La mia verità sul guadagnare online

In questo articolo ti racconto la verità. Vuoi sapere cosa penso realmente dell’Internet Money, cosa ti consiglio e cosa ti sconsiglio di fare e se io personalmente vivo di Internet Money? Dopo 4 anni dal mio teleseminar che ha iniziato l’Internet Money in Italia, ecco come la penso.

9 anni di “come guadagnare online in Italia”

Sono passati oltre 4 anni da quella sera di marzo 2007 in cui ho registrato il teleseminar “The Internet Money Game” che credo tu abbia scaricato (e forse ascoltato). Se non l’hai ancora scaricato, puoi registrarti qui per riceverlo subito gratis.

Ciò che 4 anni fa era qualcosa di mai sentito e rivoluzionario lo è ancora? Per la maggior parte della popolazione italiana credo di si’. Se chiedete a vostra zia o al panettiere se sanno cosa è il dropshipping probabilmente vi guarderanno con occhi palluti.

Tuttavia, qualcuno, forse anche qualche migliaio di italiani, oggi guadagna online con tecniche di Internet Money. Forse non sei tu? E’ probabile.

E’ probabile perchè parliamo ancora di una minoranza, non degli italiani, ma degli italiani che ci hanno provato. Come mai?

Cosa è successo in questi 9 anni? Molto e poco

Apparentemente è successo parecchio. Un buon numero di persone si è buttata a fare, in qualche modo, Internet Money. Un pò di loro hanno anche raggiunto dei bei risultati, parliamo di guadagni a 5 cifre mensili e in qualche caso anche a 6 cifre. E un certo numero di persone (non eserciti) porta a casa uno stipendio guadagnato, come dico sempre, mentre dormono.

Ma per la stragrande maggioranza di quelli che ci hanno provato, penso che i risultati siano stati deludenti. Perchè?

I 7 motivi per cui probabilmente non guadagni su Internet

Ho selezionato 7 elementi che secondo me influenzano il 99% delle persone che provano a guadagnare online, ma non ce la fanno. Leggili e vedi se hanno influenzato anche te.

1. Pensare che sia una cosa poco seria e non un “vero lavoro”

Ho messo questo motivo al primo posto perchè, per moltissimo tempo, anche dopo che guadagnavo un signor stipendio extra online, in modo automatico, io stesso ho commesso questo errore.

Ho considerato il guadagno online come un hobby, un colpo di fortuna, qualcosa che non era serio come il mio lavoro di consulente (ben pagato, ma non è questo il punto).

Ma in questi anni, gli italiani che hanno guadagnato veramente online sono stati tutti imprenditori, persone che hanno creduto in Internet come strumento per creare un business e l’hanno rispettato.

E’ l’unico modo: se pensi sia un giochino avrai i risultati da giochino (o probabilmente nessuno risultato). Pensalo come un business – con i pro e i contro del business, ma con i grandi vantaggi del business online – e avrai risultati da business.

2. Scegliere un modello di business sbagliato

Nel teleseminar del 2007 ho parlato di vari modelli di business per guadagnare online. E ancora oggi, qualcuno mi scrive per chiedermi informazioni su uno o sull’altro modello (due che continuano a solleticare la fantasia sono le affiliazioni e il dropshipping).

Il fatto è che tutti i modelli di business online possono guadagnare qualcosa, ma solo pochi, in Italia, possono guadagnare abbastanza da giustificare il tempo speso.

Per esempio, se metti su un blog e ci metti Adsense puoi guadagnare qualcosa facilmente. Ma quel qualcosa magari rimarrà nelle decine di euro… all’anno, quindi sostanzialmente irrilevante (certo non puoi lasciare il tuo attuale lavoro). Lo stesso si può dire delle affiliazioni: se ti limiti a mettere qualche banner sul tuo blog guadagni meno che a fare le pulizie. A meno che tu non sia un mago di Internet, ma quello è un altro discorso (probabilmente non leggi questo blog).

I metodi che in Italia ho visto usare con successo sono sostanzialmente due: infoprodotti (come produttore o come editore) ed ecommerce, che però è solo marginalmente un business da Internet Money e ha molta più attinenza con il lavoro di negoziante o distributore.

3. Farsi ingannare dal “gratis”

Soprattutto dal traffico gratis, aggiungerei. Chi inizia e, devo dire, anche molti che ci lavorano già da qualche anno, sono fissati con il traffico gratuito. SEO, social marketing, scrivere articoli e tutte le belle cose che ti permettono – forse – di essere nella prima pagina di Google.

E’ possibile, certo. Ci sono anche trucchi per essere in prima pagina in modo gratuito senza essere dei maghi, certo (uno l’ho appena scoperto e sta funzionando abbastanza).
Ma non è alla portata di tutti, certo non dei principianti e non è nemmeno il traffico piu’ efficace che puoi ottenere. Ho scritto un articolo su questo argomento che ti invito a leggere.

Il problema del “gratis” poi si espande a tutto quanto si fa online. Ovvero, avere un modello di business che parte dal “gratis” e… rimane sul “gratis”. Va bene offrire valore o, come si usa dire “alzare la soglia del gratis” dando reale valore gratuito. Ma devi avere ben chiaro tutto il passaggio che farai fare al potenziale cliente, dal gratis al pagare, dal regalare al vendere. Altrimenti rimani prigioniero di questa allucinazione del “gratis” e non ne esci vivo. O almeno non profittevole.

4. Avere poca o nulla conoscenza di marketing

Mi ricordo quando ero piccolo amavo “giocare con il volante”. Avevo un volante di plastica (azzurro chiaro) con una ventosa e lo attaccavo al davanzale della finestra. Poi usavo uno sturacessi (comprato appositamente) come cambio, portavo la sedia vicino al davanzale, facevo “naaaa… naaaa… naaa…” e mi immaginavo che viaggiavo per il mondo con la mia auto. Qualche volta invitavo mia sorella per qualche viaggio e anche mia mamma.

Imitavo i movimenti che vedevo fare da mio papà e in televisione e pensavo che guidare fosse, tutto sommato, muovere un pò il volante e ogni tanto toccare il cambio (chissà perchè poi). Ma non sapevo guidare. Se mi avessero messo in un’automobile vera mi sarei schiantato, anzi, probabilmente non sarei neanche partito (ricordatevi il casino frizione-acceleratore di quando iniziavate a guidare…).

Vedo lo stesso in tante persone che si lanciano a fare “internet marketing”. Imitano quello che vedono (a volte copiano le salesletter di brutto e correggono – male – solo qualcosa) e magari stanno imitando chi, a sua volta, non ha idea di quello che fa.

Qui, signori e signore, non si scappa. Tutto il guadagno online è basato sul marketing.  E’ basato sul capire i meccanismi del marketing in generale e del marketing diretto su Internet in particolare. E’ una conoscenza che va acquisita, altrimenti sarete sempre come turchi alla predica e non guadagnerete niente.

E quando dico marketing non dico cose vaghe, “immagine”… dico portare uno sconosciuto a fidarsi abbastanza di te dall’aprire il portafoglio, estrarre la carta di credito e scrivere i suoi dati online per ricevere magari un file. Ti sembra una cosa facile? No, è difficilissima! Ha i suoi grandi vantaggi, ma è difficilissima.

5. Non capire che lo strumento chiave è l’email

Spesso le cose non sono come appaiono agli occhi di chi non è esperto. Spesso ciò che vedi non è tutta la storia, come la parte emersa dell’iceberg è solo una piccola parte di tutta la massa di ghiaccio. L’elemento chiave dell’Internet marketing che non vedi è l’email marketing.

Tutto ciò che fai con il tuo cliente attuale e potenziale, non avviene – almeno non in prima battuta – sul tuo sito, avviene per email. E’ l’email che sveglia i tuoi clienti dal torpore e li fa andare sulla tua offerta. E’ l’email che comunica il lancio del tuo prodotto. E’ l’email che mantiene la relazione con la tua lista.

Blog, Facebook e social media assortiti sono una cosa carina, magari 4 o 5 persone commentano i tuo stato su Facebook, ma quando scrivi un’email alla tua lista per farli andare su una pagina è tutta un’altra storia.

Potrei dire questo: tutto ciò che fai nell’internet marketing ha l’obiettivo di permetterti di fare email marketing

Chiaramente devi sapere come gestire i mailing, come scrivere le emai, come usare lo strumento. Ma E’ lo strumento dell’Internet marketing. Solo che il principiante non lo vede e non lo considera. (Hai sul tuo sito un form per raccogliere lead e inserirli in una mailing list?)

6. Facebook

Facebook è insieme una grande sventura e una grande benedizione per l’internet marketer principiante.

La grande sventura è che è cosi’ semplice usare Facebook per contattare gente che si pensa che l’Internet marketing sia tutto qui. Ovvero sia nello scrivere qualche annuncio pubblicitario palese e banale sulla propria bacheca, spammare senza pietà tutti gli “amici” che è possibile e invitare a un evento a Canicatti’ chi abita a Trento. E’ vero, è facile, ma non è marketing e non serve a niente.

Facebook e i social media in generale comunicano il falso messaggio che non serva piu’ il marketing e che tutto stia nel “connettersi” con gli amici sociali e, visto che “il passaparola è lo strumento piu’ potente che ci sia” il gioco è fatto e tutti compreranno in allegria. Ho letto recentemente una statistica che, quando una persona deve acquistare qualcosa, tra le possibilità di acquisire informazioni la richiesta di consigli agli amici dei social media è all’ultimo posto con una percentuale irrilevante (ben inferiore al sito dell’azienda).

La grande benedizione di Facebook è che comunque –  specie in Italia che credo sia al terzo posto come penetrazione e uso – qui il traffico c’è, ottimo e abbondante e persino segmentato geograficamente (su Adwords non riesci a farlo bene) e per interessi (qui è un pò grezza ma meglio che niente). Quindi se sei un internet marketer evoluto (o vuoi diventarlo) Facebook può essere una manna.

Ma non aspettare di diventare ricco perchè hai oggi messo un link affiliato sulla tua bacheca.

Usa i Facebook ads.

7. L’Italia non è l’America

“Ma funzioneranno queste cose in Italia?” era la domanda che posi a un ormai famosissimo Internet marketer italiano 4 anni fa. La sua risposta, molto arguta fu sostanzialmente “Ora vedo”.

E’ possibile portare metodi e strategie che sono nate in un paese con una penetrazione di Internet tripla della nostra (se volete i dati li trovate sul mitico sito Gandalf) con il quintuplo degli abitanti dell’Italia, con l’abitudine a pagare con carta di credito anche il tram e con una abitudine a comprare per corrispondenza vecchia di oltre 150 anni? E’ possibile, ma ci vuole buon senso.

Un lancio di successo di un corso internet in USA fa qualche milione di dollari in una settimana, in Italia qualche decina di migliaia di euro. In USA escono ogni settimana centinaia di nuovi infoprodotti che trovi su Clickbank, in Italia Clickbank nemmeno esiste e in generale, ci sono pochissimi infoprodotti (grande opportunità se vuoi crearli, grande fregatura se hai pensato di vendere infoprodotti in affiliazione).

E poi non è neanche Italia contro USA, ma Italia contro mondo, perchè l’Internet in inglese ha miliardi di persone e quella italiana ha qualche milione, forse.

Cosa significa questo? Che i numeri in Italia sono molto piu’ piccoli e qualche volta cosi’ piccoli che non fanno un business interessante (quindi i business basati su grandi quantità di traffico in Italia hanno difficoltà).

Significa però anche che la concorrenza è molto meno e generalmente anche meno preparata, quindi che emergere in Italia è piu’ facile che sul mercato mondiale o USA.

E questa, tutto sommato, è la bella notizia con cui concludo questo articolo.

Ti sei ritrovato in quest’articolo? E’ stato interessante? Scrivimi il tuo commento.

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53 Responses to La mia verità sul guadagnare online

  1. alessandro says:

    articolo molto.ma molto interessante…

  2. Oliver Dobre says:

    Marco, che dire hai fatto un’analisi che non ha bisogno di aggiungere nulla.
    Complimenti 😉

    • imimaster says:

      Una cosa andrebbe aggiunta: come risolvere questi 7 problemi! C’e’ da pensare.

  3. Io sono uno di quelli che ci guadagna non tanto da diventare milionario ma un signor stipendio come dici tu ma ci ho sputato sopra sangue e lacrime!Per quanto mi riguarda voglio aggiungere una cosa che mi colpisce ancora degli italiani.Quelli che hanno lavorato con me in un corso di coaching o con il dropshipping : quasi la totalità vogliono entrare su internet e sedersi alla cassa.Non appena c’è da lavorare sul serio squagliano come neve al sole.E cosi ragazzi miei soldi non se ne fanno c’è poco da fare.
    Ciao Marco polemico ma efficace davvero!

    • imimaster says:

      Tu Paolo sei della vecchia guardia e potresti insegnare a molti. Ma giustamente ti curi dei tuoi affari! 🙂

  4. Matteo says:

    Uhuh… la sindrome di FaceBook è orrenda

  5. manuel says:

    Ciao Marco, come sempre sei un grandissimo!!!
    Bellissimo articolo.
    Io sono sul punto della consapevolezza dell’i.m. che studia e sa tanto e FINALMENTE sto iniziando ad applicare su di me le cose,
    fino adesso facevo affiliazioni e basta (come dici tu non si riesce a far uno stupendio degno se non si è dei maghi) ora invece sto cambiando con il mio primo infoprodotto!

    Speriamo bene, almeno inizio così imparo!

    Grazie ancora per tutto,
    fortuna ci sono persone come te,

    Con affetto,

    Manuel

    • imimaster says:

      Fortuna che ci sono persone come voi che mi leggono e mi rispondono e mi vogliono bene. Contraccambio.

  6. Aljoscia says:

    Eh c’è poco da dire, gli articoli di Marc osono sempre di ottima qualità e si denota subito tutta l’esperienza che ha in materia.

    Ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente in dicembre a milano ed il suo resoconto non fa una piega…

    • imimaster says:

      Grazie Aljoscia e’ stato un piacere incontrarti in dicembre. Spero che i tuoi business procedano.

  7. creattivo says:

    Fantastico….
    Mi viene in mente un parallelo con il Trading (azioni, futures, forex et similia)…spesso considerato un giochino, un hobby. Non a caso rimane valida la famosa proporzione 90-10, i primi sono quelli che perdono, i secondi quelli che guadagnano.
    In italia c’è uno spazio ancora enorme, in molti settori. Ad esempio nel campo immobiliare, nel quale lavoro, ogni giorno ho la conferma che c’è un gran bisogno di consulenza marketing, anche la più semplice (dal creare annunci, gestire le inserzioni sui portali, realizzare un sito efficace, ecc…). E’ una strada dura perchè spesso ci si confronta con generazioni ancora ai margini del mondo Internet…ma vale la pena provare.
    Un’altra annotazione (che è un pò una mia fissa..) sul mondo dell’Internet Money italiana: già in altre occasioni ho sostenuto che i vari “coach” italiani secondo me hanno un problema di incoerenza tra prodotto-mercato-prezzo. Si propongono ancora corsi o risorse varie a prezzi che l’utente medio interessato ad approfondire questi temi non è disposto a pagare. Insomma con questi corsi “come fare soldi con…” che poi si rivelano l’ennesima ripetizioni di basi di Pnl non ne possiamo più…soprattutto a 2.000 Euro..
    Chi si cimenta nell’ IM non è l’imprenditore avviato (che investe somme in formazione), ma spesso è il disoccupato, il giovanissimo che esplora strade nuove, ecc…
    Mi ricordo un tuo interessante report su di un corso Usa a 49 Euro…
    Ciao Marco e spero di leggerti presto (tuo fan dai tempi di Affiliazione Vincente)

    • imimaster says:

      Molto daccordo con te sul discorso del target di chi vuole guadagnare online. E’ il motivo principale per cui ho smesso di fare il seminario Internet Money a 1500 euro, non ci partecipava chi era il target piu’ adatto perche’ la soglia era troppo alta (e chi invece era gia’ un investitore non trovava quello che cercava). Sono un po’ di anni che mi domando se c’e’ una strada per “democratizzare” la formazione sul guadagno online e avevo anche messo giu’ un progetto, ma poi lasciando l’Italia e venendo negli USA quel progetto non era gestibile da qui. Pero’ continua a essere la mia idea fissa: come faccio a insegnare queste cose a disoccupati, giovanissimi, mamme e pensionati che non hanno 2000 euro da spendere per un seminario, ma neanche 100 al mese secondo me? Non ho ancora trovato la risposta che mi soddisfi.

  8. Nico says:

    Ciao Marco, anche questa volta hai fatto centro, anzi……….7 centri

    Personalmente, quello che mi colpisce di più nell’Internet Marketing é proprio la mancanza del senso del Marketing che ho percepito nella stragrande maggioranza delle attività online di noi italiani. E questa sensazione si é fatta sempre più spazio dentro me da quando mi sono trasferito a Londra con lo scopo di perfezionare il mio inglese.

    Sono finito a lavorare in un ristorante dove neanche a farlo apposta si fanno meeting periodici dove ci viene spiegato come presentare in un modo convincente un piatto, un vino, come approcciare il cliente, per solleticare le sue emozioni.
    E tutto questo per migliorare le vendite dei prodotti. Ma qui mi sembra sia la regola per ogni “business” che ha a che fare con potenziali clienti.

    Scusa se é poco, ma questo mi sembra “Marketing”.

    Ho deciso allora di saperne molto di più sull’internet marketing in particolare e mi sono iscritto al “the six figure mentors” perchè pare siano tra i migliori (loro dicono di essere “i migliori”) in questo settore.

    E fino ad ora le aspettative non sono andate deluse 🙂
    C’é una valanga di materiale da analizzare, incontri dal vivo da parteciparci etc. Vedremo come si evolveranno le cose nel futuro (spero bene).

    P.S. É incredibile l’uso che fanno della carta di credito!

    Spero di non essere andato off-topic Marco, anzi bacchettami pure se l’ho fatto; anzi, mi piacerebbe avere un riscontro o smentita da Te su questa mia sensazione.

    A presto
    Nico

    • imimaster says:

      No, per niente off-topic, anzi molto interessante la tua percezione che nei paesi anglosassoni il marketing e’ una componente naturale del business anche a livello relativamente basso come puo’ essere un ristorante. Cio’ che descrivi sembra fantascienza non solo per la maggior parte dei ristoranti italiani, ma anche per la maggior parte delle piccole e medie imprese italiane! Non conosco il programma a cui sei iscritto, ma se funziona per te va bene. C’e’ cosi’ tanto in inglese e moltissimo materiale valido. Ti consiglio di frequentare il Warrior Forum, se non lo fai gia’, perche’ ci trovi veramente informazioni e persone interessanti e utili.

  9. Umberto says:

    Io mi riconosco specialmente nel punto 3, soffro di una sindrome del “gratis” piuttosto preoccupante.
    La cosa strana è che comunque acquisto diversi prodotti (a pagamento) da altri marketer, eppure per quanto riguarda la pubblicità e il traffico al mio blog non riesco ancora a fidarmi di Adwords o di altri pay per click.
    Da un lato mi rendo conto che è una debolezza da eliminare, ma da un altro lato sono convinto che si possa ottenere molto traffico (intendo migliaia di persone) utilizzando SEO e altri sistemi gratuiti.
    Ad ogni modo Marco complimenti per questo articolo tanto chiaro quanto estremamente corposo.

    • imimaster says:

      Umberto, in inglese si dice “the proof is in the pudding”, ovvero non basta che tu sia convinto di poter ottenere tanto traffico gratuito: se non lo generi significa che le tue aspettative sono eccessive o la tua competenza non e’ sufficiente. Analogamente, non e’ che devi fidarti o non fidarti del traffico a pagamento, devi fare i tuoi conti e far funzionare il discorso. Non c’e’ niente di emotivo o razionale, sono solo conti: se per acquisire un cliente devi spendere 30 euro e guadagni 40 euro allora puoi pagare il traffico, se ne guadagni 20 no.

  10. Ciao Marco! Ho sequito il tuo teleseminaro “The Internet Money Game” e trovo che sei un grande specialista in materia,e visto che io sono ancora alle “prime arme” nel Marketing ti posso dire che i tuoi insegniamenti da allora per me sono dinentati una Bibbia! io sta studiando il Marketing un può in qua in la,sono iscritta a diverse newsletter di alcuni consulenti marketing italiani,ma tutto sommato ,penso che le mie energie li spenderò sul mercato americano! mi piace l’ideea di drophipping e degli infoprodotti .Spero che tutto quelle conoscenze che ho messo da parte in questi 2 anni possono servire la mia passione per Marketing! io lavoro nel settore moda,ho pocchissimo tempo da per internet,ma volere e potere”. Tienici informati ! Grazie per tutto quello che fai per noi ! Sei una persona meravigliosa!

    • imimaster says:

      Grazie Cecilia, ho letto di diverse case history di ragazze e donne appassionate di moda che hanno messo su un business Internet di successo. Il fatto di essere in Italia e occuparti di moda ti da’ un vantaggio per approcciare il mercato mondiale. Trovando il giusto partner con i giusti prodotti c’e’ veramente possibilita’ di mettere su un bel business online.

  11. e….non dimenticare i video!!!!!!!!!!!!!!!!!grazie ancora!A presto Cecilia!

  12. Sabina says:

    Ho trovato molto veritiero quello che hai scritto perchè in alcune frasi rispecchi proprio quello che l’italiano in genere pensa di internet.
    Ci si scandalizza che ci sia alcuni nomi importanti di giovani che riescono a sfornare cifre a 5 zeri ogni mese; sto imparando nel tempo proprio da queste persone dedicando tempo e anche denaro perchè è giusto che si facciano pagare per i loro insegnamenti.
    Internet è una risorsa illimitata e se solo si togliessero un pò di pregiudizi a riguardo darebbe lavoro e passione a tantissime persone. Internet è il contrario della parola crisi che va tanto di moda.

    • imimaster says:

      Sabina non so quanti anni hai, ma se io fossi tra i “ggiovani” non andrei in piazza a manifestare per la scuola o per il posto di lavoro, me ne starei a casa con i miei amici a progettare di fare i soldi con Internet. Se non i ggiovani, chi? Noi cinquantenni?

  13. Ermes says:

    Bello, veramente bello.
    Non penso ci sia polemica in quello che dici (oppure siamo polemici tutt’e due, dipende dai punti di vista 🙂 ): e’ semplicemente la fotografia reale della situazione, senza peli sulla lingua e senza condizionamenti.

    Sono daccordo anche con quello che dice Paolo Orlando: anche io, dopo 3 anni in cui “ho sputato lacrime e sangue” ora sto raccogliendo i frutti dei miei mesi e anni insonni passati a studiare e lavorare per il mio Internet Money.

    Il problema principale (e l’ho visto sia per quanto riguarda i privati sia, soprattutto per quanti riguarda imprenditori e aziende) e’ che e’ stata fatta passare l’idea che Internet risolve TUTTI i problemi in modo immediato e veloce: ho analizzato dei progetti realmente “campati per aria” in cui l’imprenditore che non aveva avuto nessun risultato offline cercava la “bacchetta magica internettiana” per svoltare.

    Internet e’ un “media”, il migliore dal punto di vista investimenti/profitti, ma se l’idea che c’e’ a monte non e’ valida o non c’e’ un reale mercato o pubblico, non c’e’ Cristo che tenga…

    E soprattutto anche online ci sono dei precisi passi e tempi da rispettare, che la maggior parte delle persone non e’ disposta a seguire… Se solo si riuscisse a capire che si potrebbe arrivare realmente alla propria liberta finanziaria programmando e pianificando nel modo giusto le proprie azioni A MEDIO e LUNGO termine.

    Altro aspetto da non sottovalutare e’ la “paura di rischiare e di fallire”… Ma dico io: tutti i processi di apprendimento si sviluppano per prove ed errori! E dagli errori si impara ancora di piu’ che non dai successi!

    Comunque voglio rimarcare un tuo passaggio che secondo me e’ fondamentale:
    “Tutto il guadagno online [ndr: … e offline 🙂 ] e’ basato sul marketing. E’ basato sul capire i meccanismi del marketing in generale e del marketing diretto su Internet in particolare.”

    Amen 🙂

    Ermes

  14. Ciao Marco, che grandi verità dici!!! Sono due anni che io e mia moglie studiamo intensamente l’internet marketing con i grandi marketer italiani (da Italo Cillo nostro primo grande maestro, Tu, Giulio Marsala e tanti altri che continuiamo a seguire con attenzione e grande interesse per non finire mai di imparare), ma nonostante tutto facciamo una grande fatica a mettere in moto un’attività che ci sta dando poche centinaia di euro dopo quasi un anno di grande fatica ed intenso lavoro quotidiano. A volte ci sembra quasi che l’obiettivo sia lì a portata di mano ma noi continuiamo a girargli intorno senza comprendere bene come ottenerlo. Google Adwords, Email Marketing, Social Network (Facebook, twitter, Myspace, ecc…), Video Marketing con YouTube, Viddler… Beh, penso proprio che sforzandoci di seguire tutte le istruzioni dateci da chi insegna tutto questo in rete avremmo già dovuto vedere i nostri bei risultati, ma a quanto pare stiamo commettendo grandi errori di cui non riusciamo da soli a rendercene conto. E pure leggendo e rileggendo questo tuo articolo con attenzione non mi sembra di rivedere le nostre strategie in uno dei 7 errori che citi, però se il successo non arriva bisogna avere l’umiltà di ammettere che non si è fatto tutto ciò che ci è stato insegnato o perlomeno nel modo in cui ci è stato insegnato. Pensa che da almeno 5 anni predico il Droshipping alle aziende per una valida collaborazione commerciale ma mi sembra che in Italia nessuno abbia la cultura necessaria per comprendere il potenziale di questo tipo di attività e quindi ci si va a schiantare contro l’ignoranza profonda del nostro mercato imprenditoriale. Che dire, io andrò avanti comunque e con lo stesso entusiasmo di due anni fa, so per certo che prima o poi il successo arriverà. Grazie per i tuoi grandi consigli da esperto dell’Internet Marketing :-). Un saluto con tanta stima da Gianni Reinero.

    • imimaster says:

      Giovanni, senza sapere ne’ leggere, ne’ scrivere mi domando se sei nel mercato giusto e anzi “se c’e’ un mercato”. Non l’ho citato come problema dell’Internet italiana, perche’ e’ un problema generale di chi vuole guadagnare online: lavorare dove c’e’ il mercato, partendo dal mercato. Questo a volte puo’ andare contro il concetto “guadagna dalle tue passioni”, ma a volte le tue passioni non sono sufficientemente diffuse o non costituiscono un mercato.

    • flavio apollonio says:

      è vero, verissimo.
      Caro Giovanni, anch’io ho avuto modo di sperimentare la insipienza di certe aziende italiane di fronte al commercio mediante internet. Proprio giorni fa ho contattato un’azienda che vende prodotti dimagranti, che in questo momento con l’avvicinarsi dell’estate sono richiestissimi. Per prima cosa riuscire a contattarli via email è stata una vera impresa: non si riusciva ad inviare la lettera, finalmente dopo vari tentativi ci sono riuscito. Dopo parecchi giorni mi hanno risposto cadendo dalle nuvole, chiedendomi loro informazioni a me su come avrei operato; ho risposto spiegando cos’era il drop shipping per filo e per segno, dopodichè non ho più avuto notizie. Queste sono le nostre aziende: e poi pretendiamo di esportare!…
      Ciao
      Flavio

      • imimaster says:

        Ragazzi ma non vi rendete conto che e’ una grandissima opportunita’? Gli “operatori del settore” (nella maggior parte dei settori) vivono nel 1980. E’ come rubare le caramelle a un bambino. Infatti la maggior parte dei miliardari italiani non ha inventato cose nuove, ha semplicemente sfruttato la voragine di opportunita’ che c’era e ha fatto il grano. Meditate su questa cosa.

  15. Cosimo Melle says:

    Personalmente credo che ci siano due lati positivi per noi internet marketer italiani 😉

    – Poca concorrenza realmente preparata.
    – Un mercato, tutto sommato, non ancora saturo.

    E solo uno svantaggio a differenza del mercato inglese:

    – Non si diventa milionari così facilmente. (peccato!)

    Io avrei specificato anche un ultima cosa Marco:

    – L’internet marketing non è solo vendita di infoprodotti!!!

    • imimaster says:

      No certo che non e’ solo vendita di infoprodotti, ma gli infoprodotti – in Italia – hanno il grande vantaggio che l’offerta e’ veramente scadente e limitata, quindi c’e’ molto spazio. Per altro e’ vero che gli italiani non acquistano tanti corsi e manuali, ma comunque credo che il gap tra domanda (almeno potenziale) e offerta sia ancora vantaggioso per chi offre. E rimane il vantaggio intrinseco dei margini estremamente elevati. Detto cio’ gli imprenditori internet italiani piu’ ricchi che conosco (a parte quei pochi che hanno fatto il grano nella prima era delle dotcom) sono queli che hanno siti di ecommerce, quindi sicuramente l’ecommerce e’ un modo per guadagnare bene con Internet in Italia. Sulle affiliazioni, non conosco nessuno che faccia le decine di migliaia di euro al mese (ma non escludo che ci siano) e su Adsense non mi pronuncio, perche’ non lo faccio e so che la situazione e’ cambiata molto negli ultimi anni (comunque ho visto conti Adsense a 4 cifre mensili, ma non di piu’). Rimangono i servizi software SaaS (software as a service), ma non so se ha senso pensarli per il mercato locale.

  16. Alessandro says:

    Ciao Marco,

    A proposito di gratuità dell’offerta cosa ne pensi di uno dei post più recenti di Godin dal titolo “The game theory of discovery and the birth of the free-gap”(http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/)?
    Grazie dell’articolo e a presto.

    • imimaster says:

      Seth Godin ha il grande talento di dire con 1000 parole quello che si puo’ dire in una frase, farci un libro e costruire la sua brand personale. L’articolo non dice niente di nuovo, ma lo dice alla Godin quindi “sembra” nuovo e intelligente.

  17. Francesco says:

    Eccellente fotografia della situazione internet marketing in Italia!
    E’ vero che l’Italia non è l’America ma ritengo che, proprio per questo, ci sono maggiori possibilità di riuscire qui da noi che non negli States o in altri Paesi più evoluti del nostro in ambito internet business.
    Tutto questo però è vero se, e solo se, ci si mette in testa di operare con professionalità e con cognizione di causa, con onestà e con etica comportamentale, considerando questo “mestiere” come una vera e propria attività imprenditoriale e non come un hobby o un modo diverso di passare il tempo “provando” a guadagnare qualcosa online.
    Complimenti per il bell’articolo e un saluto a tutti.
    Francesco

  18. emanuele says:

    Credo che hai centrato il bersaglio sulla verità del guadagno on line in Italia! C’è da sperare che col tempo ci sia una evoluzione e apprendimento dei vari metodi del guadagno , è vero, alcuni sconosciuti ai più! Come tu stesso hai detto c’è spazio per tutti,
    c’è un mercato che aspetta solo di essere conquistato! Gli italiani devono muoversi, devono apprendere, devono migliorare le loro conoscenze di marketing e di business on line! Alla buon’ora!

    Emanuele

    • imimaster says:

      Emanuale, concordo, l’opportunita’ e’ in gran parte ancora da cogliere in italia. Anche se partiamo da una diffusa incultura di marketing e da una praticamente totale assenza di cultura sul Direct Marketing.

  19. Stefano says:

    Le mie impressioni:

    Preoccupante il punto in cui si parla del “Gratis” – per i marketer più che per gli utenti 🙂

    Saggio secondo me ribadire che il copyrighting è un’arte che non tramonterà mai anche in tempi di facebook & C.

    Posso quotare il punto chiave di tutto?

    “E quando dico marketing non dico cose vaghe, “immagine”… dico portare uno sconosciuto a fidarsi abbastanza di te dall’aprire il portafoglio, estrarre la carta di credito e scrivere i suoi dati online per ricevere magari un file. Ti sembra una cosa facile? No, e’ difficilissima! Ha i suoi grandi vantaggi, ma e’ difficilissima.”

    Aggiungo: è la cosa che dà più soddisfazione per chi fa questo mestiere, e non solo per il discorso economico.

    Complimenti per il “Live Support On line” di cui ho approfittato oggi… thank you very much Marco! Un’idea che mi sa che in molti copieranno, almeno tra coloro che propongono servizi con un buon margine… alza la percezione di fiducia a livelli elevatissimi.

    • imimaster says:

      Bravo Stefano hai ragione: far funzionare il direct marketing e’ una grande soddisfazione personale e professionale, al di la’ dei soldi. (cioe’ anche quando sono pochi, vedere che le persone agiscono come hai progettato e’ impagabile.

  20. iacopo says:

    Marco,grazie per questo articolo , interessante come tutti quelli che scrivi,io per il momento stò iniziando un blog sull’argomento, in inglese perchè come dici tu ci sono milioni di persone interessate, poi farò una sezione anche italiana . Sono anni che stò studiando internet marketing e raccogliendo dati anche grazie ad uno strumento utilissimo che vi consiglio : Evernote : http://www.evernote.com . Se cominciate ad usarlo non potete più smettere ! Anche il Warrior Forum è molto interessante.
    Grazie ancora

    • imimaster says:

      Jacopo, io non mi preoccuperei di fare la sezione italiana, dedicati a quella inglese che basta e avanza. Mi pare che Marlon Sanders raccomandi di usare Evernote, quindi come vedi non sei il solo internet marketer ad apprezzarla. Io l’ho provata sul cellulare, ma non mi convinceva.

  21. valerio says:

    bisogna ammettere che articoli come questi possono solo fare del bene alla disinformazione diffusa online nel nostro mercato.

    qui sei spettacolare: “..mi immaginavo che viaggiavo per il mondo con la mia auto. Qualche volta invitavo mia sorella per qualche viaggio e anche mia mamma…”

    Il fatto è che molte persone immaginano prima di tutto i SOLDI… soldi.. SUBITO!
    e per questo non li vedranno mai

    Molti di noi vedono questo mestiere come una vera e propria vocazione, una “MISSION”.. almeno così è come la sento io, non importa in quale nicchia c’è da buttarsi… anche la passione è secondaria (entro certi limiti)

    il nucleo cardine che molti italiani non capiranno MAI è associare l’immagine mentale che hai creato con quel ricordo del volante e della ventosa, al vero motore dei guadagni online… cioè il MARKETING..

    su questo siamo in linea da quando scrivo articoli anche qui 🙂

    Marco, sei grande come sempre, le migliori intuizioni mi sono arrivate spesso leggendo le tue riflessioni!

    Valerio

  22. dave says:

    Ciao Marco, sono sicuramente d’accordo con te su tutto quanto concerne il discorso del marketing, in oltre ho un notevole rispetto della tua persona in quanto ti ritengo un grande professionista nel tuo settore.. L’unica cosa sulla quale non mi trovo molto d’acordo però, è nella necessità di investire nel ppc di adwords, quando molti, tu compreso saprai benissimo che vi sono tantissime altre strategie per ottenere traffico gratuito; se poi queste metodologie non sono alla portata di tutti, forse è anche perché molti pensano di imparare tutto e subito, trascurando che come tutte le professioni, anche il seo o comunque il marketing necessita di studio, e non poco. In oltre non dimentichiamo che se parliamo di ppc, non esiste solo quello di google adwords, ma diversi altri servizi, che sicuramente operano in maniera molto più onesta di google. Tuttavia essendo una persona piùttosto concreta, ritengo che volenti o nolenti, il business internet in italia, non genererà mai le cifre che molti marketer nel nostro panorama persistono a millantare, allo scopo di vendere i propri info prodotti. Scusandomi forse per la troppa schiettezza, ti saluto cordialmente.

    • imimaster says:

      Dave sono daccordo con te che Adwords e’ diventato una brutta bestia e non e’ il solo attore sul mercato. C’e’ sicuramente anche Facebook che funziona (esperienza personale) anche meglio di Adwords, con la differenza che gli annunci scadono e diventano rapidamente inefficaci. Io ancora non ho trovato come avere le prestazioni relativamente costanti delle Adwords con Facebook. Per quanto riguarda il traffico naturale, al di la’ che non e’ una passeggiata non mi piace che sei sempre in giro d’aria: Google cambia qualcosa dell’algoritmo e tu ti ritrovi scomparso dalla prima pagina. Non e’ risolvibile a meno di non avere grossa competenza e stare sempre attenti e pronti a intervenire. Confrontalo con il traffico a pagamento: costoso, ma stabile e prevedibile. Concordo con te che non potremo mai avvicinarci ai risultati del mercato in inglese: e’ questione di dimensioni e di penetrazione delle tecnologie, della carta di credito e dell’abitudine ad acquistare “diretto”. La schiettezza non e’ MAI troppa.

  23. Davide P. says:

    Come al solito grande Marco.

    Aggiungo solo che per esperienza personale, quello che mi mancava per fare il salto di qualità erano le informazioni .
    Non parlo di informazioni generiche di cui c’è un overload in rete, ma di informazioni filtrate, mirate, specifiche.

    Soltanto quello che serve a te e al tuo business in quello specifico momento.
    Ho trovato tutto questo nelle sessioni di coaching con Marco e il mio business ha letteralmente preso il volo nel giro di pochi mesi (e il bello deve ancora venire).

    Grazie Marco.
    p.s. quand’è che ci racconti la storia del business/bar ?

    • imimaster says:

      Grazie Davide, hai ragione, devo scrivere un articolo sul bar. Questa settimana e’ gia’ un po’ pienotta, ma la prossima sicuramente e’ il prossimo articolo editoriale anzi.
      Grazie ancora per il feedback (ho il tuo referral e lo usero’).

  24. Vittorio says:

    Cito un passo interessante: “Per esempio, se metti su un blog e ci metti Adsense puoi guadagnare qualcosa facilmente. Ma quel qualcosa magari rimarrà nelle decine di euro… all’anno, quindi sostanzialmente irrilevante”

    Beh io posso garantire che con un buon piano di marketing e alcuni accorgimenti, Adsense è un ottimo programma di affiliazione che permette entrate “automatiche” con mezz’ora di lavoro al giorno. Nel (poco) tempo libero, ho fatto alcuni corsi di formazione mirati ad alcuni parenti ed amici, ed in circa 16 ore di formazione ho insegnato loro alcuni passi importanti per creare articoli su blog che possano produrre posizionamento (con principi SEO che applico anche in consulenze aziendali) e… il gioco è fatto! In circa un anno, otto allievi su 21 hanno un guadagno medio di circa 400/600 Euro mese (non male per chi ha appreso solo alcune basi di marketing e deve “rieditare” articoli). Altri sono più o meno sotto, ma soprattutto perché non hanno rispettato le mie regole, cioè minimo un articolo al giorno.

    Quindi mi chiedo: ma sono io “un genio” (e non credo perché quello che ho imparato su Adsense non è farina del mio sacco) oppure tutti applicano regole errate per Adsense?

    • imimaster says:

      Cio’ che vedo io non sono questi successi. Ma ho anche scritto che se sai fare SEO bene puoi ottenere risultati. Comunque sarei contento di provare il tuo metodo e vedere come funziona. Poi magari ci scriviamo un articolo. Io sono sempre alla ricerca di metodi per guadagnare online adatti alle persone normali. Dai, fammi sapere.

      • Flavio says:

        Ciao, vorrei segnalarti la possibilità di vendere AdverTwitting, l’eBook che sta spopolando sul traffico web gratis automatizzato pubblicato dalla Successo Personale Edizioni di cui sono l’autore. Basta iscriversi come affiliato gratuitamente su http://www.successopersonale.com e cercare nel catalogo “AdverTwitting” per ottenere una commissione di 22.00 Euro per ogni singola vendita. Spero di averti presto nel mio team! Buon lavoro!

    • skp says:

      Sarei anch’io molto interessata a questi metodi, se ti capita di scrivere qualcosa a proposito, per favore segnalacelo qui. Grazie : )

  25. Vittorio says:

    Come ho detto non è tutta farina del mio sacco, quindi per correttezza scrivo a chi mi ha fatto il corso ed insegnato tutto su Adsense, permettendomi anche di fare a mia volta corsi di formazione, che se non erro legge anche questo blog. Sarebbe corretto che eventuali accordi o quanto altro avvenissero con lui e non con me.

  26. Simone says:

    Io ho faticato parecchio e sono sicuro che dovrò ancora faticare tantissimo, però sono molto soddisfatto dei risultati ottenuti con i miei sforzi, non solo di quelli economici, ma soprattutto delle conoscenze e delle capacità che ho acquisito nel corso degli anni le quali mi hanno dato una marcia in più rispetto alle altre persone.

  27. Matteo says:

    Dopo mesi di studio sono riuscito a creare un sistema per guadagnare facendo schedine matematicamente sicuro al 100% ed ho scritto un libro che è in vendita su Amazon e si chiama : Batti i bookmakers sfruttando la statistica, puoi anche scaricarlo dal mio sito http://www.mc-editore.it . Buon inizio di carriera da sistemista.

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