nè ping pong: eppur ci sono e guadagnano nella porta accanto alla nostra.

    Ciao a tutti
    Bira

    • imimaster says:

      Mi piace in particolare blogseduzione.com mentre gli altri mi sembra difficile che guadagnino (ma su Internet tutto e’ possibile).

      Il mercato della seduzione l’ho studiato due anni fa, valutando che c’era trippa per gatti ma a costi Adwords piuttosto elevati (tipo 5-7000 euro al mese per un profitto di 2-3000). Con un infoprodotto a costo basso (47-67). Ho valutato che il gioco non valesse la candela, ma ora il mercato e’ migliorato (ma anche la concorrenza).
      Rimango del parere che – avendo lanciato anni fa la societa’ di maggior successo nel mercato della formazione personale – non metterei su un business basato su seminari live, ma su infoprodotti. E’ troppo difficile, secondo me, “riempire le sedie”. Non dimentichiamo che uno degli internet marketer americani di maggior successo fa 20 milioni di dollari con un business sulla seduzione.

  10. lorenzo says:

    Ciao Marco,

    certo hai scatenato un bel vespaio…… ma ci voleva proprio….. concordo appieno sul fatto che anche nell’IM ci vuole etica, ma al di là del guadagnare “la pagnotta” ci sono le persone, io credo che alla fine “l’abito faccia il monaco”, nel senso come è la persona nella vita reale, così sarà il marketer, ammesso e non concesso che si riesca a divenire tale. La realtà è che tutti siamo attirati dai facili guadagni, ma non tutti hanno le conoscenze, la passione, il tempo e la voglia di sudare per creare un business online….. CARPE DIEM!!!! Lorenzo C.

  11. michele says:

    mah… io credo sia evidente agli occhi di chiunque non sia “interessato” a promuovere una certa visione, che guadagna quasi esclusivamente chi vende “tende e picconi”. Basta usare lo strumento per le parole chiave di google per capire quali sono le parole più cercate dagli utenti (e più costose per fare adwords) per capire dove si muovono i soldi…
    Se davvero altre ci fossero altre nicchie più profittevoli del “guadagnare online” i soliti noti ci si sarebbero buttati a pesce.
    L’unica altra nicchia realmente profittevole è quella del miglioramento personale.
    Marco se fosse vera la tua affermazione
    “Si’, il 90% dei soldi che guadagno online li guadagno fuori dal settore “ti insegno a guadagnare online”. ”
    non dovresti avere problemi a svelarci quali sono i settori dove fai questo tuo 90% di guadagni.

    michele

  12. Davide says:

    Torno con la mia domanda di qualche commento sopra guardandola da un altro punto di vista.
    E se invece di importare sempre dagli USA e adattare al mercato italiano non facessi il contrario, ovvero creare infoprodotti su temi su cui in Italia c’è molta informazione mentre manca negli USA?
    Un esempio banale per spiegarmi è la cucina Italiana . Un ebook tipo “100 Italian spaghetti secrets”, naturalmente facendo leva sul fatto che è scritto da un vero cuoco italiano ecc. ecc.
    Che ne pensate?

    • Orazio says:

      Non so’se crederci.

    • Roberto says:

      La cucina tira molto e non sarebbe una cattiva idea, hai fatto ricerche e constatato che esiste già? Io le idee per gli info-prodotti ne ho ma sto studiando come crearli materialmente e secondo me non è facile con le proprie forze per quanta conoscenza tu abbia, metterli in campo. Ecco, ci voglio informazioni o meglio video-informazioni di come si fanno realmente le cose senza dare per scontato che chi naviga sulla rete o usa il pc sia un conoscitore completo o ne sia veramente capace. Ho dato qualche chicca ma queste lacune le ho constatate sia su di me che anche con i tecnici che si vantano di esserlo e guadagnano off-line con riparazioni, formattazioni e creazioni di siti (morti) . Io sono novello in questo settore e già anni fa notavo sul web la mancanza di informazioni. Buona a tutti. Grazie Marco per le tue mail.

  13. imimaster says:

    Certo che ho problemi a svelartelo, caro Michele.

    Sono nicchie in cui sono praticamente solo, non ho interesse a raccontarle. Io amo divulgare le possibilita’ di guadagnare online, ma non amo certo divulgare i business dove io personalmente guadagno.

    Non lo fanno volentieri neanche gli americani dove le potenzialita’ di mercato sono 1000 volte le nostre, figuriamoci se lo faccio io…

    E confermo quello che ho detto nell’articolo: la vera miniera d’oro in Italia non e’ “insegnare a guadagnare online”, ma fare infoprodotti nelle centinaia di aree scoperte da offerta, ma non certo da richiesta.

    Ti posso assicurare che i “soliti noti” non ci sono sull’Internet Money. Oltre a 10 persone (forse neanche) che sono dei professionisti e diciamo un’altra 20na che se la cavano, tutte le centinaia di altri ci provano senza nemmeno capire bene come funziona.

    Quindi lo spazio per offerte di qualita’ ci sarebbe anche sul guadagno online, solo che i veri potenziali clienti sono proprio 4 gatti.

    Meglio fare un infoprodotto sul Texas hold’em (ma non puoi fare Adwords), sui cavalli o sulla gestione di un divorzio (tanto per dire le prime 3 che mi sono venute in testa).

    Bisogna cercarla? Certo! Ma visto che sai come usare google.it/keywords puoi sbatterti a trovare le nicchie. I metodi per cercare ci sono, magari un giorno ci scrivo un articolo.

  14. imimaster says:

    “100 Italian spaghetti secrets” puo’ avere il suo mercato, anche se le ricette non sono un ottimo mercato per gli infoprodotti. E comunque non e’ detto che ricette originali italiane piacciano veramente agli americani.

    Il fatto e’ che informazioni che noi conosciamo bene e gli americani (e chi parla inglese piu’ generalmente) no e vorrebbero non sono mica tante.

    Cioe’ saper scegliere gli occhiali da sole giusti o le scarpe di classe non e’ che sia un mercato con tutte queste ricerche.

    Guide turistiche? Grossissima concorrenza.

    Vi butto qui un titolo di ebook che potrebbe funzionare: “Lean How to Enjoy Life Like an Italian”. Che potrebbe diventare anche una serie (“Learn How to Pick Up Women like an Italian”, “Learn How to Dress Up like an Italian”)

    🙂

  15. Matteo says:

    Accidenti! Mi sono assentato alcuni giorni, sperando di trovare al rientro una risposta al commento ed invece trovo addirittura un bell’articolo corredato da numerosi commenti… Grazie innanzitutto! 🙂

    Devo dire che hai risposto in maniera completa ed hai centrato perfettamente il punto. Il succo del discorso, porta quindi ad affermare che è possibile creare un business partendo dalle proprie passioni, anche se sono “estranee” alla nicchia del guadagnare online (anzi, forse è addirittura meglio). Mi fido di quanto hai scritto, ok? 😉

    Fin qui niente di nuovo quindi. In fondo è ciò che voi IM ci dite sin dagli inizi. La mia voleva essere solo una domanda di conferma, visto che i tuoi pareri e le tue risposte mi sembrano oneste e non influenzate, e poi -per mia natura- preferisco sempre sentire più di una “campana” (passami il proverbio).

    Per quanto riguarda il tuo obiettivo, devo dire che è in sintonia con il mio e (credo) con quello di molti che ti seguono. Con una piccola differenza: non si deve necessariamente ideare un metodo super semplice. Penso che molti sarebbero disposti a sacrificare qualche risparmio, molte ore di tempo se solo sapessero di avere buone possibilità di riuscire. Anche compiendo sacrifici importanti.

    Tutto ciò non tanto per diventare ricchi ma forse per essere liberi e poter magari curare maggiormente i propri interessi o i rapporti con i propri cari (che magari dopo 12 ore di lavoro non sono proprio idilliaci).

    Attenzione: NON parlo di avere certezze, ma soltanto buone possibilità…L’imprenditore -in fondo- non è tanto colui che fa impresa, ma COLUI CHE SPOSA IL RISCHIO. Però appunto capisci che se uno si “butta” a capofitto in questo business, togliendo spazio ad amici, mogli, amanti, sport, ecc e dopo 2 anni passati tra notti insonni, risparmi spesi in decine di ebook e vende 2 copie del suo prodotto, non è proprio il massimo…

    Forse è questo uno dei timori che serpeggia tra noi che siamo di “qua”…

    E’ anche vero che se non si prova, non si ottiene nulla nella vita… Si resta nella “ruota del criceto”, no? Quindi -personalmente- mi fido di te e provo a studiare un po’ la nicchia che da tempo ho puntato. 🙂

    A tal proposito, e leggendo anche nei commenti che copri da solo alcuni settori, se fossi a corto di idee (ne dubito), accetti un’altra domanda-articolo? 🙂

    “Ho scovato un piccolo giacimento di pepite (nicchia), ma vi è un altro cercatore (concorrente). E’ vecchio e poco competitivo (ha scritto un libro, ma niente infoprodotti & co.), che faccio? Cerco con lui (JV)? Cerco le pepite senza farmi influenzare (vado per la mia strada)? Tento di affogarlo nel fiume (concorrenza spietata)?”

    A te l’ardua risposta! 🙂

    PS l’ultima potevo risparmiarla forse… 😉

  16. imimaster says:

    Molto interessante il tuo punto di vista, a cui non avevo pensato. Quindi non un metodo supersemplice perche’ chi vuole cambiare la propria vita in meglio e’ disposto anche a studiare e farsi il culo. Ma deve avere in cambio dei risultati.
    Ottimo spunto, ci riflettero’.

    Per quanto riguarda l’ultima domanda:
    Se e’ forte e’ figo allora JV, altrimenti , affogalo senza pieta’. 🙂

  17. Paola says:

    Ciao Marco,
    mi sono interessata ultimamente alla possibilità di utilizzare il web per guadagnare online. lLidea che mi sono fatta è che gli infoprodotti e le affiliazioni non permettono di lavorare una volta/guadagnare per sempre e che comunque in italia non sono una via praticabile per fare i soldi a palanche.

    Perciò mi sono orientata sull’offrire un servizio web 2.0 GRATIS e cercare di guadagnare con la pubblicità e gli sponsor.

    La domanda che volevo farti è: quante visite alla settimana sono necessarie, secondo la tua esperienza, per creare un business di 20/30 mila euro al mese?

    Per ora il mio sito viaggia sulle 25 000 visite alla settimana, ma non riesco a guadagnare abbastanza.

    Ciao e Grazie,
    Paola

  18. Paola says:

    “Non ho mai intrapreso iniziative commerciali con lo scopo di arricchirmi, ma ho scoperto che se mi diverto e provo piacere in ciò che faccio, il denaro arriva. ”
    Sir Richard Branson

    Secondo me il motivo per cui molti progetti online – come i fuochi d’artificio il 15 di agosto – hanno vita breve, è che si focalizzano troppo sui soldi
    senza fare chiarezza sul VALORE che offrono e sulla loro VISIONE/MISSIONE a lungo termine.
    Cosa ne pensi?

  19. Matteo says:

    Beh personalmente dei sacrifici sarei disposto a farli, a patto di avere un certo livello di certezza, come dicevo poco sopra. Lo trovo un percorso quasi obbligato, soprattutto se parti da zero. Forse sono un caso anomalo 🙂

    Cmq sia, non vuol certo dire che se trovi tale metodo, ti dica: “No, grazie!”. Mica sono scemo 😛 solo che mi sembra -ad oggi, in Italia ed in maniera legale- una cosa dal sapore utopico. Ripeto: opinione strettamente personale.

    Poi forse c’è da considerare anche l’impatto psicologico: trascorso l’effetto “novità”, quanto mordente ci sarebbe nel seguire un “sistema” che mi tenga occupato 15 minuti al gg e mi frutti come uno stipendo? C’è chi si accontenterebbe a vita, chi dopo un po’ cercherebbe altri stimoli… Dipende.

    Personalmente, vista anche la mia formazione, preferirei capire i “meccanismi” di una macchina, studiarla quanto necessario e poi avviarla. E dopo averla vista funzionare, cercare di sfruttarla al massimo delle possibilità. Vuoi mettere la soddisfazione? 😉

  20. imimaster says:

    Cara Paola, secondo me l’idea che ti sei fatta e’ sbagliata. Creando business (magari piu’ d’uno) basati su infoprodotti puoi raggiungere invece proprio l’obiettivo di “lavorare una volta e guadagnare per sempre”. Io lo faccio. Facile no, ma possibile senza dubbio si’. E c’e’ chi guadagna molto piu’ di me.

    Il modello di business che hai scelto non mi piace per niente. Dipendere dal traffico e dalla pubblicita’ e’ assolutamente inefficiente. Le spese pubblicitarie online, pur in crescita, sono veramente minuscole in Italia e decisamente cicliche. Solo a pensare di trovare gli sponsor mi verrebbe male. Se a te piace, va bene, per carita’. Ma e’ inefficiente.

    Facciamo due conti. Diciamo che guadagni un CPM di 25 euro. Se hai 25.000 visitatori alla settimana sono 625 euro alla settimana, lordi. Ma secondo me guadagni molto meno. Magari puoi vendere qualche baner mensile ma sono sempre pochi soldi e tanto sbattimento.

    Per fare i 25.000/30.000 euro che desideri dovresti avere almeno 15 volte il traffico. Magari nel settore che hai scelto non e’ neanche possibile (25,000 alla settimana non sono pochi).

    I conti sono questi, anche essendo ottimisti non e’ un business che ti possa portare i soldi che vuoi. Gekissimo, il sito che guadagna di piu’ da Adsense in Italia guadgna meno di 10.000 euro e dubito fortemente che potrai avere il traffico di Gekissimo.

    Ti consiglio di ripensare al modo di guadagnare online. Secondo me hai preso un abbaglio.

  21. Davide says:

    Marco, starai pensando che questo articolo è diventato un forum!
    Ok io approfitto finchè il “guru” è ben disposto 🙂
    La storia che per creare un infoprodotto devi essere competente ed appassionato di quell’argomento, secondo me è limitante e non sempre vero. La vera passione e competenza che serve è verso il marketing, per il resto le informazioni si trovano e creano in molti modi . Non credo che tu Marco sia competente in tutte le nicchie in cui lavori. Dico bene?
    Seconda domanda (prometto che è l’ultima :-:) ) : diciamo che ho trovato una nicchia per cui potrei creare un ebook del tipo “how to”. C’è poca concorrenza ma il volume di ricerca per le parole chiave non so se sia buona o meno, circa 500 ricerche al mese, di una keyphrase molto specifica.
    Credi sia un buon volume di ricerca ?
    Grazie

  22. imimaster says:

    Ottimo suggerimento Davide! La mia risposta (e tutte le mie risposte) le trovate qui:

    http://internetmoneyitalia.ning.com/forum/topics/ma-allora-qui-guadagnano-solo

  23. michele says:

    mi dispiace marco ma non ti credo. Se fosse vero non avresti problemi a dire quali sono queste nicchie perchè uno non si inventa “esperto” di un certo campo (sopratutto se molto particolare) da un giorno all’altro. E’ la classica tecnica di marketing che fa leva su fantomatici “segreti” di cui sono in possesso solo pochi iniziati. Anche io ho le mie nicchie ma non avrei assolutamente problemi a raccontare quali sono dal momento che per avere successo in queste nicchie è necessario avere competenze tecniche (e di marketing) che hanno in pochi.

  24. imimaster says:

    La mia risposta (e tutte le mie risposte) le trovate qui:

    http://internetmoneyitalia.ning.com/forum/topics/ma-allora-qui-guadagnano-solo

  25. Mary says:

    Ciao Marco,
    ti ringrazio dell’articolo e di questa opportunità di palesare con 2 parole il mio pensiero in merito:).

    Innanzitutto, devo dire che da un paio di mesi ho dato vita a questo blog,
    và da sè che se non ci si butta non si può pensare a migliorarsi e così si parte,
    nato con l’idea di essere un giornale in cui alla stregua di facebook, ci si può trovare virtualmente per scambiarsi opinioni e informazioni in modo gratuito,
    quindi Marco ci unisce lo stesso pensiero di fondo.

    “Buttati nel’IM con l’unico scopo di guadagnare e il tuo business ne soffrirà, non avendo radici semplicemente si seccherà! ”

    Ho iniziato qualche affiliazione e conto di preparare al più presto un mio infoprodotto …Utile,
    ma mi sono pure intestardita nel buttare un’occhio su come avere visibilità senza dar di matto con lo SEO e senza campagne Adwords a pagamento.

    Al momento vedo i social network, forum (come questo), poi abbiamo le ricerche di mercato con Google Analitycs ecc…. sì, insomma devo dar ragione a chi ha detto che senza conoscenza non si và lontano;
    detto ciò deduco che online, la fretta è una pessima consigliera come lo è offline.

    Quindi consiglio di valutare se le pepite son vere pepite o se il materialismo si è fatto breccia nel tuo cuore e quindi la tua corsa all’oro sarà frustrante e sempre insoddisfacente!

    Buona riflessione!
    Mary.

    P.S.: Resta il fatto che, se non hai quindi pala e piccone le pepite puoi perdere la speranza di trovarle! 🙂

Scrivi il tuo commento, mi interessa!