Traffico e Conversione – Un approccio Scientifico II

Se sei un aspirante infomarketer, ci sono due importanti strategie per portare traffico di qualità verso le tue pagine di cui ancora non ti ho parlato, ma che davvero dovresti considerare di applicare fin da adesso. Attento però:  prima di continuare la lettura facciamo una Premessa fondamentale: In un precedente articolo ti ho anticipato che questi sistemi non sono per tutti; e adesso vediamo il perchè.

I due sistemi KILLER per l’automazione del tuo traffico

Per usare questi canali avanzati di traffico, occorre almeno aver iniziato a costruire la propria mailing list, diversamente sono molto difficili da applicare, nonostante non richiedano un investimento in denaro

Ecco di che si tratta:

A) Creazione di un proprio programma di affiliazione
B) Alleanze strategiche o Joint venture

Analizziamo nel dettaglio entrambi i canali:

Metodo 1:
Nel caso di un programma di affiliazione, il requisito necessario, oltre ad aver creato la tua piccola lista di contatti, è che tu abbia almeno un tuo prodotto da vendere, dunque che tu sia un information marketer.

PRO: il grandissimo vantaggio dell’avere un tuo programma di affiliazione è che se segui con costanza i tuoi affiliati e hai saputo dar loro tutto il necessario per pubblicizzare il tuo prodotto, molto presto potresti vedere i soldi entrare col pilota automatico sul tuo conto in banca come mai avevi visto fino a ora.

CONTRO: il grande problema è la fatica e l’impegno che ti richiede costruire una buona lista di affiliati e fornire loro il migliore materiale possibile con dovizia di particolari affinchè il loro marketing di prevendita sia sufficientemente robusto da fare da preludio alla vendita vera e propria, che curerai tu

Metodo 2:
Il secondo sistema è Il più potente canale in assoluto, quando hai la possibilità di fare una Joint venture con un esperto del tuo settore. Un caso tipo è l’email di raccomandazione alle liste reciproche

PRO: può essere in grado in un solo giorno di far esplodere il tuo sito di traffico (e di vendite) con il semplice invio di un email di raccomandazione alle liste reciproche dei partner che si sono accordati.

CONTRO: In Italia fare Joint venture è un impresa difficile, si tratta di una pratica di generazione del traffico ancora molto sotto sfruttata e non alla portata di tutti, principalmente perche sono ancora in pochi coloro che hanno liste numerose

Il segreto per aumentare la conversione: il dialogo

Fino a ora hai capito che l’elemento cruciale, la linfa vitale di qualunque business online, impostata la Macchina di Marketing,  in un modo o nell’altro ha sempre che fare con il traffico web; e hai visto che questo traffico non solo deve essere qualificato, ma deve anche essere portato sfruttando i canali di automazione, ed evitando il più possibile i metodi non scientifici o che richiedono troppo tempo per farti vedere risultati.

Hai anche capito che certi sistemi e canali per l’automazione del traffico non sono per tutti, con particolare attenzione agli ultimi due, tanto potenti, quanto difficili da applicare per i non addetti ai lavori.

Adesso voglio condividere un ultimo segreto con te:  l’importanza del Dialogo interno e della capacità di comunicare un messaggio efficace al fine di educare e produrre maggior conversione (e letteralmente entrare nella testa del tuo lettore)

  • Seguimi attentamente: non voglio spiegare l’ennesima teoria astratta, NO, oggi te lo spiego raccontandoti una storia; voglio mostrarti quello che mi è successo recentemente a proposito di questo dialogo di cui ti parlo e che anche io avevo sottovalutato:

Proprio l’altro giorno mi sono imbattuto in uno dei tanti sistemi secondari (di cui non ti ho parlato) per condurre traffico verso la mia pagina. Si trattava di un canale a scarsa conversione, fatto di clienti potenziali, ma molto distratti.

Ebbene quello che è successo è che per una settimana intera avevo lasciato li un annuncio comprensivo di immagine con un bel messaggio in bella mostra e che io reputavo perfetto a livello di copy.

  • Mi sono sbagliato. E di molto…

E sai perché? Semplicemente perche quel messaggio non stava parlando il linguaggio di quel canale specifico, e così nel momento in cui ho dato una ritoccata al copy, ho aggiunto questo testo:

“Scopri se Ti Hanno Già fregato…
Ecco Perché Guadagnare con il sistema
XXX è la più colossale delle truffe”

Chiaramente per ovvi motivi non posso rivelarti l’argomento completo di cui parla questo annuncio, ma ti posso dire che era perfettamente in target con le esigenze di quel pubblico distratto, e così ho attirato la loro attenzione.

  • Il risultato è stato un raddoppio di conversioni

Voglio ricordarti che la funzione del copywriting non è di creare da zero bisogni, quanto far si che i tuoi bisogni nascosti e i tuoi desideri vengano portati tutti a galla, e tu te ne ricordi all’istante. Per questo le possibilità di educare la clientela attraverso il linguaggio persuasivo sono limitate se ci si rivolge al pubblico sbagliato, cioè coloro che non hanno bisogni ed esigenze comuni che il tuo prodotto/ servizio dovrebbe risolvere

Tuttavia…
Anche solo un cambio di taglio nel modo di presentare il tuo annuncio può fare la differenza, e contribuire alla costruzione di un dialogo che conduca il tuo lettore dove vuoi tu.

La lettera successiva che il visitatore distratto avrebbe visualizzato parlava un linguaggio che abbatteva determinate sue convinzioni (deboli) e che trattenendo l’attenzione e suscitando interesse riga dopo riga ha condotto alla generazione di un optin…

Un importante messaggio per te

Quando ti pubbblicizzi online, non cercare solo di portare traffico, cerca di controllare invece che direzione vuoi dargli, monitorando i risultati, e curarando il tuo messaggio, cioè il modo con cui comunichi online.

Se ti imponi di parlare il linguaggio del tuo pubblico, questo sarà l’aspetto primario attraverso cui i visitatori entreranno in contatto con te, decidendo nel giro di 4 secondi netti se il tuo messaggio, il tuo sito, tutto il tuo sistema di marketing per intero meriti oppure no la loro attenzione.

E quando sei riuscito a rapirli anche solo per 5 secondi, sai già che hai conquistato il tuo primo traguardo. Perchè I successivi sono tutti uno di fianco all’altro.

Spero come sempre, di averti fornito spunti utili

Se hai domande, o se vuoi condividere idee in merito a questi argomenti, lasciami pure un commento qui sotto.

Valerio Conti è un italiano che ha deciso di vivere di Internet. Per sapere di più sui suoi metodi e risultati e ricevere il suo ebook gratuito “Strategie d’assalto per guadagnare online” vai su www.valerioconti.com
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11 Responses to Traffico e Conversione – Un approccio Scientifico II

  1. Sir Vester says:

    Articolo impeccabile, non ho nulla da aggiungere. 🙂
    In realtà volevo commentare il post precedente, ma i commenti sono chiusi.
    Quello che volevo aggiungere è:

    1) l’ordine sequenziale dei fattori è corretto (il traffico viene alla fine, dopo aver costruito l’impalcatura) ma… non è corretto dal punto di vista dell’importanza in un business online. Ok, devo prima creare la struttura e poi portare traffico, ma questo non vuol dire che il traffico sia la cosa meno importante. Infatti senza traffico l’impalcatura diventa una città fantasma, un rudere, un cimitero. 0 traffico = 0 soldi. Idem per la lista. Puoi creare una lista fantastica, ma se nessuno legge le tue mail…
    Invece se hai molto traffico targettizzato e gli altri elementi sono così così, allora qualche soldino lo fai. Questo è un po’ come il concetto del “content is king”. Sì, ma se nessuno legge il tuo contenuto superfantastico… “ciao content is king, ciao content is king” (direbbe Cetto Laqualunque) 😀

    2) il traffico deve essere targettizzato, perché se non lo è, tutto il copywriting va a farsi benedire, in quanto stai tentando di vendere ghiaccio agli esquimesi o sigarette a salutisti amanti della cura personale (difficoltà di conversione altissima, ergo basso CR)

    3) il PPC è ottimo ma… costa. Se ci sono soldi c’è concorrenza, se c’è concorrenza ci sono costi alti. Quindi, prendendo ad esempio AdWords, i soldi li puoi fare ma devi spendere parecchio. Andando sul concreto, puoi ottimizzare le tue campagne quanto vuoi, puoi conoscere tutti i trucchi e i segreti di AdWords che vuoi, ma se ci sono concorrenti, esiste una barriera all’entrata inevitabile. Specie se i concorrenti sono persone danarose e incompetenti (o danarose e competenti ma che hanno grossi rientri). Prova a creare campagne AdWords per parole chiave come Forex o hotel Roma o albergo Firenze. La SEO invece è un’ottima strada e non andrebbe sottovalutata, IMHO.

  2. Valerio says:

    Ottimo spunto Sir, ma devo dire che:

    1) sul discorso di importanza nel business il traffico
    per come lo abbiamo analizzato è il fattore secondario
    perchè va curato prima molto altro.

    e ti spiego perchè.
    Il tuo obbiettivo non può essere:
    ho un impalcatura cosi cosi e allora porto lo
    stesso traffico e faccio 4 soldi lo stesso

    FALSO

    ti devi anzitutto curare di avere un sistema Infallibile,
    senza falle, o quanto meno, quanto piu curato possibile,
    con tutta la competenza di cui sei capace, e dopo
    il traffico non sarà mai un problema

    se invcece hai un sistema scadente, e lo lasci cosi
    il traffico, sarà perennemente un problema,
    non ci sarà traffico che ti funzioni come vorresti

    Non so se mi spiego

    Avere un sistema che già ti identifichi con imprecisioni,
    debolezze ed elementi largamente migliorabili e dunque presentarti
    in questo modo, non giova sicuramente alla tua futura reputazione.

    il traffico in questi casi va condotto gradualmente, solo per testare
    non ci si concentra su di esso.

    Naturalmente non significa che non devi portare traffico
    prima, ma che non ha alcun senso concentrarsi sul
    traffico quando ancora il tuo servizio o prodotto
    è incompleto

    – Poi è scontato che il traffico debba essere targettizzato
    non stiamo parlando di portare visite casuali, ma appunto
    di persone interessante, dunque la difficoltà sta nel farsi trovare
    da loro e nel saper instaurare un dialogo.

    Tuttavia anche le persone interessate sono spesso molto distratte
    e la sfida sta nel saper attirare la loro attenzione

    Infine Sir, riguardo al PPC non è solo nella rete di ricerca, ci sono strategie che abbassano i costi fino al 80%, anche se sicuramente non è semplice
    fare tutto bene, e senza avere concorrenza ormai in ogni canale

  3. Stefano says:

    Ciao a tutti,
    mi permetto di dire anche la mia sulla questione.
    Qualche mese fa ho fatto l’esperimento di aprire un blog che parlasse di un infoprodotto che stava per uscire, giusto per testare delle tecniche che avevo studiato e per cominciare a fare le prime mosse su internet (ebbene sì, sono un novizio nel mondo del business online, è da poco più di un anno che lo studio).
    Spinto dalla voglia di vedere le statistiche del mio blog alle stelle per quanto riguardava il numero di visitatori, ho utilizzato di tutto, social bookmark, facebook, comunicati stampa, article marketing e, ovviamente google adwords.
    Peccato che ci finiva soprattutto gente poco interessata e che quindi entrava nel mio blog quasi per caso, un pò curiosa, ma poi usciva senza cliccare sul mio link di affiliazione.
    Credo che i miei articoli fossero scritti abbastanza bene e che quindi la qualità dei contenuti fosse buona, ma il problema è stato un altro: ho perso un mucchio di tempo a utilizzare dei metodi che poi non mi hanno portato risultati, mentre avrei potuto utilizzare quel tempo per scrivere articoli non buoni ma ottimi e che forse avrebbero convertito meglio il traffico che arrivava.
    Sono convinto che, sia online che offline, che conti più la qualità che la quantità di cose che si fanno, questo a prescindere da discorsi di come portare traffico.
    Ho detto Offline perchè vedo dappertutto gente che corre tutto il giorno, si affanna, nervosa, si sfianca e poi, a fine giornata si chiede “ma alla fine cosa ho fatto oggi? che cosa ho ottenuto da questo correre?”. Su internet è lo stesso, si cerca traffico a tutti i costi ma alla fine si rimane delusi se non ci sono vendite.
    Secondo me è tutto collegato, la fretta che vedo dappertutto è collegata alla “fretta” di ottenere visitatori e quindi vendite, ma è una fretta che toglie quella lucidità che è necessaria per creare articoli e contenuti di qualità e che, cosa molto importante, servano davvero alle persone e siano di effettivo aiuto.
    Sono d’accordo col fatto che se il lavoro è fatto bene, il traffico arriverà, ma prima di tutto bisogna capire se il prodotto che vendo serva davvero alle persone e come quelle persone posso raggiungerle.
    Se il mio lavoro aiuta, è etico e le persone vedono che sono effettivamente interessato alla loro soddisfazione e non solo al mio ritorno economico, anche se con meno visite ci saranno più conversioni.
    Certo, se si punta su parole che hanno un CPC troppo alto allora diventa più complesso e bisogna lavorare più sul portare traffico in un altro modo.
    Secondo me bisogna trovare quei settori con pochi concorrenti (e ce ne sono ancora molti in giro) e essere fortunati che quei settori piacciano o rientrino tra le nostre passioni. Io non mi butterei mai in un business in cui parlo di medicina legale (faccio un esempio a caso), neanche se il CPC fosse di 0,01€, ma in uno dove il CPC è di 0,50€ sì se rientra nelle mie passioni o hobby.
    Ci vuole il giusto equilibrio, come in tutte le cose. Non è semplice su internet, ma possibile. Non è veloce, ci vuole solo il tempo di andare con calma e analizzare bene le cose.
    Come ho letto in un libro, il trucco sta nel passare da una velocità di 100 all’ora a zero…
    Buona giornata a tutti!
    Stefano

  4. Sir Vester says:

    “Il tuo obbiettivo non può essere:
    ho un impalcatura cosi cosi e allora porto lo
    stesso traffico e faccio 4 soldi lo stesso”

    Non ho mai affermato ciò. Ho detto – o volevo dire – che è meglio una situazione di quel tipo che una con impalcatura superottimizzata e traffico scarso e/o non targettizzato. Mi spiego: tu puoi avere la squeeze page più performante che vuoi, con il CR più alto di questo mondo, ma se fai entrare dentro gente NON interessata, non venderai mai nulla.

    Insomma, è facile fare iscrivere gente con un report gratuito. Il difficile è evitare che uno si iscriva, scarichi il report gratuito e poi si cancelli immediatamente senza neanche leggere una sola mail. Sbaglio?

    Quindi il senso del mio commento era: ok con le tecniche e le strategie, ma occhio che se non fai traffico non ci fai nulla. Traffico non vuol dire AdWords (lo apro quando mi pare in 5 minuti). Traffico vuol dire SEO (lo pianifico per bene e dopo 1 anno vedo i risultati). Quindi se devi pianificare ci devi pensare da subito e non in ultima analisi (cosa che invece puoi fare con il PPC).

    Dico questo perché AdWords non è cosa.

    “non è solo nella rete di ricerca, ci sono strategie che abbassano i costi fino al 80%, anche se sicuramente non è semplice”

    Allora, credo di aver letto e testato praticamente tutto su AdWords. La rete di ricerca è la prima cosa che ti dicono di non considerare eppure ci sono strategie che ti consentono – usandola con determinati accorgimenti ovviamente – di sbaragliare la concorrenza. 😉
    Il punto è che tu conosci i trucchi, va su AdWords pensando di fare una strage e poi ti SCONTRI con concorrenti che hanno zero know-how ma che si possono permettere di spendere 1,2,3…10 euro a click. A quel punto le tue conoscenze valgono zero perché comunque il CPC è una media tra inserzionisti e se gli inserzionisti concorrenti mettono barriere all’entrata… ciao strategie, ciao strategie.

    Invece, se tu conosci bene AdWords e vai su nicchie con poca concorrenza, allora vai alla grande. Però i soldi stanno dove c’è concorrenza.

    Allora ti devi ingegnare con keyword poco usate ma nello stesso tempo molto cliccate. Non ti devi neanche sforzare tanto, perché ci sono strumenti che ti indicano queste keyword in pochi minuti. Però lì hai mooolto meno traffico e la cosa dura poco perché appena gli altri scoprono le tue keyword iniziano a farti concorrenza.

    Invece, con la SEO le cose sono molto diverse. Tu *pianifichi* prima il traffico (a partire dalla scelta del nome di dominio) e poi raccogli i frutti alla fine. Il traffico dai motori di ricerca (quello naturale e non quello sponsorizzato) è la fonte migliore (è anche gratis) ma va pianificato. Quindi la morale di tutto il discorso è: non puoi preoccuparti del traffico alla fine, dopo aver creato l’impalcatura. Devi preoccupartene da subito MENTRE crei l’impalcatura.

    Ovvio che devi avere anche l’impalcatura ottimizzata.

    @Stefano: legge numero 1 del marketing… non è la qualità del prodotto che vende ma la qualità del marketing. Significa: il prodotto può essere pessimo ma se ha un marketing “cazzuto” dietro, venderà. Viceversa, se il prodotto è ottimo ma ha un marketing scarso, non venderà nulla. Il detto “content is king” è una stupidaggine all’interno di nicchie dove c’è concorrenza e girano soldi. Dico questo perché sono svariati anni che creo e gestisco siti web.

    1) nicchia con 0 soldi e contenuti di qualità gratuiti: link a valanghe
    2) nicchia con SOLDI, CONCORRENZA e contenuti di qualità a pagamento: link 0

    Cioè: se scrivo articoli tecnici di qualità sui computer e non vendo nulla, perché gli altri siti non dovrebbero linkarmi? Viceversa, se scrivo articoli di qualità e vendo, perché un mio sito concorrente (che vende la stessa cosa) dovrebbe linkarmi? Per farmi un favore?

    Il segreto vero? Non trascurare alcun dettaglio.

  5. Stefano says:

    Allora ti faccio questa domanda Sir Vester…

    Se tu hai un prodotto pessimo e grazie al marketing la gente entra sul tuo sito e compra, ma poi non è soddisfatta, che cosa succede?
    Io credo che la prossima volta non compra più da te, cambia venditore e magari sparla di te e del tuo prodotto in giro su internet.
    Risultato: il tuo business durerà poco.
    Anche in un’ottica di marketing è necessario secondo me dare un buon servizio, perchè prima o poi la gente lo prende il tuo prodotto e se fa schifo o non mantiene le promesse, il cliente ti saluta…

    Sono d’accordo con te sul fatto che non bisogna trascurare nessun dettaglio e che il seo sia importante, soprattutto per il ragionamento che facevi sul nome del dominio e così via, ma credo sempre e fortemente che un prodotto ottimo e un marketing “cazzuto” come dici tu vadano bene, non un prodotto pessimo.
    Ma io non mi sentirei mai di vendere una schifezza e magari farla passare nella mia lettera di vendita come la soluzione a tutti i problemi del mondo.

    Almeno questa è la mia opinione, e secondo me vale anche per l’offline, per esperienza personale.

    Un saluto a tutti!

    Stefano

  6. Sir Vester says:

    Stefano, ovviamente non sto incitando alla produzione di prodotti pessimi… 😉
    Sto dicendo che se il prodotto è così così ma il marketing è vincente, allora avrà successo. Non solo: gli utenti – udite udite – saranno pure soddisfatti!!!

    Comunque non amo le teorie astratte e sono una persona pratica… ti faccio un esempio che ritengo eclatante: LA NUTELLA

    La Nutella è la crema di cioccolato numero 1 al mondo, un po’ come la coca cola. Peccato che qualitativamente parlando sia migliore la… CREMA NOVI!

    Già! Quanti la conoscono?

    La Crema Novi è qualitativamente migliore (+ nocciole, + cacao, – grassi, etc.) eppure nessuno la conosce. Questi sono dati di fatto (analisi chimiche) e non opinioni. Eppure tutti sembrano “preferire” la Nutella. Come te lo spieghi? Forse perché:

    Ferrero = marketing cazzuto
    Novi = marketing meno cazzuto

    Quanti spot in tv hai visto della crema Novi? Quanti della Nutella? Di esempi così ce ne sono a tonnellate. Non per niente da decenni si dice che la pubblicità è l’anima del commercio.

  7. Valerio says:

    è sicuramente vero che il marchio fa la differenza (vedi Coca cola rispetto a Pepsi, venuta dopo) e che si installa nella mente del pubblico chi arriva prima.

    Ma in questo caso, almeno a mio avviso ti sbagli. Conosco tutte queste schifezze che l’industria ci offre, e tra tutte le schifezze, la nutella è ancora oggi imbattuta.

    Non si tratta di marketing (che è comunque elemento di spicco) ma di qualità del gusto.

    Anche se la nutella è fatta con gli elementi più schifosi di questo pianeta un fatto innegabile che non si può contestare è che ALLA GENTE PIACE.

    Non ne riesce a fare a meno.

    il prodotto in sè è scadente? questo non è un discorso di marketing
    ma un discorso su cio che piace e la gente sta cercando

    Altrimenti dovremmo mandare diciamo al diavolo il 99% dei prodotti
    alimentari esistenti sulla faccia del pianeta.

    Ma non è colpa nostra se alcuni usano il marketing per avvelenare il pianeta e per ingannare le masse. Credo che in questo concordi con me

    Dunque si, il marketing installa nella testa della gente la nutella,
    ma è poi il gusto, la qualità del sapore (che è da vera e propria droga) che fa si che la gente in tutto il mondo preferisca questa a tutte le altre mezze aggregazioni che tentano di imitarla

    Perciò Il marketing Viene prima?
    Certo senza marketing non vendi, ma senza sapore neppure…

    Se la nutella non avesse il sapore che ha (nonstante sia veleno, sia chiaro, non sto dicendo che sono tutte rose e fiori) nessuno la acquisterebbe e il marchio andrebbe a farsi benedire

    Valerio

  8. umberto says:

    Faccio i complimenti a Valerio per l’articolo scritto, anche se non sono un grande esperto di infomarketing, si nota subito leggendolo la professionalità degli argomanti trattati.

    Dopo i dovuti complimenti, chiedo a tutti se queste strategie si possono adottare anche in altri ambiti che non siano infomarketing?

    Io lavoro nel network marketing e voglio pubblicizzare via internet il mio sito http://www.lavoro-da-casa-part-time.com avete qualche strategie per questo tipo di attivtà’

    Grazie a tutti

  9. Valerio says:

    Umberto nel Settore del Mlm E neetworking in generale queste strategie possono
    funzionare pure, ma non è più mia competenza, e non so il margine di
    riuscita dentro questo business, dal momento che per certi aspetti
    soprattutto in Italia l’utenza del settore è alquanto imprevebile, e anche
    mal abituata e pessimamente educata…

    sicuramente masticare il marketing su più più piani e su più livelli di
    competenza gioverà sempre al tuo business, di qualsiasi tipo esso sia

    Grazie per l’apprezzamento,
    Un saluto 🙂

  10. Dario says:

    Caro Marco,
    ti leggo sempre con molto “intrigo”…. 🙂
    perche’ sei all’avanguardia…
    Proprio per questi ti chiedo: che intendi quando scrivi:

    ” Il secondo sistema è Il più potente canale in assoluto, quando hai la possibilità di fare una Joint venture con un esperto del tuo settore. ”

    Io come prodotto/servizio vendo (come vedi se clicchi sul mio primo sito, il secondo non sta lavorando) corsi in aula e videocorsi (piu’ricchissima consulenza gratutita) per la patente nautica.

    Quali potrebbe essere gli ” esperti del mio settore ” ? Scuole concorrenti ? Consulenti per la Nautica in generale ? (tipo periti navali ?(che pero’ abbiano una mailing list),
    Riviste nautiche ? Siti di vendita barche ? (se ti va di digitare “patente nautica” oppure “nautica” sullo
    “strumento per le parole chiave di google” forse posso darti altri input.
    Grazie, complimenti per la tua professionalita’ e per le tue tecnologie,
    e attendo con molta attenzione tue news per sapere cosa intendi per
    “esperti del mio settore”
    Cordialita’
    Dario 🙂

  11. Un articolo molto interessante che ti da ottime dritte con contenuti facili da capire e da mettere in pratica per il nostro Business e Marketing online.Alla prossima ciao

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