Adsense VS Infoprodotti per guadagnare online

Per guadagnare online, è meglio creare un blog e metterci sopra Adsense oppure creare un infoprodotto da vendere direttamente? Un amico mi ha fatto più o meno questa domanda in un’email, qualche giorno fa. Si possono dare molte risposte e sicuramente ci sono i sostenitori di entrambi i metodi. Questa è la mia risposta.

Ciao Marco, ti seguo da un sacco di tempo e ora ti chiedo di aiutarmi a capire. Ho capito come si guadagna con un blog con Adsense, ma non so se è realistico pensare di viverci.

Ho anche capito come si può creare un infoprodotto e anche se ho capito che ci si può vivere, mi sembra una cosa complicata, oltre le mie capacità.

Tu cosa mi consigli? E’ meglio Adsense o un infoprodotto?

Grazie per la risposta, con stima, Sandro.

Immagino che questo dilemma ce l’abbiate in molti. Lo vedo a ogni seminario Internet Money che tengo. Quando spiego la semplicità del modello di business Adsense + blog, che si può letteralmente iniziare in 5 minuti, i partecipanti “non ci possono credere” che sia così semplice.

Poi però, andando avanti con il seminario, spiego cosa significa avere un infoprodotto, parlo di alcuni casi di successo e i loro occhi si illuminano ancora di più, anzi vedo proprio i simboli degli euro nelle pupille.

E poi rimangono che non sanno cosa fare: da un lato la semplicità di Adsense, dall’altra parte la solidità e concretezza di creare un business di infoprodotti (o di prodotti fisici, ma io consiglio gli infoprodotti).

Semplificando, ma non poi tanto, ci sono due metodi per guadagnare online: quello del traffico e quello del prodotto. Ovvero, puoi farti pagare semplicemente perché le persone vengono sul tuo sito e cliccano su alcuni link, oppure puoi creare un vero e proprio prodotto (meglio se informativo e digitale) e venderlo online.

Cosa significa guadagnare con il traffico: Adsense (e affiliazioni)

Per guadagnare con il traffico puoi iniziare con un blog e metterci Adsense (ed eventualmente link affiliati, che è una variante del metodo). Con WordPress ci metti 10-15 minuti se parti da zero e devi crearti anche l’account Adsense. E sei in affari.

Poi, naturalmente, devi portare traffico a questo blog. E per fare questo devi creare contenuti e questo può non essere semplice. Significa scrivere ogni giorno almeno 2-3 articoli, non romanzi, ma comunque contenuti reali. E’ qui che molte persone si bloccano, perché non sono abituate a scrivere.

Inoltre, le persone sono fuorviate dal concetto del blog: pensano al blog realmente come al loro diario e iniziano a scriverci quello che pensano. Ma non è così: in un modello di business blog + Adsense deve essere considerato come un business.

E quindi non devi scriverci il tuo diario, ma inserire contenuti legati a nicchie di mercato che abbiano inserzionisti Adsense che pagano bene. Come, per esempio, il Forex. Un click sul Forex può portarti anche qualche Euro e quindi vale la pena di provarci (attenzione però: i contenuti da creare richiedono competenza e la concorrenza è comunque agguerrita).

L’altro concetto importante da capire è la duplicabilità. Con un blog + Adsense puoi anche essere bravo, ma a parte eccezioni, difficilmente riuscirai ad andare oltre i 500 euro al mese, molto piu’ probabilmente ti fermerai a qualche centinaio o qualche decina di Euro al mese.

Ma tu devi pensare sui grandi numeri. Devi pensare a creare 10, 100, 1000 blog + Adsense! Allora ecco che i guadagni possono iniziare a farsi importanti. Un blogger professionista che usa questa tecnica può creare un blog in pochi minuti, sistemare i contenuti in qualche ora e poi dedicarsi al prossimo. Diciamo che se ci metti 4 ore a blog, in 3 mesi hai 100 blog e puoi iniziare a vedere risultati reali.

Cosa significa guadagnare con i prodotti: Infoprodotti

Infoprodotti: prodotti in cui si vende informazioni. Nell’accezione più comune in Italia – dove questo neologismo è stato creato da Italo Cillo – significa prodotti digitali, quindi non fisici, che si possono acquistare online e scaricare immediatamente.

Gli ebook (manuali in formato PDF) e gli audio MP3 sono i formati più comuni.

Questo è un business reale: significa studiare il mercato, individuare la nicchia, creare il prodotto, realizzare il marketing, gestire il post vendita e poi creare altri prodotti aggiuntivi. Non ci sono magazzini, nè spedizioni, né negozi: ma per tutto il resto è un business reale.

Questo significa che, rispetto alle competenze tecniche che richiede un blog + Adsense, creare un business da infoprodotti è infinitamente più complicato. E paradossalmente, non è la creazione del prodotto la cosa più complicata: ci sono business milionari realizzati registrando dei seminari audio e rivendendoli (o meglio, rivendendo l’abbonamento mensile che permette di ascoltarli).

E puoi anche non essere tu l’autore dell’infoprodotto: trovi uno specialista e glielo fai realizzare. Ma, come vedi, questo già richiede che tu abbia una mentalità imprenditoriale. Un bel salto rispetto al tuo lavoro dipendente o anche alla tua attività di professionista.

Ma il vero ostacolo secondo me – e lo dico da professionista del settore con 18 anni di esperienza – è il marketing. Imparare le capacità di marketing che ti permettono di realizzare un business profittevole richiede studio, applicazione, pazienza, tempo. Per la maggior parte delle persone significa acquisire competenze veramente fuori dalla loro esperienza e da quella del loro gruppo di amici e conoscenti.

Chi già lavora nel marketing è naturalmente avvantaggiato. Ma comunque dovrà imparare a fare marketing direct response, un tipo di marketing che in Italia conoscono veramente in pochi.

Si può imparare il marketing per far decollare il tuo business da Infoprodotti (o da prodotti fisici). Certamente che si può. La letteratura in Italia è obiettivamente un pò scarsa, mentre se leggi l’inglese hai solo l’imbarazzo della scelta. Un corso molto ben fatto è quello di Cerchia Ristretta di Italo Cillo, che però apre le iscrizioni solo in determinati periodi. Eventualmente ti avvertirò quando c’è un nuovo lancio.

Mezzi diversi, obiettivi diversi, risultati diversi

Come avrai capito, ci sono vantaggi e svantaggi in entrambe le strategie.

E’ un pò come confrontare una moto con un camper: quale è meglio?

La moto è economica da gestire, veloce e pratica. Ma è scomoda per i viaggi lunghi e non ti permette di portare molto bagaglio.

Il camper è lento, costoso, ingombrante. Ma è comodissimo, in pratica è una tua casa viaggiante, puoi anche viverci.

Se vuoi risultati con poco sforzo, anche se piccoli e non affidabili (oggi il tuo blog può guadagnare 10, domani 1, dopodomani 20, il mese dopo zero: dipende dalla sua posizione nel motore di ricerca, che è sempre variabile), sicuramente blog + Adsense è un modello di business che funziona. Anche se devi considerare il concetto della duplicazione e non attendere risultati domani.

Se invece vuoi impegnarti mesi per realizzare qualcosa che ti porterà soldi per i prossimi anni, ma che richiederà almeno alcune ore alla settimana di gestione, se non di più (gli info-imprenditori di successo, anche in Italia, hanno un team di persone, anche se si può iniziare da soli), allora affronta il grosso lavoro di creare un business con un infoprodotto. Significa creare un bene reale, che potrai addirittura rivendere in futuro.

Adsense Vs Infoprodotti. Alla fine, è un pò come scegliere tra due partner: uno è quello dell’avventura, di una gratificazione immediata senza impegno e senza impegni per il futuro. L’altro è i partner che ti chiede di impegnarti, ma in cambio ti offrirà la stabilità e i vantaggi di una relazione.

A te, onestamente, cosa ispira di più?

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26 Responses to Adsense VS Infoprodotti per guadagnare online

  1. Gran bell’articolo Marco, grazie. Eh si, sono 2 strade diverse, anche se a mio parere sarebbe preferibile quella degli infoprodotti, anche perchè per guadagnare con blog e adsense in misura paragonabile a quella della strada intrapresa per realizzare infoprodotti, occorrerebbero 50-100 blog e gestiti pure bene, dunque il lavoro da fare sarebbe comunque grande, cospicuo e costante nel tempo per entrambi i percorsi. Ciao.

  2. isaac says:

    Vero, troppe volte non viene considerato un lavoro, almeno di 4 ore al giorno per ottenere risultati!

  3. Che dire Marco?
    Hai già detto tutto tu! 🙂

    Il mio parere, l’ ho detto molte volte, è che adsense è l’ ideale per chi inizia da zero e non ha ancora una grande pratica con programmi cpc, landing page, autoresponder etc etc etc.

    Può essere utilizzato facilmente fin da subito per iniziare a monetizzare il traffico del proprio sito ed allo stesso tempo ci permette di fare pratica. Da un certo punto di vista è il miglior sistema per imparare i meccanismi del webmarketing e vedere remunerato il proprio lavoro (anche se all’ inizio si tratta di piccole cifre).

    Spesso io stesso consiglio ai miei clienti più bravi di utilizzare adsense in ABBINAMENTO ad altre forme di affiliazione. Perchè no!?

    Una cosa che non dice mai nessuno è che adsense, spesso, MONETIZZA IL TRAFFICO IN USCITA.

    Riflettiamo un attimo: se un potenziale utente/cliente, all’ interno del nostro sito, clicca su un annuncio adsense è probabile che ciò che ha trovato nel nostro sito non sia stato di suo gradimento o almeno, non lo sia stato al punto da convincerlo a fermarsi ed a restare nel nostro sito (registrandosi alla newsletter o scaricando un nostro infoprodotto).

    Quel tipo di potenziale cliente (non convinto) sarebbe stato in ogni caso un cliente “perso” quindi meglio se la sua “fuga” (click su annuncio adsense) produce per noi un piccolo guadagno! 🙂

    Piuttosto dobbiamo chiederci se il nostro sito è adatto a mostrare annunci adsense in abbinamento ad altre affiliazioni-prodotti-infoprodotti.

    Ci sono infatti alcune situazioni in cui è preferibile evitare di mostrare annunci adsense (es. quando gli annunci mostrano soltanto nostri concorrenti diretti).

    Altre situazioni invece si prestano bene al “mix” come accade in alcuni siti ecommerce ove gli annunci adsense non mostrano siti concorrenti ma visualizzano annunci “correlati” all’ argomento; es. se nel mio sito ecommerce vendo frigoriferi poco importa se gli annunci adsense mostrano pubblicità di Yogurt, latte, burro, uova etc etc etc (o altri prodotti che stanno DENTRO il frigorifero ;))

    Per concludere, alla domanda:”meglio adsense o infoprodotti per guadagnare online?” la mia risposta è quella che darebbero i più grandi esperti di webmarketing: DIPENDE!

    Un saluto a tutti
    Silvio

  4. Marco says:

    Dico la mia…

    Per qualsiasi tipo di Guadagno Online, la prima cosa da fare è avere traffico e pure tanto. A questo punto nasce il dilemma di cosa scegliere, anche se il più facile in assoluto rimane quello di Adsense

    Ricordo anche che Paolo di Alverde è riuscito a guadagnare con la pubblicità nel sito oltre 50 mila euro in un’anno, se non ricordo male, quindi secondo me vanno integrati entrambi.

    Ciao

    Marco

  5. imimaster says:

    Premetto che non ho un network di 100 o 1000 blog, quindi non ho esperienza diretta. Anche se sto studiando un corso per provare a farne 1000, ma probabilmente sul mercato USA.

    Quindi non so se concretamente funziona e quanto. Posso dire che Armand Morin che ne parla dice che in media i suoi blog con Adsense fanno 10-20 dollari al mese. Ma se ne hai 2-300 sono soldi. E con i metodi che spiega Armand, non e’ difficile farne centinaia in poco tempo.

    Con questa strategia non occorre avere tonnellate di traffico, basta il traffico sufficiente a fare 10-20 euro al mese. Il segreto e’ avere moltissimi blog.

  6. Pingback: Quale metodo di Guadagno inserire nel Blog?

  7. Ciao a tutti!
    rispondo a quest’ultima affermazione di Marco DV (e approfitto per complimentarmi per il bel post): “basta il traffico sufficiente a fare 10-20 euro al mese. Il segreto e’ avere moltissimi blog.”

    A questo punto credo si debba chiarire una cosa: qual’è l’obiettivo?
    FARE SOLDI ONLINE o CONDIVIDERE LE PROPRIE PASSIONI CON I TUOI LETTORI?

    Perchè anche se ci devo mettere molto più tempo a guadagnare, preferisco sempre passare la mia giornata a scrivere un ebook che parla di ciò che mi appassiona o a scambiare commenti su un mio post di un argomento che mi piace, piuttosto che perdere le giornate a scervellarmi su come arrabattare 100 post su 100 argomenti diversi (intendo nel caso dei 100 blog), non per un lettore, ma per un robot (google).

    E’ una scelta che influisce sulla qualità della vita del blogger, io mi deprimerei se fossi costretto a scrivere di 100 argomenti diversi di cui magari me ne frega solo dei primi 3…

    Spero di essermi spiegato bene…
    che ne dici Marco?

    Josè

  8. imimaster says:

    Jose’, dico che hai ragione. Infatti non funziona così. Funziona che i contenuti o li acquisti o li trovi online. Per dei blog in inglese e’ facilissimo. Ci sono persone che forniscono tonnellate di articoli per pochissimi soldi, puoi usare gli RSS per aggiungere articoli e puoi usare le directory di articoli (basta che rispetti la fonte).

    Fare tutto questo in italiano molto piu’ complicato, perche’ non ci sono queste fonti di contenuti economici e abbondanti. Pero’ nessuno dice che questa strategia bisogna farla in Italia. E probabilmente ingegnandosi un po’ si trova la soluzione anche in italiano… ma questo va un po’ contro l’idea dei soldi “facili”…

    Come sempre fare Internet Money in Italia e’ piu’ complicato che in USA, ma anche piu’ accessibile (meno concorrenza). Sta a voi trovare l’equilibrio tra mancanza di strumenti e mancanza di concorrenti.

    Marco

  9. Bira says:

    Ciao marco, il tuo progetto di blog farm mi incuriosisce e volevo farti qualche domanda (anchio stavo sviluppando qualcosa di simile in italia guadagnando con adsense, prima di conoscere la maledetta sandbox di google per il mio piccolo blog)

    Come intendi posizionare i tuoi blog di nicchia su Google? SEO? Adwords? Io mi arrangio con la ricerca organica, so come

    Ergo, come intendi monetizzare i vari blog? Adsense? Affiliazioni? CPA?

    Per quanto mi riguarda proporre questa strategia in italia è molto più difficile per una ragione: il traffico. Certo, la competizione è minore ma minore è anche il numero delle persone che effettuano quotidianamente ricerche su Google per ciascuna parola chiave… Quindi più pagine ottimizzate per quelle parole chiave, più testi piu lavoro… e comunque un lavoro di posizionamento (ie link building) non indifferente. Anche se c’è meno competitività, le nicchie che pagano di piu sono comunque affollate e bisogna comunque darci dentro. Non esattamente soldi facili.

    Anche per quanto riguarda i contenuti l’inglese regna: si trovano asiatici disposti a scrivere in inglese articoli discreti per 1\2 dollari… non a caso, si è sviluppato anche l’ “article flipping” come fonte di extra cash. Compro articoli a qualche dollaro, li rivendo a 6, 7, 8 $. (non autopilot ma sempre extra ca$h.
    Un business vero e proprio considerato se fatto come si deve richiede una certa presenza ad es.nei forum di IM – pullulanti di potenziali clienti – una buon numero di feedback positivi, si deve trattare con i clienti, ci si deve affidare a dei freelance affidabili etc.”)

    In fundis, tu guadagni con clickbank?

    ciao ciao
    Bira

  10. imimaster says:

    Ciao Bira,
    si’ l’idea e’ di promuovere i blog con posizionamento naturale e avere come obiettivo 10-20 euro mese per blog. Non credo sia semplice neanche cosi’ in Italia proprio perche’ non si puo’ comprare contenuto: in inglese c’e’ di tutto, vai su ebay e ti compri 20.000 articoli per $20, robe cosi’.

    Silvio e’ uno che guadagna con Adsense in Italia, quindi sarebbe da chiedere a lui. La mia esperienza e’ per ora limitata a questo blog + uno in una nicchia veramente nicchia che ho realizzato solo perche’ avevo 150 articoli che avevo scritto. Ma guadagna 15-20 euro al mese, non so neanche.

    Onestamente, la mia idea, semmai la dovessi realizzare, sarebbe sul mercato USA, non in Italia proprio per la mancanza di contenuti.

    Per quanto riguarda Clickbank, mi vergogno un po’ a dirlo, ma non ci ho mai provato, temo che sia difficile. Ma probabilmente e’ un mio timore irrazionale. Infatti ci voglio provare e mi sono attrezzato con ebook di studio e idee da sviluppare.

    Se trovassi un metodo facile potrei anche provare a insegnarlo qui, vediamo.

    M

  11. Bira says:

    Uhm… io non sono un esperto di Adsense ma posso portare la mia esperienza.

    Ho solo cominciato da un paio di mesi fa con Adsense, creando un .blogspot, scrivendo qualche articolo di scarsa qualità sui mutui e poi inserendo le inserzioni di adsense.

    L’avevo posizionato per una parola chiave piuttosto competitiva (calcolo rata mutuo), raggiunta la #6 posizione della prima pagina ho fatto una cazzata e Google mi ha cacciato nella sandbox (cosi mi dicono i piu esperti, sono ancora indicizzato ma non mi trovo nella prima 50ina di pagine… cosi imparo e non faccio piu lo stesso errore).

    Tuttavia ricevo ancora diverse visite per vie traverse: al 21 di questo mese sto a 35 euro circa (lo scorso mese, primo mese di vita Adsense, ho raggiunto quota 45 euro, ma potevo contare ancora su Google e ricevevo molte piu visite. In compenso ultimamento sto ricevendo clic anche da 1-1.50e ma molte meno visite).

    Quindi dopo un lavoro iniziale (una giornata) una trentina-quarantina di euro automatica al mese per un sito si puo fare. Io ho bypassato il problema contenuti con le mie conoscenze di SEO creo una pagina ottimizzata per una determinata keyword, un articolo scadente, un numero piu o meno alto di backlinks di qualità a seconda di quantè la competizione e la prima pagina di Google si ottiene, giusto il tempo che Google rilevi i link e aggiorni le serp.

    Quindi si, anche senza contenuti è fattibile. Ma devi sapere come si fa e darci dentro di SEO (Ci vuole un po per crearsi quei backlink, 3 orette di smanettamento fu il caso di quel sito sui mutui. Per la cronaca whitehat, legittimi ma pallosissimi da postare)

    Insomma non lo trovo molto conveniente. Farne un centinaio poi, un lavoraccio.

    Con i\le PLR tu come pensavi di fare?

    Io farei cosi:
    – sceglierei una nicchia che notoriamente paga bene (–> spyfu.com)
    – troverei una parola chiave abbastanza ricercata e competitiva per il dominio
    – inserirei i vari articoli ( su blog wordpress esiste un plugin che data una massa di articoli te ne posta tot ogni tot tempo)
    – costruirei un bel po di anchor text backlinks per la main keyword e altre in generale per tirarlo su nel ranking di Google

    Io punterei ad ottenere almeno un centinaio di euro al mese di media per sito, anche di piu, per la comodità di averne meno. Per me il lavoro piu esoso in termini di lavoro rimane cmq quello del posizionamento.

    Se poi gli articoli che compri sono gia ottimizzati per delle parole chiave, alla grande.

    Come guadagnare con clickbank in modo facile e a prova di italiano?
    Bah

    Io penso che faro cosi:
    – trovo le parole chiave con un buon numero di ricerche e che siano relativamente poco competitive
    – data una parola chiave, ci scrivo un articolo attorno o lo faccio scrivere da qualche asiatico capace
    – invio l’articolo a goarticles (che tra l’altro permette di inserire direttamente il link affiliato ed è amata da google)
    – backlink su backlink per ciascuno articolo per farlo arrivare il piu alto possibile

    Bum marketing con un’inezione di off-page seo, in definiti.vo
    Volendo si potrebbe inviare il visitatore ad una propria squeeze page e creare una bella relazione con la lista (Frank kern docet, tra l’altro in video gratuiti:).
    Sicuramente è piu impegnativo.

    Per il resto ci si deve sbattere cmq, ma mal che vada hai solo perso tempo.

    Penso che nel caso si usi adwords la difficoltà sia maggiore poichè va fatto un bilancio tra quanto spendi e quanto guadagni.

    What do you think about it Marco? Secondo te perchè è difficile?

    (siamo pure amici su facebook, se vuoi continuare la conversazione in privato. Cerca Bira tra gli amici e mi trovi. Abbiamo gli stessi obiettivi, mi pare 😉 Dai che ci sproniamo a vicenda)

    ciao ciao
    b

  12. Maurizio says:

    Io credo che sia da sfatare il mito “soldi facili con Internet”.
    Fare soldi su Internet è sicuramente possibile, però richiede impegno.
    Fare soldi su Internet è un business come un’altro e – come qualsiasi business – richiede lavoro.
    Ad ogni modo volevo fare una piccola osservazione a chi pensa di guadagnare *esclusivamente* con Adsense: e se Google ti banna? Addio guadagni per sempre.
    Già, perché il ban è per tutta la vita.

  13. imimaster says:

    Verissimo che fare soldi online richiede lavoro. Pero’, rispetto a qualsiasi altro business, i risultati si ottengono prima e gli investimenti sono infinitamente inferiori (ma non zero, come troppe persone vogliono credere… anzi, su questo scrivero’ un articolo).
    Per quanto riguarda il ban di Google… non e’ mai una buona cosa, essere bannati dalla societa’ piu’ potente del mondo (almeno su Internet)! Se vieni bannato devi farti un altro account Adsense con i dati di tua sorella e tuo cugino. Ma il punto e’ non fare cazzate prima.
    Comunque concordo con te che ricevere tutti i propri soldi basandosi sugli umori di Google non e’ una gran cosa. Io preferisco avere piu’ controllo sulle mie fonti di reddito.

  14. vincenzo says:

    per esperienza personale, provata sulla mia pelle, si guadagna molto di piu con gli infoprodotti ovviamente se sai come fare e se possiedi i gusti “ferri del mestiere” che semplificano il duro lavoro di un infomarketer!
    saluti! 😉

  15. alessandro says:

    Ciao Marco,

    io generalmente dopo 10 minuti che leggo post sui
    vari blog vengo assalito da una noi mortale che mi
    riporta ad occuparmi delle mie faccende online…

    Devo dire che da poco ho iniziato a leggere il tuo
    blog e finalmente leggo degli articoli fino in fondo
    e mi viene pure voglia di commentare.:)

    Ti vorrei dare la mia testimonianza;
    da qualche mese ho iniziato a creare dei miei videocorsi
    che ho messo in vendita nei miei minisiti, reggiungendo
    dei traguardi economici che 6 mesi fa non sognavo
    nemmeno di notte…

    Ora, secondo me, il fatto che mi ha permesso di “bruciare”
    un po le tappe, e’ stato il grandissimo divertimento che
    mi ha portato a divorare corsi su corsi acquistati per
    imparare a lavorare in questo settore;

    Io purtroppo il paragone di adsense vs infoprodotti
    proprio non l’ho….diciamo “digerito”..
    Mi spiego:
    caso 1)
    svolgo un’attivita’ online solo per guadagnare:
    non vedo che guadagno sia 20 euro al mese,
    piuttosto non sto ore sul pc e mi guardo un
    bel film in tv;
    caso2)
    svolgo un’attivita per guadagnare divertendomi:
    non riesco ad immaginare nessun tipo di
    divertimento online migliore di quello di
    studiare e costruire qualche cosa di tuo che
    ti possa regalare anche soddisfazioni economiche
    di tutto rispetto.

    Secondo me, e qui volevo arrivare, le 2 cose non
    sono paragonabili, a meno che, uno sia gia’ arrivato
    allo stadio della “dipendenza da internet” dove allora
    tutto quello che esiste sul web per tirar su euro vale
    la pena tentarlo….

    per me non ci sono dubbi:
    per guadagnare sul web il risultato della partita e’ ancora
    divertimento vs soldi = 1 : 0

    ciao
    alessandro

    • imimaster says:

      Ciao Alessandro grazie dei complimenti, mi onorano. Questo blog mi sorprende spesso con commenti interessanti e probabilmente meriterebbe da me più cura. Il problema che la monetizzazione è molto bassa e quindi faccio sempre altre cose. Ma è arrivato un altro settembre e qualcosa di piu’ vale la pena di farlo.

      Venendo al tuo commento, rispetto a quando ho scritto l’articolo (2 anni fa) oggi sono ancora meno convinto che Adsense sia la strada. Internet è cambiata e Adsense ora rende ancora meno. Oggi non mi metterei mai a spendere il mio tempo a creare o far creare contenuti per monetizzarli con Adsense, per lo meno in Italia. La vera opportunità di Internet in Italia sono gli infoprodotti, non ci sono santi. C’è tanto da fare e ci si può levare qualche soddisfazione.

  16. vincenzo says:

    Ascoltate un esperto!
    Con adsense è veramente complicato guadagnare piu di 1000 euro al mese, se non si conoscono le giuste strategie, quello che guadagnerete sarà solo stress e tanta Delusione!

  17. ENRICO says:

    Glia argomenti sono molto interessanti, soprattutto in questo momento particolare.

  18. Danilo says:

    Ok infoprodotti ma non tutti hanno le competenze per poter farne uno… Intendo un qualcosa di originale, la via più breve che mi verrebbe da pensare sarebbe un infoprodotto basato su altri infoprodotti che vedo ormai spopola sul web, tra una copia e l’altra…
    Fare invece un blog con articoli di una determinata passione, possono essere brevi e meno impegnativi oltre che qualcosa non del tutto originale..

  19. Roberta says:

    Ciao,
    sono una nuova iscritta e ho un paio di domande.

    Ma questi blog di cui parliamo sono di quelli gratuiti tipo blogger o siti veri e propri con dominio? Perchè in questo caso dovremmo pagare anche il dominio annuale per tutti quanti… 😉
    La domanda che mi assilla di più è quella che riguarda l’aspetto legale e tributario… ma se io scrivo un ebook e mi metto a venderlo… devo avere partita IVA?? Come mi regolarizzo?? Se il blog mi fruttasse 200 euro al mese non potrei permettermi le spese di partita IVA ecc… mi aiutate a chiarire questo punto? :))

    Grazie!!

    • imimaster says:

      Ciao Roberta, i blog possono essere anche blog gratuiti su Blogger o WordPress.com, ma per avere speranze di essere nella prima pagina di Google devi considerare di avere un tuo blog, con dominio e hosting. Il costo e’ relativo (10 euro per dominio, 100 euro prezzo indicativo per l’hosting). Questo per diversi motivi tecnici per cui Google richiede sostanzialmente che il tuo blog abbia dominio e hosting suoi.
      Per quanto riguarda l’aspetto tributario, la cosa migliore e’ domandare a un commercialista (che io non sono). Ogni guadagno che tu possa fare viene tassato, pero’ dirti dove metterlo nella dichiarazione dei redditi va oltre le mie capacita’. Per la partita IVA credo che fino a una certa soglia di fatturato possa essere considerata prestazione occasionale. Considera questo: ci sono molte persone che offrono servizi “privato a privato” che non hanno partita IVA e un’organizzazione amministrativa “aziendale”. Penso a uno che dia ripetizioni, a una signora che fa le pulizie, tanto per dire due cose che mi vengono in mente. Come ti ho detto non ho competenza fiscale, ma ti sto facendo ragionare su situazioni reali, che magari conosci anche tu.

      • Giuseppe says:

        Partita iva ed adsense.

        Riporto quello che mi ha detto un commercialista.

        Se vendo un mobile che mi ha regalato mia nonna, è prestazione occasionale, e non c’è bisogno di avere la p.iva, lo devo dichiarare nella dichiarazione dei redditi e pagarci le tasse (dice lui).

        Adsense è un’attività continuativa e quindi andrebbe aperta la p.iva, preferibilmente per 5 anni per non perdere i contributi INPS.
        Ma diciamo che difficilmente se ne accorgono …

        Il limite di 5000 euro l’anno (che non casualmente è circa il costo di una p. iva a vuoto) va inteso come somma di prestazioni occasionali varie di cui si dovrebbe rilasciare ricevuta indicando il proprio codice fiscale, per esempio una volta vendo un mobile, un’altra volta faccio una traduzione etc. (ma come si campa così?) e non dimentichiamoci di dichiarare tutto e ovviamente di pagarci le tasse.

        Giuseppe

  20. Gianni says:

    Buon giorno Marco,
    da alcuni mesi mi sto approcciando in modo serio al web marketing, per poter iniziare una professione completamente nuova, che utilizza internet come leva principale. Ho letto varie volte nei tuoi articoli (anche in questo) che tendi sempre a consigliare un business di tipo digitale/infoprodotto, rispetto ad esempio ad un e-commerce che si fonda sulla vendita di beni fisici, cioè che soddisfano necessità più terrene, modaiole, ma pur sempre esistenti ed in continuo riassortimento. Potresti cortesemente spiegarmi le motivazioni, che tendono a farti propendere per l’info business? Ti prego di rispondermi, sono molto curioso grazie.
    Gianni

  21. ilenia says:

    ciao Marco, bell’articolo 🙂

    Ti vorrei chiedere una cosa : all’inizio parlando della possibilita di guadagnare con adsense, parli di creare un blog con blogger.
    io il blog ce l’ho in wordpress, e’ possibile usare qulelo?

    scusa se la domanda e’0 banale ( sicuramente lo e’ per gli addetti) ma io sto imparando quindi ho la scusante giusta 🙂

  22. mario says:

    Ciao Marco, non so se c’entra molto con Adsense, ma un mio amico mi chiedeva un parere oggettivo sulla modalita’ di guadaganre on line attraverso questo sito http://www.onethor.com.
    Loro dicono di fare Multilevel marketing, a me sembra piu’ la classica catena di sant’antonio e basta.
    sarei felice di sapere il tuo parere
    grazie
    mario

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